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Varnelli Open Glass – linea regalo

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Raffinata idea regalo, l’Open Glass Varnelli contiene una bottiglia di Varnelli da 500 ml. + 3 bicchierini di vetro con logo, in una pratica confezione regalo.

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Imagevarnelli confezionegrappa rugiada di visciolaroggio-del-filare-rosso-piceno-docGran-Cuvee-Metodo-Classico-36-mesiQuerciantica-Lacrima-di-Morro-DOC-Superiore
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DescriptionRaffinata idea regalo, l'Open Glass Varnelli contiene una bottiglia di Varnelli da 500 ml. + 3 bicchierini di vetro con logo, in una pratica confezione regalo.
Rugiada di visciola L’essenza, il sapore, la sua limpidezza la fanno assomigliare ad una profumata e preziosa rugiada.
Acquavite da residuo di Visciole.
- Tipicità - La punta di diamante della cantina Velenosi; il vino più premiato a livello nazionale e internazionale! ABBINAMENTI: Si abbina con carni da cortile, selvaggina, carni alla griglia, pecorini stagionati e cacciagione. Ottimo anche come vino da meditazione. Leggi in descrizione alcune curiosità sul prodotto.VENDEMMIA: A mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. FERMENTAZIONE: Dopo la diraspatura e la pressatura soffice, le uve vengono fatte fermentare in acciaio a temperatura controllata per circa 10 giorni. I vini base, cui viene aggiunta la liqueur de tirage, sono poi imbottigliati. Proprio in bottiglia avviene la seconda fermentazione. Molto lenta. Il nostro Metodo Classico rimane in bottiglia, sur lie, per almeno 36 mesi. Segue la messa in punta delle bottiglie su apposite pupitre, il remuage delle stesse, la pratica del dégorgement, cioè la stappatura delle bottiglie per rimuovere i lieviti presenti e, infine, l’aggiunta della liqueur d'expédition. Il risultato ottenuto, con quella pazienza e quegli accorgimenti che costituiscono gli aspetti forse più emozionanti nell’esperienza del produttore, è un vino secco di grande personalità. COLORE Giallo paglierino con evidenti riflessi dorati, brillante, dal pèrlage fine e persistente. OLFATTO Intenso, fine e complesso, con sentori di crosta di pane, ribes bianco ed uva spina, felice connubio di freschezza e profondità. GUSTO Morbido, dalla spiccata vena sapida. Le note fresche e fruttate lo rendono un vino elegante, dal gusto ricco e suadente, accompagnato da elegante effervescenza. Affascinante in apertura, per corpo, complessità e persistenza gusto olfattiva, sarà impareggiabile a tutto pasto.Liquore ottenuto dalla distillazione dei semi di anice verde e anice stellato. Particolarmente indicato come correttivo del caffè, liscio come ottimo digestivo, allungato con acqua e/o ghiaccio come inimitabile dissetante. Ottimo coadiuvante anche per la preparazione e lievitazione dei dolci.  - Tipicità -
La Lacrima di Morro d’Alba, più conosciuta semplicemente come Lacrima, ha ottenuto la Doc nel 1985. Tra i vini più noti della produzione vitivinicola marchigiana, la Lacrima vanta una tradizione antichissima. Narra la leggenda che già nel 1167 Federico Barbarossa, insediatosi nel Castello di Morro d’Alba dopo aver assediato Ancona, divenne uno dei maggiori sostenitori di questa “bevanda prelibata”.
Leggi in descrizione alcune curiosità sul prodotto.
Content

Perfetta la Scatola Confezione Regalo per inserire questi e tutti gli altri squisiti prodotti Marchigiani, per te o per chi vuoi tu.

bottiglia da 0,5 lt Gradazione 40% Origine: Italia
Dew of sour cherries. Its essence, flavor and clearness remind drinkers of a freshly perfumed morning dew.
- TIpicità -

La punta di diamante della cantina Velenosi; il vino più premiato a livello nazionale e internazionale!

Rosso Piceno Superiore. La zona di produzione riguarda la provincia di Ascoli Piceno e comprende il territorio dei comuni di Acquaviva Picena, Appignano del Tronto, Castorano, Offida e, in parte, il territorio dei comuni di Ascoli Piceno, Castel di Lama, Colli del Tronto, Grottammare, Monsampolo del Tronto, Monteprandone, Ripatransone, San Benedetto del Tronto e Spinetoli. l vino a DOC "Rosso Piceno Superiore" non può essere immesso al consumo in data anteriore al 1º novembre dell'anno successivo a quello di produzione delle uve. La zona iscrivibile è molto ristretta, tutta contenuta all'interno della fascia collinare della provincia di Ascoli Piceno. Età media 2-5 anni, alcuni esemplari si sono dimostrati eccezionali fra i 6-9 anni. Possono concorrere alla sua produzione altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Ascoli Piceno, fino ad un massimo del 15%. Con l’utilizzo della DOC Rosso Piceno i Produttori Vinicoli Marchigiani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione. VENDEMMIA Metà di Ottobre. A mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. FERMENTAZIONE Dopo la diraspatura, le uve vengono convogliate in fermentini d’acciaio da 100 Hl, muniti di un sistema di rimontaggio programmabile (per ottenere massimi risultati di estrazioni del colore e morbidezza del vino), e controllo della temperatura. La macerazione sulle bucce dura per circa 28 giorni. Dopo la fermentazione il vino viene messo in barrique nuove, provenienti da tonnellerie artigianali francesi, per circa 18 mesi.
COLORE Rosso rubino vivo e brillante con lievi riflessi granati. OLFATTO Naso intenso e complesso, con sentori di frutti scuri e maturi, come la prugna e la mora che, intensi, si aprono su un bouquet di spezie dal fascino straordinario. GUSTO In bocca conferma il suo grande carattere e svela la sua essenza. Vellutato nella polpa e possente nella trama, giustamente tannico, fruttato e speziato. Il suo sapore caldo, persistente, corposo ed armonico lo rendono un vino distinto e carismatico. Gradi: 14,5% vol. Anno: 2017 Prodotto in Italia Contiene solfiti
PRIMA VENDEMMIA IMBOTTIGLIATA 1993 ZONA DI PRODUZIONE Vigneti di proprietà situati nei Comuni di Offida e Ascoli Piceno. UVAGGIO Montepulciano 70% Sangiovese 30% ALTIMETRIA MEDIA 200 metri s.l.m. TIPOLOGIA DEL TERRENO Prevalentemente argilloso, tendenzialmente calcareo. SISTEMA DI ALLEVAMENTO Guyot DENSITÀ D’IMPIANTO 5.000 ceppi per ettaro RESA PER ETTARO 65 q.li di uva circa RESA PER CEPPO 1,2 Kg di uva circa
ABBINAMENTI: Si abbina con carni da cortile, selvaggina, carni alla griglia, pecorini stagionati e cacciagione.

CURIOSITA' Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Rosso Piceno prevedono, tra l'altro, che: - La resa massima dell’uva in vino DOC Rosso Piceno non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto. - Il vino DOC Rosso Piceno Superiore deve essere sottoposto ad invecchiamento per circa 12 mesi e, comunque, immesso sul mercato non prima del 1° novembre dell'anno successivo alla vendemmia. - Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Rosso Piceno è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve, soltanto se trattasi di bottiglie o contenitori di capacità non superiore a 3 litri. Tipologie e Uve del Vino DOC Rosso Piceno Superiore (Vino Rosso Superiore): < 30-85% Vitigno Montepulciano < 15-50% Vitigno Sangiovese =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Marche. => 12% Vol. Titolo alcolometrico Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino talvolta tendente al granato con l'invecchiamento, odore gradevole, complesso, leggermente etereo e sapore sapido, armonico, gradevolmente asciutto.
A partire dal X sec A.C. si hanno tracce sicure di viticoltura e di vinificazione nell’area del Rosso Piceno DOC, importate dai coloni greci ai quali si deve la fondazione della città di Ancona. Nello stesso periodo anche l’azione degli Etruschi fu molto importante per la trasmissione delle prime nozioni tecniche della coltivazione della vite e delle tecniche enologiche, che si diffusero, data la vicinanza, nel territorio marchigiano dove erano istallati i Piceni. Il dominio dei Romani con la loro relativa legislazione fu presente nelle Marche a partire dal 295 A.C. Plinio descrive oltre ai traffici marittimi di tutto il Piceno le varietà di viti coltivate a suo tempo e i relativi vini che se ne ricavavano. Altri autori romani come Apicio trattano della viticoltura nel territorio. Nel Medioevo, venne reintrodotta la vite e si registra l’avvio della coltivazione in vigneti specializzati da parte dei monaci presenti nelle tante abbazie; sebbene una rinascita dell’attività agricola intesa non più come ricerca di una pura sussistenza, bensì come conduzione economica del bene della terra, in cui sono comprese la gestione delle vigne e la preparazione del vino Nell’età dei Comuni anche nell’area del Rosso Piceno, il miglioramento delle condizioni di vita coinvolge tutti gli strati sociali, ed il vino non è più solo bevanda liturgica ma se ne diffonde l’uso in diverse comunità di persone. Nel sec. XIX l’arrivo di malattie e dei parassiti della vite (Oidio, Peronospora e Fillossera) misero in seria difficoltà i viticoltori che, vedevano le loro coltivazioni distrutte. I rimedi finalmente trovati per le stesse e la diffusione della conduzione mezzadrile, che univa in un contratto il capitale ed il lavoro permisero la ricostruzione della vitivinicoltura nelle Marche, attraverso la coltura promiscua, che manteneva in vita una certa attività enologica nell’azienda. L’intervento comunitario negli anni 60- 70 consentì la ristrutturazione vitivinicola dell’area fino ai nostri giorni. Il Vino DOC Rosso Piceno ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 11 agosto 1969.
PREMI & RICONOSCIMENTI:

Luca Maroni 2020 - 97 PUNTI Korean Wine Challenge 2020 - MEDAGLIA DI BRONZO

Guida Vini Buoni d’Italia 2020 - STELLA D’ORO + CORONA DEL PUBBLICO

Luca Maroni 2020 - 97 PUNTI

Gambero Rosso 2020 - TRE BICCHIERI

Daniele Cernilli Guide 2020 - 96 PUNTI / FACCINO DOCTOR WINE

Vitae Guide 2020 - 4 VITI

Japan Wine Challenge 2019 - MEDAGLIA DI BRONZO

Guida Bibenda 2020 - 5 GRAPPOLI

Veronelli Guide 2020 - 3 STELLE

International Wine Challenge 2019 - MEDAGLIA DI BRONZO

TEXSOM 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

BERLIN WINE COMPETITION 2020 - MEDAGLIA DI BRONZO

CHINA AWARDS 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Gilbert & Gaillard Guide 2020 - MEDAGLIA D’ORO

BERLINER WINE TROPHY 2020 – WINTER TASTING - MEDAGLIA D’ORO

Daniele Cernilli Guide 2019 - 95 PUNTI

Merano Wine Festival 2018 - Wine Hunter AWARD 89,99/100

Guida Vini Buoni d’Italia 2019 - 4 STELLE / STELLA D’ORO

Guida Bibenda 2019 - 5 GRAPPOLI / TRA I 10 MIGLIORI VINI DELL’ANNO

Veronelli Guide 2019 - 3 STELLE SUPER

Awc Vienna 2018 - MEDAGLIA D’ORO

Luca Maroni 2019 - 97 PUNTI

Gambero Rosso 2019 - TRE BICCHIERI

International Wine Challenge 2019 - MEDAGLIA DI BRONZO

CWSA Best Value 2019 - DOPPIA MEDAGLIA D’ORO

Vitae La Guida Vini 2019 - 3 VITI

Berlin International Wine Competition 2019 - MEDAGLIA D’ORO

Dwwa 2019 - MEDAGLIA DI BRONZO

Korea Wine Challenge 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

CWSA 2019 - MEDAGLIA D’ORO

DAWA 2019 - MEDAGLIA DI BRONZO

Gilbert & Gaillard Guide 2019 - 92 PUNTI

[...]
VENDEMMIA: A mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. FERMENTAZIONE: Dopo la diraspatura e la pressatura soffice, le uve vengono fatte fermentare in acciaio a temperatura controllata per circa 10 giorni. I vini base, cui viene aggiunta la liqueur de tirage, sono poi imbottigliati. Proprio in bottiglia avviene la seconda fermentazione. Molto lenta. Il nostro Metodo Classico rimane in bottiglia, sur lie, per almeno 36 mesi. Segue la messa in punta delle bottiglie su apposite pupitre, il remuage delle stesse, la pratica del dégorgement, cioè la stappatura delle bottiglie per rimuovere i lieviti presenti e, infine, l’aggiunta della liqueur d'expédition. Il risultato ottenuto, con quella pazienza e quegli accorgimenti che costituiscono gli aspetti forse più emozionanti nell’esperienza del produttore, è un vino secco di grande personalità. COLORE Giallo paglierino con evidenti riflessi dorati, brillante, dal pèrlage fine e persistente. OLFATTO Intenso, fine e complesso, con sentori di crosta di pane, ribes bianco ed uva spina, felice connubio di freschezza e profondità. GUSTO Morbido, dalla spiccata vena sapida. Le note fresche e fruttate lo rendono un vino elegante, dal gusto ricco e suadente, accompagnato da elegante effervescenza. Affascinante in apertura, per corpo, complessità e persistenza gusto olfattiva, sarà impareggiabile a tutto pasto. Gradi: 12,5% vol. Anno: 2014 Prodotto in Italia Contiene solfiti
PRIMO ANNO DI VENDEMMIA 1991 PRIMA SBOCCATURA 1994 ZONA DI PRODUZIONE Vigneti di proprietà situati nel comune di Ascoli Piceno UVAGGIO Chardonnay, Pinot Nero - vinificato in bianco ALTIMETRIA MEDIA 200 metri s.l.m. TIPOLOGIA DEL TERRENO Medio impasto tendente al sabbioso SISTEMA DI ALLEVAMENTO Guyot DENSITÀ D’IMPIANTO 5.000 ceppi per ettaro RESA PER ETTARO 80 q.li di uva circa RESA PER CEPPO 2,5 Kg di uva circa N.B. = L'etichetta del prodotto potrebbe differire da quella visualizzata. naturalmente questo non comporta una modifica nel prodotto ordinato e descritto.
Bottiglia da 0,500 lt. Alcool 42% vol. Ingredienti: Acqua, alcol, distillato di anice, aroma naturale di anice Origine: Italia- Tipicità -
La Lacrima di Morro d’Alba, più conosciuta semplicemente come Lacrima, ha ottenuto la Doc nel 1985. Tra i vini più noti della produzione vitivinicola marchigiana, la Lacrima vanta una tradizione antichissima. Narra la leggenda che già nel 1167 Federico Barbarossa, insediatosi nel Castello di Morro d’Alba dopo aver assediato Ancona, divenne uno dei maggiori sostenitori di questa “bevanda prelibata”.
Il Lacrima di Morro d'Alba, chiamato anche Lacrima di Morro, è un vino rosso DOC marchigiano la cui produzione è consentita unicamente in Provincia di Ancona nella zona di Morro d'Alba e comprende il territorio dei comuni di Morro d'Alba, Monte S. Vito, S. Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia. Viene commercializzato prevalentemente nelle tre versioni riconosciute dal disciplinare di produzione ("Base", "Superiore" e "Passito") ed è ottenuto utilizzando l’antica varietà di uva nera locale detta Lacrima. Vendemmia: Il periodo della vendemmia è generalmente in settembre. Le uve vengono raccolte in piccoli contenitori e inviate in azienda dove, dopo un'attenta e ulteriore selezione, le uve vengono vinificate a temperatura controllata. La caratteristica di questo vitigno è molto particolare: la buccia dell'uva, quando raggiunge il punto di maturazione, si fende, lasciando gocciolare, lacrimare, il succo dall’acino.
Fermentazione: Dopo la diraspatura, le uve vengono convogliate in contenitori d’acciaio, dalla capacità di circa 100 hl ognuno, dotati di tasche per il controllo della temperatura, strumento principe per l'ottenimento di vini di qualità. La macerazione sulle bucce dura per circa 20 giorni, ad una temperatura di circa 20°C, per mantenere al massimo i profumi varietali, fruttati e floreali, di queste uve.
Vista: Rosso rubino intenso, con sfumature violacee. Olfatto: Profumi eleganti, di fragola, ciliegino, more di rovo, mirtilli, violetta, viola e rosa canina. Gusto: In bocca la struttura è corposa, dal gusto asciutto, con struttura tannica equilibrata e ben armonica, sapore pieno e persistente ed un pieno ritorno alle percezioni aromatiche che lo rendono immediatamente piacevole e godibile. Carattere particolare ed irripetibile. Gradi: 12% vol Anno: 2019 Prodotto in Italia Contiene solfiti Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà nel comune di San Marcello (AN) Altitudine: 100 - 150 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Prevalentemente argilloso. Vitigno: Lacrima di Morro d'Alba in purezza Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Potatura: Cordone Speronato Resa Per Ha E Per Ceppo: 75 Q.Li / 1,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2007 ABBINAMENTI: Tipico vino autunnale (tradizionalmente consumato nella regione d’origine come novello durante il periodo natalizio) o tardo-estivo (per l’invecchiato di un anno o più), il Lacrima si serve a 16-18 °C e si abbina con specialità locali come salumi (salame tipo "Fabriano", ciarimboli o salsicce di fegato), primi piatti "rossi" (come Fettuccine o Maccheroncini di Campofilone al ragù marchigiano o di selvaggina) e piatti a base di carni bianche (pollame, tacchino, coniglio ecc...), ma anche accostato ad alcuni primi e antipasti marinati (pescato azzurro, stoccafisso) o con il famoso brodetto di pesce all'anconetana. La versione passita è ottima per accompagnare formaggi stagionati, erborinati, marmellate rosse, cioccolato fondente ed anche pasticceria secca. Il Lacrima di Morro d’Alba è comunque ottimo sia come vino da pasto (per tutti i giorni) sia per occasioni speciali (aperitivi, ricorrenze). Per poterne apprezzare al meglio le qualità va servito in un calice di vetro liscio e sferico, trasparente, di media grandezza e con lungo stelo. I prodotti Tipici sopra citati sono presenti nel nostro Market.
  L'origine del nome di questo vino è assai antica ed è collegata a quello della pianta e del territorio da cui proviene. La prima parte del vocabolo, unica nel suo genere, deriva dalla caratteristica del vitigno Lacrima di emettere goccioline di succo dagli acini maturi: questa uva nera è infatti dotata di buccia spessa ma estremamente delicata, assai soggetta a spaccature durante le ultime fasi di maturazione del grappolo, specie se caratterizzate da piogge abbondanti. Le piccole gocce (lacrime) che escono dalle fenditure dei chicchi danno appunto il nome Lacrima, mentre (di) Morro d'Alba è il sostantivo del più importante comune di coltivazione di tale varietà e richiama il luogo d'origine e produzione: "Morro" deriva dalla parola pre-romana “murr” o “moor” e significa "altura", "roccia", "cumulo" o "mora" di sassi (affermatosi poi durante il medioevo come nome del borgo); mentre il termine "Alba" (aggiunto nel 1862 al nome dell'abitato per evitare confusioni con altre località del Regno d'Italia) richiama il sorgere del sole e vuol dire "verso est". Quest'ultimo epiteto indicava in passato la zona geografica che separava i contado medievali di Jesi e Senigallia, situata appunto nella parte nord-orientale della provincia di Ancona. Morro d'Alba significherebbe quindi "campo sassoso ad est". Secondo una versione alternativa, ma meno utilizzata, il termine "Morro" deriverebbe invece da Mauro Sabba, re dei Mori (un gruppo di pirati saraceni) che nell'anno 848 invase e razziò le Marche; oppure dal termine “El Murro”, che nella lingua saracena significherebbe “Il Castello”. Il vitigno Lacrima, presente solamente nell'anconetano e recuperato pochi decenni fa nel Comune di Morro d'Alba, è conosciuto da tempi remoti: la prima citazione storica riguardante l'uva e i vini di questo territorio l'abbiamo infatti grazie a Federico Barbarossa, che nel 1167 durante l'assedio di Ancona scelse le mura di Morro e del suo castello come dimora e riparo. Gli abitanti del paese furono costretti a cedere all'imperatore le cose a loro più care, tra cui il vino di Lacrima che tanto piacque al monarca. Documenti più moderni riguardo a questo vitigno sono rinvenibili a partire dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, dove viene attribuito alle Marche, anche se le sue precise origini rimangono sconosciute. I primi riferimenti precisi appaiono nel volume “La esposizione ampelografica marchigiana-abruzzese tenuta in Ancona il settembre 1872 e studi sulla vite e sul vino della provincia anconitana” pubblicato nel 1873, dove la Lacrima e il suo vino vengono analizzati in laboratorio per la prima volta e descritti accuratamente. In queste pagine sono riportate le prime rappresentazioni dettagliate dei diversi organi della pianta, delle fasi fenologiche e della suscettibilità ai patogeni, oltre che un ottimo giudizio sulla bevanda alcolica da lei ottenuta. Altre citazioni le ritroviamo nei Bollettini Ampelografici dell’800 e in particolare nel primo volume di "Ampelografia italiana", pubblicato a Torino nel 1879 a cura del Comitato Ampelografico Centrale. Qui vengono elencate le tre varietà di vite più importanti delle Marche e una di queste è appunto la Lacrima, la cui descrizione biologica corrisponde perfettamente a quella odierna, anche se non concorda con quella inserita dal Gallesio nella sua “Pomona italiana”, né corrisponde ad altre uve che portarono lo stesso nome e che erano un tempo diffuse nelle aree meridionali del nostro paese. Questo vitigno, una volta assai più coltivato in tutto il centro-sud adriatico (dalla Romagna, Toscana e Umbria fino a Puglia e Campania), rischiò seriamente l'estinzione durante gli anni '70 e '80, espiantato e sostituito progressivamente da moderne cultivar più resistenti e produttive ma spesso di minor qualità. Uno dei fattori che ne determinò la progressiva scomparsa fu la precocità di germogliamento primaverile, che esponeva le tenere gemme appena schiuse al possibile gelo tardivo di fine inverno. Quest'antica varietà fu recuperata su meno di 10 ha di vigneto residuo rimasto ubicato nelle zone di Morro d'Alba e si salvò unicamente grazie ad alcuni viticoltori marchigiani, che dopo aver fatto istituire la DOC nel 1985 (primo anno del rilancio) ripresero a dedicarsi a questa particolare uva nera. In passato il suo mosto era utilizzato come aromatizzante e miglioratore per tagliare altri vini rossi, mentre oggi viene vinificato e commercializzato in purezza. A seguito del rinnovato interesse troviamo attivo sul territorio di coltivazione, a partire dal 1993, il "Consorzio di Tutela della Lacrima di Morro d'Alba doc" (ist. con Legge N°164/92) i cui soci sono i produttori e gli imbottigliatori di uva Lacrima e di vino Lacrima di Morro d'Alba, che ritroviamo solitamente come realtà aziendali medio-piccole. Lo scopo di tale associazione, che si rifà ai dettami del disciplinare di produzione della denominazione, comprende le attività di tutela, valorizzazione, promozione e commercializzazione, oltre che produzione e controllo, del vitigno, dei suoi frutti e del suo vino. Oggi il Lacrima di Morro d'Alba è uno dei più importanti e ricercati vini rossi delle Marche (anche a livello internazionale) e la sua cultivar omonima è salvaguardata come parte irrinunciabile del patrimonio vitivinicolo italiano.
Premi & Riconoscimenti

Japan Wine Challenge 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Luca Maroni 2020 - 99 PUNTI

James Suckling - 93 PUNTI

CWSA Best Value 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Berlin International Wine Competition 2020 - DOPPIA MEDAGLIA D’ORO

CHINA AWARDS 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Gilbert & Gaillard Guide 2020 - MEDAGLIA D’ORO

BERLINER WINE TROPHY 2020 – WINTER TASTING - MEDAGLIA D’ORO

Sakura Japan Women’s Wine Award 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Korea Wine Challenge 2018 - MEDAGLIA D’ORO

Guida Vini Buoni d’Italia 2019 - 4 STELLE

CWSA NO Best Value 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Cathay Pacific Hong Kong International Wine and Spirit Competition 2018 - MEDAGLIA D’ORO

San Francisco international Wine Competition 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Luca Maroni 2019 - 99 PUNTI

Gambero Rosso 2019 - 2 BICCHIERI

Veronelli Guide 2019 - 2 STELLE

International Wine Challenge 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

JAPAN WINE CHALLENGE 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

IWSC/International Wine & Spirits Competition 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Gilbert & Gaillard Guide 2019 - MEDAGLIA D’ORO

Korea Wine Challenge 2017 - MEDAGLIA DI BRONZO

Luca Maroni 2018 - 99 PUNTI

Asia Wine ans spirits Awards 2017 - MEDAGLIA D’ORO

New York World Wine & Spirits 2017 - MIGLIOR ROSSO IN MOSTRA E MIGLIOR VARIETALE ITALIANO + DOPPIA MEDAGLIA D’ORO

CWSA Best Value 2019 - DOPPIA MEDAGLIA D’ORO

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Dwwa 2019 - MEDAGLIA DI BRONZO

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