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Castelli di Jesi Verdicchio DOCG – Riserva Classico “Tardivo ma Non Tardo”

Castelli di Jesi Verdicchio DOCG – Riserva Classico “Tardivo ma Non Tardo”

37.90

– Tipicità –

Ricco e lungo con sentori di frutta tropicale e delizioso finale leggermente amarognolo che invita alla beva.
Scopri in descrizione curiosità e cenni storici su questo importante vino DOC.

In stock

Descrizione

– Tipicità –

Un vino che si lega alla sua terra e all’arte marchigiana e, non a caso, l’etichetta è stata realizzata in esclusiva per l’Azienda Santa Barbara dalla pittrice e ristoratrice Catia Uliassi che in tutte le sue opere fa emergere una forte autonomia espressiva… proprio come nel nostro vino!
Il rapporto con Catia Uliassi è inoltre rafforzato dal legame che ci unisce alla Fondazione Dott. Dante Paladini onlus, un’organizzazione no-profit impegnata nel sostegno nella cura dei malati neuro-muscolari e nella ricerca clinica delle malattie da cui queste persone sono afflitte alla quale l’Azienda Santa Barbara devolve parte del ricavato di ogni bottiglia di Tardivo ma non Tardo.

Uve: Verdicchio
Tipologia Terreno: Argille verticali, esposizione Nord/Ovest su un’altitudine di 260 m slm
Sistema Allevamento: Cordone speronato
Vinificazione: La vinificazione avviene in serbatoi di acciaio. Segue affinamento su fecce fini.
Esame Visivo: Giallo intenso con riflessi dorati
Esame Olfattivo: Profumi intensi di frutta tropicale con variazioni speziate e vegetali
Esame Gustativo: Ricco e lungo con sentori di frutta tropicale e delizioso finale leggermente amarognolo che invita alla beva.

Abbinamenti gastronomici con il vino DOCG Castelli di Jesi Verdicchio Riserva: Antipasti, carni bianche più o meno elaborate, carni bollite, pietanze a base di funghi e tartufi, fritti di verdure, piatti di pesce, crostacei e molluschi.

Gradi: 13,5% vol.
Anno: 2017
Prodotto in Italia
Contiene solfiti

PREMI & RICONOSCIMENTI:

Vitae La Guida Vini – Viate 2021 – 4 Viti – Annata 2018
Slow Wine – Slow Wine 2020 – Grande Vino – Annata 2017
James Suckling – James Suckling – 93/100 – Annata 2017
Decanter – Decanter 2020 – Gold Medal – Annata 2017
Gazzagolosa – Gazzetta dello Sport – 7° Tra i Migliori 50 Vini al Mondo – Annata 2016
Corriere della Sera – 2° Miglior Vino Bianco d’Italia – Annata 2016
Vinibuoni d’Italia – Corona del Pubblico – Annata 2016
Vinibuoni d’Italia – Corona – Annata 2016
Vitae La Guida Vini – Vitae 2019 – 4 Viti – Annata 2016
Guida Essenziale ai Vini d’Italia – Faccino Doctor Wine – 95/100 – Annata 2016
Vini d’Italia – Gambero Rosso 3 Bicchieri – Annata 2016
Gardini Notes – Gardini Notes 2018 – 97+/100 – Annata 2016
Sommelier Wine Adwards – SWA 2019 – Gold Medal – Annata 2016
Slow Wine – Slow Wine 2019 – Grande Vino – Annata 2016
Gardini Notes – Gardini Notes 2018 – Annata 2015
Vini d’Italia – 2 Bicchieri Rossi 2018 – Annata 2015
International Wine Challenge – IWC 2018 – Gold Medal – Annata 2015
Decanter – Decanter 2018 – Silver – Annata 2015
Sommelier Wine Adwards – SWA 2018 – Commended – Annata 2015
James Suckling – James Suckling – 91/100 – Annata 2015
Slow Wine – Slow Wine 2018 – Grande Vino – Annata 2015
Merano International Wine Festival & Culinaria – The WineHunter 2017 – Rosso – Annata 2015
Vinibuoni d’Italia – Vinibuoni d’Italia 2016 – Annata 2013
I Migliori vini d’Italia – 4 Grappoli 2016 – Annata 2013
The Wine Sider – Best Italian Wine Awards 2016 – Annata 2013
I Vini di Veronelli – Tre stelle (Vino Eccellente) 2016 – Annata 2013
Vinibuoni d’Italia – Vinibuoni d’Italia 2017 – Annata 2013
Gilbert & Gaillard – 90/100 – Annata 2013
Decanter – Silver 2017 – Annata 2013
Vinibuoni d’Italia – Vinibuoni d’Italia 2015 – Annata 2011
I Migliori vini d’Italia – 4 Grappoli 2015 – Annata 2011
I Vini di Veronelli – Tre stelle (Vino Eccellente) 2015 – Annata 2011
I Migliori vini d’Italia – 4 Grappoli 2014 – Annata 2010
International Wine Challenge – Commended Medal 2014 – Annata 2010
I Vini di Veronelli – Tre stelle (Vino Eccellente) 2014 – Annata 2010
Vini d’Italia – 2 Bicchieri 2013 – Annata 2009
I Migliori vini d’Italia – 4 Grappoli 2013 – Annata 2009
I Vini di Veronelli – Tre stelle (Vino Eccellente) 2013 – Annata 2009
Duemilavini – 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2012 – Annata 2008
Sommelier Wine Adwards – Silver 2012 – Annata 2008
International Wine Challenge – Bronze Medal 2012 – Annata 2008
Die Zeitschrift für Wein und Olivenöl aus Italien – Vino molto Buono – Annata 2008
Vinibuoni d’Italia – Vinibuoni d’Italia 2012 – Annata 2008
Duemilavini – 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2011 – Annata 2007
I Vini di Veronelli – Tre stelle (Vino Eccellente) 2011 – Annata 2007
Duemilavini – 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2010 – Annata 2006
I Vini di Veronelli – Tre stelle (Vino Eccellente) 2010 – Annata 2006
Duemilavini – 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2009 – Annata 2005
Annuario dei Migliori Vini Italiani – Attestato di Qualità 2009 – Annata 2005
International Wine Challenge – Silver Medal 2005 – Annata 2001
International Wine Challenge – Silver Medal 2004 – Annata 2001


Storia e Letteratura del Vino DOCG Castelli di Jesi Verdicchio Riserva

Il legame storico tra la vite e l’ambiente geografico nel territorio della Marca Anconetana inizia con l’arrivo dei monaci benedettini ed a seguire con quelli camaldolesi che reintroducono e diffondono la vite ormai da secoli tradizionale. Ai monaci, quindi, nelle Marche si devono il tramandarsi delle tecniche viticolo-enologiche, il miglioramento del prodotto e, soprattutto, la conservabilità. Con il diffondersi del contratto di mezzadria che crea l’appoderamento diffuso e la disponibilità di forza lavoro, il vino cessa di essere bevanda dei soli ceti agiati e diviene alimento delle classi rurali. Già ai primi del 1500 lo spagnolo Herrera, professore a Salamanca, descrive le più comuni varietà di viti e la tecnica di vinificazione in bianco.

Fra i nomi dei vitigni descritti figura il Verdicchio così spiegato “uva bianca che ha il granello picciolo e traluce più che niuna altra. Queste viti sono migliori in luoghi alti e non umidi, che piani e in luoghi grassi, e riposati, perciocché ha la scorsa molto sottile e tenera, di che avviene che si marcisce molto presto, et ha il sarmento così tenero che da per sé per la maggior parte cade tutto e bisogna che al tempo della vendemmia si raccoglia tutta per terra, e per questa cagione ricerca luogo asciutto e non ventoso, molto alto nei colli. Il vino di questo vitame è migliore di niuno altro bianco. Si conserva per lungo tempo, è molto chiaro, odorifero e soave. Ma l’uva di esso per mangiare non vale molto”. E ancora, un significativo legame storico conseguente all’Unità d’Italia del 1861, è l’iniziativa relativa alla istituzione della Commissione Ampelografica Provinciale, promossa dal Prefetto e presieduta dall’enologo De Blasis, che nel 1871 pubblica i “Primi studi sulle viti della Provincia di Ancona”. Sono passate in rassegna le diverse realtà climatiche, geomorfologiche dei territori e si descrivono i vitigni coltivati elencandone caratteri e sinonimie. Per l’area mandamentale di Jesi viene descritto il Verdicchio (o Verdeccio).

Questo è anche il periodo dei parassiti: oidio (1851), peronospora (1879), fillossera (1890). Il tempo trascorso per trovare le soluzioni spinse i viticoltori ad eliminare molte varietà clonali presenti nel territorio, privilegiando vitigni sconosciuti nella storia enologica regionale meno il Verdicchio che risultava il vino più commercializzato. Ne è conferma storica ulteriore quanto scrive nel 1905-6 lo studioso Arzelio Felini in Studi Marchigiani “è oltre un ventennio che i nostri viticoltori, nel tentare di risolvere il problema enologico marchigiano, hanno abbandonato la moltiplicazione delle caratteristiche varietà dei vitigni nostrani per introdurre del nord e del sud” .

È negli anni ’60 che l’aiuto CEE permette di rinnovare tutta la viticoltura regionale passando dalla coltura promiscua (filari) alla coltura specializzata (vigneto) con impianti a controspalliera per meglio svolgere le cure colturali e produrre uve di qualità. Nella classifica effettuata dal Di Rovasenda (1881), il Verdicchio è dichiarato il vitigno italico più pregiato tra i vitigni a bacca bianca delle Marche.

Il vino Verdicchio acquisisce notorietà commerciale all’inizio degli anni ’50 quando due produttori investirono nella costruzione in uno dei “castelli” di una cantina di trasformazione per lavorare le proprie uve e caratterizzarono il prodotto con una bottiglia tipica: l’anfora etrusca (designer Maiocchi). Allo sviluppo commerciale ha provveduto un altro industriale farmaceutico che ha acquisito la cantina cui ha fatto seguito la valorizzazione con la denominazione d’origine che ha consentito l’attuale sviluppo della DOC.

Il periodo mezzadrile prevedeva la ripartizione delle uve tra proprietario e mezzadro e, di conseguenza, la vinificazione separata nelle rispettive abitazioni. Tecniche diverse e capacità differenti non permettevano di ottenere un prodotto di qualità. Questo arriva con il sostegno comunitario agli investimenti sui vigneti, sugli impianti di vinificazione e sulle strutture commerciali le quali, forti della denominazione, riescono a raggiungere un notevole sviluppo nel mercato interno e in quello internazionale. Un cenno va fatto anche all’attività vivaistica, poiché nel territorio operavano molti piccoli vivaisti con propri allevamenti di piante madri che hanno consentito di soddisfare la domanda in barbatelle innestate così che il rinnovo della viticoltura degli anni ’60 non subisse scompensi ed inquinamenti varietali. Poi il vivaismo ha assunto forme e valori di dimensione nazionale per cui la domanda è stata soddisfatta in disponibilità e sicurezza varietale.

Informazioni aggiuntive

Quantità ml

750 ml.

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Imagetardivo-ma-non-tardo quadgrappa rugiada di visciolaVilla-Angela-Marche-IGT-Passerinamajor Antica Moretta Fanesecreola Baldoni
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Description- Tipicità - Ricco e lungo con sentori di frutta tropicale e delizioso finale leggermente amarognolo che invita alla beva. Scopri in descrizione curiosità e cenni storici su questo importante vino DOC.Colore ambrato, gusto amaro e deciso, è l’inconfondibile tocco dato dall’infuso dalle radici di genziana. Baldoni propone la tradizione con questo digestivo ottenuto da essenze naturali, conosciute per le loro proprietà medicinali.
Rugiada di visciola L’essenza, il sapore, la sua limpidezza la fanno assomigliare ad una profumata e preziosa rugiada.
Acquavite da residuo di Visciole.
  - Tipicità -
Antico vitigno di origine senza dubbio adriatico. La Passerina è un vitigno il cui nome deriva dalle piccole dimensioni degli acini e dal fatto che i passeri manifestano una particolare predilezione per le sue uve, caratterizzate da una polpa particolarmente gustosa. Tipica delle Marche, è presente anche in Abruzzo. Viene utilizzata in numerosi uvaggi per produrre vini a DOCG, DOC e IGT.
– Tipicità –
E’ la tipica bevanda dei Marinai di Fano (PU) nata dalla tradizione di scaldarsi nelle giornate in altura, ed è conosciuta come “Moretta Fanese”, ormai nota ed apprezzata in ogni parte d’Italia. Leggi in descrizione la sua preparazione, alcune curiosità e gli ingredienti.
E’ il prodotto che identifica maggiormente il nome dell’azienda Baldoni. Molteplici sono i suoi impieghi, tutti da provare! Vedi alcuni esempi in Descrizione
Content- Tipicità -
Un vino che si lega alla sua terra e all’arte marchigiana e, non a caso, l’etichetta è stata realizzata in esclusiva per l’Azienda Santa Barbara dalla pittrice e ristoratrice Catia Uliassi che in tutte le sue opere fa emergere una forte autonomia espressiva... proprio come nel nostro vino! Il rapporto con Catia Uliassi è inoltre rafforzato dal legame che ci unisce alla Fondazione Dott. Dante Paladini onlus, un’organizzazione no-profit impegnata nel sostegno nella cura dei malati neuro-muscolari e nella ricerca clinica delle malattie da cui queste persone sono afflitte alla quale l’Azienda Santa Barbara devolve parte del ricavato di ogni bottiglia di Tardivo ma non Tardo. Uve: Verdicchio Tipologia Terreno: Argille verticali, esposizione Nord/Ovest su un’altitudine di 260 m slm Sistema Allevamento: Cordone speronato Vinificazione: La vinificazione avviene in serbatoi di acciaio. Segue affinamento su fecce fini. Esame Visivo: Giallo intenso con riflessi dorati Esame Olfattivo: Profumi intensi di frutta tropicale con variazioni speziate e vegetali Esame Gustativo: Ricco e lungo con sentori di frutta tropicale e delizioso finale leggermente amarognolo che invita alla beva. Abbinamenti gastronomici con il vino DOCG Castelli di Jesi Verdicchio Riserva: Antipasti, carni bianche più o meno elaborate, carni bollite, pietanze a base di funghi e tartufi, fritti di verdure, piatti di pesce, crostacei e molluschi. Gradi: 13,5% vol. Anno: 2017 Prodotto in Italia Contiene solfiti
PREMI & RICONOSCIMENTI: Vitae La Guida Vini - Viate 2021 – 4 Viti - Annata 2018 Slow Wine - Slow Wine 2020 – Grande Vino - Annata 2017 James Suckling - James Suckling – 93/100 - Annata 2017 Decanter - Decanter 2020 – Gold Medal - Annata 2017 Gazzagolosa - Gazzetta dello Sport - 7° Tra i Migliori 50 Vini al Mondo - Annata 2016 Corriere della Sera - 2° Miglior Vino Bianco d’Italia - Annata 2016 Vinibuoni d'Italia - Corona del Pubblico - Annata 2016 Vinibuoni d'Italia - Corona - Annata 2016 Vitae La Guida Vini - Vitae 2019 – 4 Viti - Annata 2016 Guida Essenziale ai Vini d'Italia - Faccino Doctor Wine – 95/100 - Annata 2016 Vini d'Italia - Gambero Rosso 3 Bicchieri - Annata 2016 Gardini Notes - Gardini Notes 2018 – 97+/100 - Annata 2016 Sommelier Wine Adwards - SWA 2019 – Gold Medal - Annata 2016 Slow Wine - Slow Wine 2019 – Grande Vino - Annata 2016 Gardini Notes - Gardini Notes 2018 - Annata 2015 Vini d'Italia - 2 Bicchieri Rossi 2018 - Annata 2015 International Wine Challenge - IWC 2018 – Gold Medal - Annata 2015 Decanter - Decanter 2018 – Silver - Annata 2015 Sommelier Wine Adwards - SWA 2018 – Commended - Annata 2015 James Suckling - James Suckling – 91/100 - Annata 2015 Slow Wine - Slow Wine 2018 – Grande Vino - Annata 2015 Merano International Wine Festival & Culinaria - The WineHunter 2017 – Rosso - Annata 2015 Vinibuoni d'Italia - Vinibuoni d’Italia 2016 - Annata 2013 I Migliori vini d’Italia - 4 Grappoli 2016 - Annata 2013 The Wine Sider - Best Italian Wine Awards 2016 - Annata 2013 I Vini di Veronelli - Tre stelle (Vino Eccellente) 2016 - Annata 2013 Vinibuoni d'Italia - Vinibuoni d’Italia 2017 - Annata 2013 Gilbert & Gaillard - 90/100 - Annata 2013 Decanter - Silver 2017 - Annata 2013 Vinibuoni d'Italia - Vinibuoni d’Italia 2015 - Annata 2011 I Migliori vini d’Italia - 4 Grappoli 2015 - Annata 2011 I Vini di Veronelli - Tre stelle (Vino Eccellente) 2015 - Annata 2011 I Migliori vini d’Italia - 4 Grappoli 2014 - Annata 2010 International Wine Challenge - Commended Medal 2014 - Annata 2010 I Vini di Veronelli - Tre stelle (Vino Eccellente) 2014 - Annata 2010 Vini d'Italia - 2 Bicchieri 2013 - Annata 2009 I Migliori vini d’Italia - 4 Grappoli 2013 - Annata 2009 I Vini di Veronelli - Tre stelle (Vino Eccellente) 2013 - Annata 2009 Duemilavini - 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2012 - Annata 2008 Sommelier Wine Adwards - Silver 2012 - Annata 2008 International Wine Challenge - Bronze Medal 2012 - Annata 2008 Die Zeitschrift für Wein und Olivenöl aus Italien - Vino molto Buono - Annata 2008 Vinibuoni d'Italia - Vinibuoni d’Italia 2012 - Annata 2008 Duemilavini - 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2011 - Annata 2007 I Vini di Veronelli - Tre stelle (Vino Eccellente) 2011 - Annata 2007 Duemilavini - 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2010 - Annata 2006 I Vini di Veronelli - Tre stelle (Vino Eccellente) 2010 - Annata 2006 Duemilavini - 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2009 - Annata 2005 Annuario dei Migliori Vini Italiani - Attestato di Qualità 2009 - Annata 2005 International Wine Challenge - Silver Medal 2005 - Annata 2001 International Wine Challenge - Silver Medal 2004 - Annata 2001

Storia e Letteratura del Vino DOCG Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Il legame storico tra la vite e l’ambiente geografico nel territorio della Marca Anconetana inizia con l’arrivo dei monaci benedettini ed a seguire con quelli camaldolesi che reintroducono e diffondono la vite ormai da secoli tradizionale. Ai monaci, quindi, nelle Marche si devono il tramandarsi delle tecniche viticolo-enologiche, il miglioramento del prodotto e, soprattutto, la conservabilità. Con il diffondersi del contratto di mezzadria che crea l’appoderamento diffuso e la disponibilità di forza lavoro, il vino cessa di essere bevanda dei soli ceti agiati e diviene alimento delle classi rurali. Già ai primi del 1500 lo spagnolo Herrera, professore a Salamanca, descrive le più comuni varietà di viti e la tecnica di vinificazione in bianco. Fra i nomi dei vitigni descritti figura il Verdicchio così spiegato “uva bianca che ha il granello picciolo e traluce più che niuna altra. Queste viti sono migliori in luoghi alti e non umidi, che piani e in luoghi grassi, e riposati, perciocché ha la scorsa molto sottile e tenera, di che avviene che si marcisce molto presto, et ha il sarmento così tenero che da per sé per la maggior parte cade tutto e bisogna che al tempo della vendemmia si raccoglia tutta per terra, e per questa cagione ricerca luogo asciutto e non ventoso, molto alto nei colli. Il vino di questo vitame è migliore di niuno altro bianco. Si conserva per lungo tempo, è molto chiaro, odorifero e soave. Ma l’uva di esso per mangiare non vale molto”. E ancora, un significativo legame storico conseguente all’Unità d’Italia del 1861, è l’iniziativa relativa alla istituzione della Commissione Ampelografica Provinciale, promossa dal Prefetto e presieduta dall’enologo De Blasis, che nel 1871 pubblica i “Primi studi sulle viti della Provincia di Ancona”. Sono passate in rassegna le diverse realtà climatiche, geomorfologiche dei territori e si descrivono i vitigni coltivati elencandone caratteri e sinonimie. Per l’area mandamentale di Jesi viene descritto il Verdicchio (o Verdeccio). Questo è anche il periodo dei parassiti: oidio (1851), peronospora (1879), fillossera (1890). Il tempo trascorso per trovare le soluzioni spinse i viticoltori ad eliminare molte varietà clonali presenti nel territorio, privilegiando vitigni sconosciuti nella storia enologica regionale meno il Verdicchio che risultava il vino più commercializzato. Ne è conferma storica ulteriore quanto scrive nel 1905-6 lo studioso Arzelio Felini in Studi Marchigiani “è oltre un ventennio che i nostri viticoltori, nel tentare di risolvere il problema enologico marchigiano, hanno abbandonato la moltiplicazione delle caratteristiche varietà dei vitigni nostrani per introdurre del nord e del sud” . È negli anni ’60 che l’aiuto CEE permette di rinnovare tutta la viticoltura regionale passando dalla coltura promiscua (filari) alla coltura specializzata (vigneto) con impianti a controspalliera per meglio svolgere le cure colturali e produrre uve di qualità. Nella classifica effettuata dal Di Rovasenda (1881), il Verdicchio è dichiarato il vitigno italico più pregiato tra i vitigni a bacca bianca delle Marche. Il vino Verdicchio acquisisce notorietà commerciale all’inizio degli anni ’50 quando due produttori investirono nella costruzione in uno dei “castelli” di una cantina di trasformazione per lavorare le proprie uve e caratterizzarono il prodotto con una bottiglia tipica: l’anfora etrusca (designer Maiocchi). Allo sviluppo commerciale ha provveduto un altro industriale farmaceutico che ha acquisito la cantina cui ha fatto seguito la valorizzazione con la denominazione d’origine che ha consentito l’attuale sviluppo della DOC. Il periodo mezzadrile prevedeva la ripartizione delle uve tra proprietario e mezzadro e, di conseguenza, la vinificazione separata nelle rispettive abitazioni. Tecniche diverse e capacità differenti non permettevano di ottenere un prodotto di qualità. Questo arriva con il sostegno comunitario agli investimenti sui vigneti, sugli impianti di vinificazione e sulle strutture commerciali le quali, forti della denominazione, riescono a raggiungere un notevole sviluppo nel mercato interno e in quello internazionale. Un cenno va fatto anche all’attività vivaistica, poiché nel territorio operavano molti piccoli vivaisti con propri allevamenti di piante madri che hanno consentito di soddisfare la domanda in barbatelle innestate così che il rinnovo della viticoltura degli anni ’60 non subisse scompensi ed inquinamenti varietali. Poi il vivaismo ha assunto forme e valori di dimensione nazionale per cui la domanda è stata soddisfatta in disponibilità e sicurezza varietale.
Bottiglia da 0,500 lt. Gradi: 28% vol. Ingredienti: Acqua, alcol, zucchero, aroma naturale di genziana (infuso di radici di genziana 4%), aromi naturali Origine: Italia
bottiglia da 0,5 lt Gradazione 40% Origine: Italia
Dew of sour cherries. Its essence, flavor and clearness remind drinkers of a freshly perfumed morning dew.
- Tipicità -
Antico vitigno di origine senza dubbio adriatico. La Passerina è un vitigno il cui nome deriva dalle piccole dimensioni degli acini e dal fatto che i passeri manifestano una particolare predilezione per le sue uve, caratterizzate da una polpa particolarmente gustosa. Tipica delle Marche, è presente anche in Abruzzo. Viene utilizzata in numerosi uvaggi per produrre vini a DOCG, DOC e IGT. La foglia è di medie dimensioni, pentagonale o pentalobata; i grappoli sono spargoli di forma conico-piramidale; gli acini, di piccole o medie dimensioni e sferoidali, hanno buccia spessa e ricca di pruina.
VENDEMMIA Metà Settembre. Raccolta a mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. FERMENTAZIONE Un’attenta selezione delle uve permette di dedicare alla produzione di questo vino, solo i grappoli migliori. La pigiatura soffice è seguita da un immediato abbassamento della temperatura, per favorire la decantazione e l’eliminazione delle sostanze in sospensione presenti nel mosto. La fermentazione si svolge in vasche d’acciaio a temperatura controllata, tra i 13 e i 15 °C. Il successivo affinamento, che si protrae sino a Febbraio dell’anno successivo alla vendemmia, avviene in vasche di acciaio termocondizionate, atte a garantire una temperatura costante di circa 10°C necessaria a preservarne il patrimonio aromatico.
COLORE Giallo luminoso con tenui riflessi dorati. OLFATTO Il naso evidenzia spiccati sentori floreali di tiglio e biancospino che esprimono rotondità e pienezza. Le ampie note fruttate di pomacee croccanti, prima fra tutte la pera, completano il bagaglio aromatico che si chiude su un adagio di cedro e pompelmo maturo che, con eleganza, donano freschezza e fascino a questo bianco che incita al sorso ripetuto. GUSTO Freschezza e brillante sapidità, caratterizzano la fase gustativa di questo vino intrigante e vitale come un soffio di brezza marina. Di fresco respiro, si adagia in bocca sulla pienezza delle pomacee che caratterizzano il vitigno. Gradi: 13% vol. Anno: 2018 Prodotto in Italia Contiene solfiti Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà situati nella zona di Ascoli Piceno Altitudine: 200-300 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Medio Impasto Tendente Al Sabbioso. Vitigno: Passerina in purezza Sistema di allevamento: Guyot Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Resa per ettaro / ceppo: 80 q.li di uva circa / 1,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2007 Abbinamenti: Il Passerina è un vino da servire ad una temperatura tra gli 8° e i 10° e si rivela perfetto come aperitivo o per abbinare finger-food e frutti di mare. È perfetto in abbinamento con piatti di pesce come zuppe, fritto misto, crostacei, orata al cartoccio e primi come carbonara di pesce e gnocchi con gamberi e speck.

MAJOR DISTILLERIE

Strada Fontetta, 2 61043 Cagli (PU) P.Iva 02408260418

 - Tipicità -

Diventata "Prodotto Agroalimentare Tradizionale", è entrata nel 2001 a far parte dei cocktail ufficiali AIBES (Associazione Italiana Barman e Associati). Ideale tutto l'anno come fine pasto al posto del classico caffè o del caffè corretto; ottimo per scaldarsi nelle fredde giornate invernali. La Moretta va consumata caldissima, momento in cui le sue proprietà organolettiche raggiungono il massimo livello di piacevolezza.
Bottiglia da 0,7 lt. - già zuccherata Gradazione: 25% vol. Ingredienti: vedi immagine allegata Origine: Italia N.B. : La Moretta potrebbe essere "Major distillerie" o "Marasco liquori" a seconda della disponibilità. Qualità e sapere sono i medesimi. La Moretta fanese nasce in tempi lontani e non definiti. E' originaria delle Marche e più precisamente di Fano (PU) per merito dei marinai e pescatori fanesi. Non si conosce la data precisa di nascita, dovrebbe risalire ai primi decenni del‘900 quando la povertà dilagava. Niente sprechi in quei tempi: marinai e pescatori erano soliti scaldarsi con del caffè corretto usando rimasugli di liquori avanzati che venivano mescolati assieme con il caffè. Da qui nacque la ricetta portata fino ai giorni nostri. Il suo nome deriva - probabilmente - dal fatto che in quegli anni ('50/'60) la maggior parte dei rum avesse etichette che riportavano immagini di donne di colore (Muréta, in dialetto Fanese); e nella preparazione della Moretta che giunge ad oggi è infatti immancabile il Rum Fantasia Creola-Baldoni (presente anch'esso nel nostro Market),  che ancora oggi riporta nella sua etichetta una gradevolissima immagine di donna dalle chiare origini del centro-America. Provate anche le Ciambelline alla Moretta e la Torta alla Moretta. PREPARAZIONE A CASA: La Moretta si prepara riscaldando in un pentolino la Moretta con l’aggiunta di una scorzetta di limone. Versare poi il preparato (compressa la scorretta di limone) in un bicchiere di vetro - meglio se precedentemente riscaldato - e aggiungere il caffè preparato dalla moka o cialde, facendo particolare attenzione a creare la tipica stratificazione (il giallo del liquore, il nero del caffè e la bruna schiuma dell’espresso). Per ottenere questo risultato, il segreto è tenere inclinata la tazzina al momento della discesa del caffè! PREPARAZIONE AL BAR: Al bar quello che serve è una macchina espresso: con il beccuccio del vapore si scalda la miscela insieme alla scorza di limone direttamente nel bicchiere di vetro (no tazzina in ceramica, mi raccomando!); quando il preparato è ben caldo, si fa scendere il caffè espresso sul lato interno del bicchiere, facendolo “adagiare” sopra il mix alcolico in modo da ottenere la stratificazione dei componenti. INGREDIENTI: 1/4 Anice, 1/4 Brandy, 1/4 Rum, 1/4 caffè, Alcool idrato, zucchero, aromi, caramello E 150d. Bottiglia in vetro da 0,7 lt. Gradi: 25% Intorno alle dosi precise del mix dei tre liquori costitutivi della Moretta (rum, anice, brandy) c’è del mistero: molti ristoranti fanesi hanno la propria ricetta che custodiscono gelosamente, ognuno per difendere l’eccellenza del proprio prodotto; prodotti che in sostanza differiscono gli uni dagli altri nell’utilizzo di poche gocce di un liquore in più o in meno oppure nella scelta degli stessi prodotti di una diversa marca. CURIOSITA':
  • La Moretta compare nel Menu Ufficiale della cena di Papa Giovanni Paolo II con i pescatori fanesi, timbrato dal comune di Fano e con la descrizione della Moretta in latino.
  • Ricetta della Moretta definita dall’AIBES e pubblicata sul “Il dizionario dei cocktails” 2001, editore A.I.B.E.S. promotion s.r.l.
  • Guinness World Record della Moretta più grande del mondo, da 1600 litri, a Fano nel 2004.LEGGETE DI PI§ NELLA NOSTRA PAGINA "CURIOSITÀ"

    A typical traditional sailors drink, originated from Fano where it is used to spice up expresso coffee (preferred to the traditional expresso). The “Moretta” is an excellent drink made from a mixture of aniseed, moretto and brandy, in approximately equal parts but can vary according to personal recipes. Its preparation requires it being heated with or without sugar (depending on the preparation used) and lemon peel. It has an intense bat pleasant flavour and aroma.
Molteplici i suoi usi:
  • nel caffè per esaltarne e rafforzarne il gusto;
  • sul gelato  per una sferzata di energia;
  • usato come punch caldo nel periodo invernale;
  • aggiunto alla cola per una bevanda esotica ed irresistibile;
  • coadiuvante aromatico nella preparazione di dolci friabili e cremosi;
  • nella preparazione di frutta spiritosa.
Gradazione alcolica: 40% vol. Bottiglia da 1 lt Ingredienti: acqua, alcol, aromi, rum puro, caramello Origine: italia
Weight
DimensionsN/AN/AN/AN/AN/AN/A
Additional information
Quantità ml

750 ml.

Quantità ml

500 ml.

Quantità ml

750 ml.

Quantità ml

700 ml.

Quantità ml

500 ml., 1 lt.

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