Descrizione
– Tipicità –
Le Uve
E’ un vitigno autoctono, delle Marche e si racconta che, già nel 1167, Federico Barbarossa, mentre dimorava nel castello di Morro d’Alba, durante l’assedio di Ancona, abbia bevuto del vino prodotto da quest’uva.
Le origini del nome sembrano derivare dal fatto che l’acino, quando è maturo, trasuda goccioline di succo che sembrano lacrime.
La coltivazione di questo vitigno veniva tradizionalmente effettuata “maritandolo” ad un tutore vivo, ossia ad un albero, come l’olmo o l’acero, oppure ad un palo di legno.
Attualmente è coltivato su circa 300 ettari in 6 comuni della provincia di Ancona e rappresenta uno dei rossi più ricercati ed apprezzati delle Marche.
Il Lacrima rischiava l’estinzione ma, a partire dagli anni 70, è iniziato il suo recupero e, nel 1985, è stata istituita la DOC.
Grazie all’impegno dei produttori nel promuovere la conoscenza di questo vitigno, la DOC è in espansione e fa parte del patrimonio vitivinicolo nazionale.
Il Vigneto
Vitigno: 100% Lacrima
Allevamento: Guyot
Superficie: 1,5 ha
Sesto: 2,90 x 1 mt
Anno di impianto: 2020
Certificazione : Biologico dal 2017
Esposizione : Sud Ovest
Altitudine: 75-80 mt slm
Distanza dal mare Adriatico: 4 km
La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione alimentare basato sull’interazione tra le migliori prassi in materia di ambiente ed azione per il clima, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali e l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e norme rigorose di produzione.
Azienda certificata Biologica dal 2017




