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Passerina Marche I.G.T. – Villa Angela

Passerina Marche I.G.T. – Villa Angela

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  – Tipicità –

Antico vitigno di origine senza dubbio adriatico. La Passerina è un vitigno il cui nome deriva dalle piccole dimensioni degli acini e dal fatto che i passeri manifestano una particolare predilezione per le sue uve, caratterizzate da una polpa particolarmente gustosa. Tipica delle Marche, è presente anche in Abruzzo. Viene utilizzata in numerosi uvaggi per produrre vini a DOCG, DOC e IGT.

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Descrizione

– Tipicità –

Antico vitigno di origine senza dubbio adriatico. La Passerina è un vitigno il cui nome deriva dalle piccole dimensioni degli acini e dal fatto che i passeri manifestano una particolare predilezione per le sue uve, caratterizzate da una polpa particolarmente gustosa. Tipica delle Marche, è presente anche in Abruzzo. Viene utilizzata in numerosi uvaggi per produrre vini a DOCG, DOC e IGT.
La foglia è di medie dimensioni, pentagonale o pentalobata; i grappoli sono spargoli di forma conico-piramidale; gli acini, di piccole o medie dimensioni e sferoidali, hanno buccia spessa e ricca di pruina.

VENDEMMIA Metà Settembre. Raccolta a mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere.
FERMENTAZIONE Un’attenta selezione delle uve permette di dedicare alla produzione di questo vino, solo i grappoli migliori. La pigiatura soffice è seguita da un immediato abbassamento della temperatura, per favorire la decantazione e l’eliminazione delle sostanze in sospensione presenti nel mosto. La fermentazione si svolge in vasche d’acciaio a temperatura controllata, tra i 13 e i 15 °C. Il successivo affinamento, che si protrae sino a Febbraio dell’anno successivo alla vendemmia, avviene in vasche di acciaio termocondizionate, atte a garantire una temperatura costante di circa 10°C necessaria a preservarne il patrimonio aromatico.

COLORE Giallo luminoso con tenui riflessi dorati.
OLFATTO Il naso evidenzia spiccati sentori floreali di tiglio e biancospino che esprimono rotondità e pienezza. Le ampie note fruttate di pomacee croccanti, prima fra tutte la pera, completano il bagaglio aromatico che si chiude su un adagio di cedro e pompelmo maturo che, con eleganza, donano freschezza e fascino a questo bianco che incita al sorso ripetuto.
GUSTO Freschezza e brillante sapidità, caratterizzano la fase gustativa di questo vino intrigante e vitale come un soffio di brezza marina. Di fresco respiro, si adagia in bocca sulla pienezza delle pomacee che caratterizzano il vitigno.

Gradi: 13% vol.
Anno: 2018
Prodotto in Italia
Contiene solfiti

Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà situati nella zona di Ascoli Piceno
Altitudine: 200-300 mt s.l.m.
Tipologia Del Terreno: Medio Impasto Tendente Al Sabbioso.
Vitigno: Passerina in purezza
Sistema di allevamento: Guyot
Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro.
Resa per ettaro / ceppo: 80 q.li di uva circa / 1,5 Kg Di Uva Circa.
Prima Vendemmia Imbottigliata : 2007

Abbinamenti: Il Passerina è un vino da servire ad una temperatura tra gli 8° e i 10° e si rivela perfetto come aperitivo o per abbinare finger-food e frutti di mare. È perfetto in abbinamento con piatti di pesce come zuppe, fritto misto, crostacei, orata al cartoccio e primi come carbonara di pesce e gnocchi con gamberi e speck.

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Description  - Tipicità -
Antico vitigno di origine senza dubbio adriatico. La Passerina è un vitigno il cui nome deriva dalle piccole dimensioni degli acini e dal fatto che i passeri manifestano una particolare predilezione per le sue uve, caratterizzate da una polpa particolarmente gustosa. Tipica delle Marche, è presente anche in Abruzzo. Viene utilizzata in numerosi uvaggi per produrre vini a DOCG, DOC e IGT.
  - Tipicità -
La Lacrima di Morro d’Alba, più conosciuta semplicemente come Lacrima, ha ottenuto la Doc nel 1985. Tra i vini più noti della produzione vitivinicola marchigiana, la Lacrima vanta una tradizione antichissima. Narra la leggenda che già nel 1167 Federico Barbarossa, insediatosi nel Castello di Morro d’Alba dopo aver assediato Ancona, divenne uno dei maggiori sostenitori di questa “bevanda prelibata”.
Leggi in descrizione alcune curiosità sul prodotto.
Vista: Giallo paglierino luminoso Olfatto: Fruttato, floreale e franco, offre un complesso corredo aromatico. Gusto: Fresco e fragrante, in questo vino troviamo tutti gli aromi caratteristici del vitigno accompagnati da eleganza e struttura notevoli. Piacevole è la sua spiccata acidità. Abbinamenti: Il vino Chardonnay va servito a una temperatura di 10-12 C ed è ottimo in abbinamento a piatti a base di pesce, molluschi e crostacei, ma anche pollame e primi piatti leggeri a base di verdure.
– Tipicità –
E’ la tipica bevanda dei Marinai di Fano (PU) nata dalla tradizione di scaldarsi nelle giornate in altura, ed è conosciuta come “Moretta Fanese”, ormai nota ed apprezzata in ogni parte d’Italia. Leggi in descrizione la sua preparazione, alcune curiosità e gli ingredienti.
  - Tipicità -
Il Pecorino è un vitigno derivante da un'antica varietà originaria delle Marche, diffusa in particolare sulla dorsale dei Monti Sibillini (come testimoniato dal bollettino ampelografico del 1875). Verso la fine degli anni Ottanta, grazie all'impegno di Guido Cocci Grifoni, è stato introdotto nei dintorni di Offida e Ripatransone (Ascoli Piceno). Dal vitigno Pecorino si ottiene un vino di colore giallo paglierino con riflessi verdolini. I profumi sono tipici della frutta tropicale e di fiori bianchi, ginestra, acacia e gelsomino. Finale caratterizzato da una buona persistenza.
- Tipicità -
Rosso Piceno Superiore. La zona di produzione riguarda la provincia di Ascoli Piceno e comprende il territorio dei comuni di Acquaviva Picena, Appignano del Tronto, Castorano, Offida e, in parte, il territorio dei comuni di Ascoli Piceno, Castel di Lama, Colli del Tronto, Grottammare, Monsampolo del Tronto, Monteprandone, Ripatransone, San Benedetto del Tronto e Spinetoli.
Leggi in descrizione alcune curiosità sul prodotto.
Content- Tipicità -
Antico vitigno di origine senza dubbio adriatico. La Passerina è un vitigno il cui nome deriva dalle piccole dimensioni degli acini e dal fatto che i passeri manifestano una particolare predilezione per le sue uve, caratterizzate da una polpa particolarmente gustosa. Tipica delle Marche, è presente anche in Abruzzo. Viene utilizzata in numerosi uvaggi per produrre vini a DOCG, DOC e IGT. La foglia è di medie dimensioni, pentagonale o pentalobata; i grappoli sono spargoli di forma conico-piramidale; gli acini, di piccole o medie dimensioni e sferoidali, hanno buccia spessa e ricca di pruina.
VENDEMMIA Metà Settembre. Raccolta a mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. FERMENTAZIONE Un’attenta selezione delle uve permette di dedicare alla produzione di questo vino, solo i grappoli migliori. La pigiatura soffice è seguita da un immediato abbassamento della temperatura, per favorire la decantazione e l’eliminazione delle sostanze in sospensione presenti nel mosto. La fermentazione si svolge in vasche d’acciaio a temperatura controllata, tra i 13 e i 15 °C. Il successivo affinamento, che si protrae sino a Febbraio dell’anno successivo alla vendemmia, avviene in vasche di acciaio termocondizionate, atte a garantire una temperatura costante di circa 10°C necessaria a preservarne il patrimonio aromatico.
COLORE Giallo luminoso con tenui riflessi dorati. OLFATTO Il naso evidenzia spiccati sentori floreali di tiglio e biancospino che esprimono rotondità e pienezza. Le ampie note fruttate di pomacee croccanti, prima fra tutte la pera, completano il bagaglio aromatico che si chiude su un adagio di cedro e pompelmo maturo che, con eleganza, donano freschezza e fascino a questo bianco che incita al sorso ripetuto. GUSTO Freschezza e brillante sapidità, caratterizzano la fase gustativa di questo vino intrigante e vitale come un soffio di brezza marina. Di fresco respiro, si adagia in bocca sulla pienezza delle pomacee che caratterizzano il vitigno. Gradi: 13% vol. Anno: 2018 Prodotto in Italia Contiene solfiti Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà situati nella zona di Ascoli Piceno Altitudine: 200-300 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Medio Impasto Tendente Al Sabbioso. Vitigno: Passerina in purezza Sistema di allevamento: Guyot Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Resa per ettaro / ceppo: 80 q.li di uva circa / 1,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2007 Abbinamenti: Il Passerina è un vino da servire ad una temperatura tra gli 8° e i 10° e si rivela perfetto come aperitivo o per abbinare finger-food e frutti di mare. È perfetto in abbinamento con piatti di pesce come zuppe, fritto misto, crostacei, orata al cartoccio e primi come carbonara di pesce e gnocchi con gamberi e speck.
- Tipicità -
La Lacrima di Morro d’Alba, più conosciuta semplicemente come Lacrima, ha ottenuto la Doc nel 1985. Tra i vini più noti della produzione vitivinicola marchigiana, la Lacrima vanta una tradizione antichissima. Narra la leggenda che già nel 1167 Federico Barbarossa, insediatosi nel Castello di Morro d’Alba dopo aver assediato Ancona, divenne uno dei maggiori sostenitori di questa “bevanda prelibata”.
Il Lacrima di Morro d'Alba, chiamato anche Lacrima di Morro, è un vino rosso DOC marchigiano la cui produzione è consentita unicamente in Provincia di Ancona nella zona di Morro d'Alba e comprende il territorio dei comuni di Morro d'Alba, Monte S. Vito, S. Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia. Viene commercializzato prevalentemente nelle tre versioni riconosciute dal disciplinare di produzione ("Base", "Superiore" e "Passito") ed è ottenuto utilizzando l’antica varietà di uva nera locale detta Lacrima. Vendemmia: Il periodo della vendemmia è generalmente in settembre. Le uve vengono raccolte in piccoli contenitori e inviate in azienda dove, dopo un'attenta e ulteriore selezione, le uve vengono vinificate a temperatura controllata. La caratteristica di questo vitigno è molto particolare: la buccia dell'uva, quando raggiunge il punto di maturazione, si fende, lasciando gocciolare, lacrimare, il succo dall’acino.
Fermentazione: Dopo la diraspatura, le uve vengono convogliate in contenitori d’acciaio, dalla capacità di circa 100 hl ognuno, dotati di tasche per il controllo della temperatura, strumento principe per l'ottenimento di vini di qualità. La macerazione sulle bucce dura per circa 20 giorni, ad una temperatura di circa 20°C, per mantenere al massimo i profumi varietali, fruttati e floreali, di queste uve.
Vista: Rosso rubino intenso, con sfumature violacee. Olfatto: Profumi eleganti, di fragola, ciliegino, more di rovo, mirtilli, violetta, viola e rosa canina. Gusto: In bocca la struttura è corposa, dal gusto asciutto, con struttura tannica equilibrata e ben armonica, sapore pieno e persistente ed un pieno ritorno alle percezioni aromatiche che lo rendono immediatamente piacevole e godibile. Carattere particolare ed irripetibile. Gradi: 12% vol Anno: 2019 Prodotto in Italia Contiene solfiti Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà nel comune di San Marcello (AN) Altitudine: 100 - 150 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Prevalentemente argilloso. Vitigno: Lacrima di Morro d'Alba in purezza Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Potatura: Cordone Speronato Resa Per Ha E Per Ceppo: 75 Q.Li / 1,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2007 ABBINAMENTI: Tipico vino autunnale (tradizionalmente consumato nella regione d’origine come novello durante il periodo natalizio) o tardo-estivo (per l’invecchiato di un anno o più), il Lacrima si serve a 16-18 °C e si abbina con specialità locali come salumi (salame tipo "Fabriano", ciarimboli o salsicce di fegato), primi piatti "rossi" (come Fettuccine o Maccheroncini di Campofilone al ragù marchigiano o di selvaggina) e piatti a base di carni bianche (pollame, tacchino, coniglio ecc...), ma anche accostato ad alcuni primi e antipasti marinati (pescato azzurro, stoccafisso) o con il famoso brodetto di pesce all'anconetana. La versione passita è ottima per accompagnare formaggi stagionati, erborinati, marmellate rosse, cioccolato fondente ed anche pasticceria secca. Il Lacrima di Morro d’Alba è comunque ottimo sia come vino da pasto (per tutti i giorni) sia per occasioni speciali (aperitivi, ricorrenze). Per poterne apprezzare al meglio le qualità va servito in un calice di vetro liscio e sferico, trasparente, di media grandezza e con lungo stelo. I prodotti Tipici sopra citati sono presenti nel nostro Market.
  L'origine del nome di questo vino è assai antica ed è collegata a quello della pianta e del territorio da cui proviene. La prima parte del vocabolo, unica nel suo genere, deriva dalla caratteristica del vitigno Lacrima di emettere goccioline di succo dagli acini maturi: questa uva nera è infatti dotata di buccia spessa ma estremamente delicata, assai soggetta a spaccature durante le ultime fasi di maturazione del grappolo, specie se caratterizzate da piogge abbondanti. Le piccole gocce (lacrime) che escono dalle fenditure dei chicchi danno appunto il nome Lacrima, mentre (di) Morro d'Alba è il sostantivo del più importante comune di coltivazione di tale varietà e richiama il luogo d'origine e produzione: "Morro" deriva dalla parola pre-romana “murr” o “moor” e significa "altura", "roccia", "cumulo" o "mora" di sassi (affermatosi poi durante il medioevo come nome del borgo); mentre il termine "Alba" (aggiunto nel 1862 al nome dell'abitato per evitare confusioni con altre località del Regno d'Italia) richiama il sorgere del sole e vuol dire "verso est". Quest'ultimo epiteto indicava in passato la zona geografica che separava i contado medievali di Jesi e Senigallia, situata appunto nella parte nord-orientale della provincia di Ancona. Morro d'Alba significherebbe quindi "campo sassoso ad est". Secondo una versione alternativa, ma meno utilizzata, il termine "Morro" deriverebbe invece da Mauro Sabba, re dei Mori (un gruppo di pirati saraceni) che nell'anno 848 invase e razziò le Marche; oppure dal termine “El Murro”, che nella lingua saracena significherebbe “Il Castello”. Il vitigno Lacrima, presente solamente nell'anconetano e recuperato pochi decenni fa nel Comune di Morro d'Alba, è conosciuto da tempi remoti: la prima citazione storica riguardante l'uva e i vini di questo territorio l'abbiamo infatti grazie a Federico Barbarossa, che nel 1167 durante l'assedio di Ancona scelse le mura di Morro e del suo castello come dimora e riparo. Gli abitanti del paese furono costretti a cedere all'imperatore le cose a loro più care, tra cui il vino di Lacrima che tanto piacque al monarca. Documenti più moderni riguardo a questo vitigno sono rinvenibili a partire dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, dove viene attribuito alle Marche, anche se le sue precise origini rimangono sconosciute. I primi riferimenti precisi appaiono nel volume “La esposizione ampelografica marchigiana-abruzzese tenuta in Ancona il settembre 1872 e studi sulla vite e sul vino della provincia anconitana” pubblicato nel 1873, dove la Lacrima e il suo vino vengono analizzati in laboratorio per la prima volta e descritti accuratamente. In queste pagine sono riportate le prime rappresentazioni dettagliate dei diversi organi della pianta, delle fasi fenologiche e della suscettibilità ai patogeni, oltre che un ottimo giudizio sulla bevanda alcolica da lei ottenuta. Altre citazioni le ritroviamo nei Bollettini Ampelografici dell’800 e in particolare nel primo volume di "Ampelografia italiana", pubblicato a Torino nel 1879 a cura del Comitato Ampelografico Centrale. Qui vengono elencate le tre varietà di vite più importanti delle Marche e una di queste è appunto la Lacrima, la cui descrizione biologica corrisponde perfettamente a quella odierna, anche se non concorda con quella inserita dal Gallesio nella sua “Pomona italiana”, né corrisponde ad altre uve che portarono lo stesso nome e che erano un tempo diffuse nelle aree meridionali del nostro paese. Questo vitigno, una volta assai più coltivato in tutto il centro-sud adriatico (dalla Romagna, Toscana e Umbria fino a Puglia e Campania), rischiò seriamente l'estinzione durante gli anni '70 e '80, espiantato e sostituito progressivamente da moderne cultivar più resistenti e produttive ma spesso di minor qualità. Uno dei fattori che ne determinò la progressiva scomparsa fu la precocità di germogliamento primaverile, che esponeva le tenere gemme appena schiuse al possibile gelo tardivo di fine inverno. Quest'antica varietà fu recuperata su meno di 10 ha di vigneto residuo rimasto ubicato nelle zone di Morro d'Alba e si salvò unicamente grazie ad alcuni viticoltori marchigiani, che dopo aver fatto istituire la DOC nel 1985 (primo anno del rilancio) ripresero a dedicarsi a questa particolare uva nera. In passato il suo mosto era utilizzato come aromatizzante e miglioratore per tagliare altri vini rossi, mentre oggi viene vinificato e commercializzato in purezza. A seguito del rinnovato interesse troviamo attivo sul territorio di coltivazione, a partire dal 1993, il "Consorzio di Tutela della Lacrima di Morro d'Alba doc" (ist. con Legge N°164/92) i cui soci sono i produttori e gli imbottigliatori di uva Lacrima e di vino Lacrima di Morro d'Alba, che ritroviamo solitamente come realtà aziendali medio-piccole. Lo scopo di tale associazione, che si rifà ai dettami del disciplinare di produzione della denominazione, comprende le attività di tutela, valorizzazione, promozione e commercializzazione, oltre che produzione e controllo, del vitigno, dei suoi frutti e del suo vino. Oggi il Lacrima di Morro d'Alba è uno dei più importanti e ricercati vini rossi delle Marche (anche a livello internazionale) e la sua cultivar omonima è salvaguardata come parte irrinunciabile del patrimonio vitivinicolo italiano.
Premi & Riconoscimenti

Japan Wine Challenge 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Luca Maroni 2020 - 99 PUNTI

James Suckling - 93 PUNTI

CWSA Best Value 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Berlin International Wine Competition 2020 - DOPPIA MEDAGLIA D’ORO

CHINA AWARDS 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Gilbert & Gaillard Guide 2020 - MEDAGLIA D’ORO

BERLINER WINE TROPHY 2020 – WINTER TASTING - MEDAGLIA D’ORO

Sakura Japan Women’s Wine Award 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Korea Wine Challenge 2018 - MEDAGLIA D’ORO

Guida Vini Buoni d’Italia 2019 - 4 STELLE

CWSA NO Best Value 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Cathay Pacific Hong Kong International Wine and Spirit Competition 2018 - MEDAGLIA D’ORO

San Francisco international Wine Competition 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Luca Maroni 2019 - 99 PUNTI

Gambero Rosso 2019 - 2 BICCHIERI

Veronelli Guide 2019 - 2 STELLE

International Wine Challenge 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

JAPAN WINE CHALLENGE 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

IWSC/International Wine & Spirits Competition 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Gilbert & Gaillard Guide 2019 - MEDAGLIA D’ORO

Korea Wine Challenge 2017 - MEDAGLIA DI BRONZO

Luca Maroni 2018 - 99 PUNTI

Asia Wine ans spirits Awards 2017 - MEDAGLIA D’ORO

New York World Wine & Spirits 2017 - MIGLIOR ROSSO IN MOSTRA E MIGLIOR VARIETALE ITALIANO + DOPPIA MEDAGLIA D’ORO

CWSA Best Value 2019 - DOPPIA MEDAGLIA D’ORO

Cathay Pacific Hong Kong International Wine & Spirit Competition 2017 - MEDAGLIA D’ARGENTO

JAPAN WINE CHALLENGE 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Sakura Japan Women’s Wine Award 2019 - MEDAGLIA D’ORO

IWSC/International Wine & Spirits Competition 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Dwwa 2019 - MEDAGLIA DI BRONZO

Vendemmia: Raccolta a mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. Fermentazione: Le uve, raccolte a fine settembre, dopo la pressatura soffice, vengono separate dalle bucce. Il mosto ottenuto, posto in vasche d’acciaio, viene portato ad una temperatura di 5°C. Decantato per ottenere un mosto limpido, viene quindi fatto fermentare a temperature controllate. Per tutto il tempo dell’affinamento in acciaio, che dura fino a Febbraio circa, l’ormai vino rimane ad una temperatura di circa 10°C per mantenere intatto il patrimonio aromatico. Vista: Giallo paglierino luminoso Olfatto: Fruttato, floreale e franco, offre un complesso corredo aromatico. Gusto: Fresco e fragrante, in questo vino troviamo tutti gli aromi caratteristici del vitigno accompagnati da eleganza e struttura notevoli. Piacevole è la sua spiccata acidità. Gradi: 13% vol. Anno: 2016 Prodotto in Italia Contiene solfiti Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà situati ad Ascoli Piceno. Altitudine: 200-300 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Medio Impasto Tendente Al Sabbioso. Vitigno: Chardonnay in purezza. Sistema di allevamento: Guyot Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Resa per ettaro / ceppo: 80 q.li di uva circa / 2,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 1989. Abbinamenti: Il vino Chardonnay va servito a una temperatura di 10-12 C ed è ottimo in abbinamento a piatti a base di pesce, molluschi e crostacei, ma anche pollame e primi piatti leggeri a base di verdure.

MAJOR DISTILLERIE

Strada Fontetta, 2 61043 Cagli (PU) P.Iva 02408260418

 - Tipicità -

Diventata "Prodotto Agroalimentare Tradizionale", è entrata nel 2001 a far parte dei cocktail ufficiali AIBES (Associazione Italiana Barman e Associati). Ideale tutto l'anno come fine pasto al posto del classico caffè o del caffè corretto; ottimo per scaldarsi nelle fredde giornate invernali. La Moretta va consumata caldissima, momento in cui le sue proprietà organolettiche raggiungono il massimo livello di piacevolezza.
Bottiglia da 0,7 lt. - già zuccherata Gradazione: 25% vol. Ingredienti: vedi immagine allegata Origine: Italia N.B. : La Moretta potrebbe essere "Major distillerie" o "Marasco liquori" a seconda della disponibilità. Qualità e sapere sono i medesimi. La Moretta fanese nasce in tempi lontani e non definiti. E' originaria delle Marche e più precisamente di Fano (PU) per merito dei marinai e pescatori fanesi. Non si conosce la data precisa di nascita, dovrebbe risalire ai primi decenni del‘900 quando la povertà dilagava. Niente sprechi in quei tempi: marinai e pescatori erano soliti scaldarsi con del caffè corretto usando rimasugli di liquori avanzati che venivano mescolati assieme con il caffè. Da qui nacque la ricetta portata fino ai giorni nostri. Il suo nome deriva - probabilmente - dal fatto che in quegli anni ('50/'60) la maggior parte dei rum avesse etichette che riportavano immagini di donne di colore (Muréta, in dialetto Fanese); e nella preparazione della Moretta che giunge ad oggi è infatti immancabile il Rum Fantasia Creola-Baldoni (presente anch'esso nel nostro Market),  che ancora oggi riporta nella sua etichetta una gradevolissima immagine di donna dalle chiare origini del centro-America. Provate anche le Ciambelline alla Moretta e la Torta alla Moretta. PREPARAZIONE A CASA: La Moretta si prepara riscaldando in un pentolino la Moretta con l’aggiunta di una scorzetta di limone. Versare poi il preparato (compressa la scorretta di limone) in un bicchiere di vetro - meglio se precedentemente riscaldato - e aggiungere il caffè preparato dalla moka o cialde, facendo particolare attenzione a creare la tipica stratificazione (il giallo del liquore, il nero del caffè e la bruna schiuma dell’espresso). Per ottenere questo risultato, il segreto è tenere inclinata la tazzina al momento della discesa del caffè! PREPARAZIONE AL BAR: Al bar quello che serve è una macchina espresso: con il beccuccio del vapore si scalda la miscela insieme alla scorza di limone direttamente nel bicchiere di vetro (no tazzina in ceramica, mi raccomando!); quando il preparato è ben caldo, si fa scendere il caffè espresso sul lato interno del bicchiere, facendolo “adagiare” sopra il mix alcolico in modo da ottenere la stratificazione dei componenti. INGREDIENTI: 1/4 Anice, 1/4 Brandy, 1/4 Rum, 1/4 caffè, Alcool idrato, zucchero, aromi, caramello E 150d. Bottiglia in vetro da 0,7 lt. Gradi: 25% Intorno alle dosi precise del mix dei tre liquori costitutivi della Moretta (rum, anice, brandy) c’è del mistero: molti ristoranti fanesi hanno la propria ricetta che custodiscono gelosamente, ognuno per difendere l’eccellenza del proprio prodotto; prodotti che in sostanza differiscono gli uni dagli altri nell’utilizzo di poche gocce di un liquore in più o in meno oppure nella scelta degli stessi prodotti di una diversa marca. CURIOSITA':
  • La Moretta compare nel Menu Ufficiale della cena di Papa Giovanni Paolo II con i pescatori fanesi, timbrato dal comune di Fano e con la descrizione della Moretta in latino.
  • Ricetta della Moretta definita dall’AIBES e pubblicata sul “Il dizionario dei cocktails” 2001, editore A.I.B.E.S. promotion s.r.l.
  • Guinness World Record della Moretta più grande del mondo, da 1600 litri, a Fano nel 2004.LEGGETE DI PI§ NELLA NOSTRA PAGINA "CURIOSITÀ"

    A typical traditional sailors drink, originated from Fano where it is used to spice up expresso coffee (preferred to the traditional expresso). The “Moretta” is an excellent drink made from a mixture of aniseed, moretto and brandy, in approximately equal parts but can vary according to personal recipes. Its preparation requires it being heated with or without sugar (depending on the preparation used) and lemon peel. It has an intense bat pleasant flavour and aroma.
- Tipicità -
Il Pecorino è un vitigno derivante da un'antica varietà originaria delle Marche, diffusa in particolare sulla dorsale dei Monti Sibillini (come testimoniato dal bollettino ampelografico del 1875). Verso la fine degli anni Ottanta, grazie all'impegno di Guido Cocci Grifoni, è stato introdotto nei dintorni di Offida e Ripatransone (Ascoli Piceno). Dal vitigno Pecorino si ottiene un vino di colore giallo paglierino con riflessi verdolini. I profumi sono tipici della frutta tropicale e di fiori bianchi, ginestra, acacia e gelsomino. Finale caratterizzato da una buona persistenza. Grande traguardo per le Marche, in particolare per la provincia di Ascoli Piceno che nell’annata 2011 ha avuto la sua grande soddisfazione con la trasformazione della DOC Offida in DOCG. La valorizzazione del territorio e l'impiego di questo vitigno autoctono, da pochi anni riscoperto, ma oggi molto apprezzato e ricercato, ha permesso la nascita e lo sviluppo di questa nuova ed esaltante denominazione. VENDEMMIA: Raccolta a mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, con accurata selezione delle uve. I grappoli vengono delicatamente adagiati in piccole cassette poste, prima di giungere in cantina, in celle a temperatura controllata. FERMENTAZIONE In piccoli serbatoi di acciaio, a temperatura controllata per preservare al massimo gli aromi delle uve. Il mosto inizia la fermentazione con i lieviti indigeni e, solo dopo aver svolto tra il 4 e il 5% di alcol in volume, vengono aggiunti lieviti selezionati. Terminata la fermentazione il vino rimane in vasche d’acciaio a bassissime temperature, circa 10°C e, a cadenze tra i 3 e i 5 giorni, si effettuano rimontaggi sulle fecce fini per esaltare la morbidezza di questo vino. Vista: Cristallino, giallo paglierino con luminosi riflessi dorati. Profumo: Al naso, fine ed elegante, esprime frutti maturi a pasta gialla. Anche i fiori sono gialli e netto è il riconoscimento di ginestra. Chiudono il bouquet ricordi erbacei e accenni di salvia e timo, con suadente chiusura minerale. Gusto: Il massimo del potenziale di questo vino è rilevabile al palato, dove l'ottima maturazione delle uve ha consentito di realizzare l'ideale connubio tra morbidezza e freschezza. Si propone al gusto con grande rotondità e prosegue con sorprendente freschezza e sapidità. La grande struttura e la piacevole sapidità ne fanno un vino coinvolgente. Gradi: 13% vol. Anno: 2018 Prodotto in Italia Contiene solfiti Foglia: medio-piccola, orbicolare, intera o trilobata Grappolo: medio, cilindrico o cilindro-conico, talvolta alato, semi-serrato o semi-spargolo Acino: medio-piccolo-sferico Buccia: mediamente pruinosa, di colore giallo, a volte con screziature marroni.
Zona Di Produzione: Uve selezionate nei vigneti di Ascoli Piceno e Offida Altitudine: 200-300 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Medio Impasto Tendente Al Sabbioso. Uvaggio: Trebbiano 50%; Passerina 30%; Pecorino 20% Sistema di allevamento: Guyot Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Resa per ettaro / ceppo: 75q.li di uva circa / 1,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2011 Abbinamenti: Il Pecorino è ottimo come aperitivo e si sposa perfettamente ad antipasti, minestre, primi piatti, pesce e carni bianche, nonché a formaggi di media stagionatura.
- Tipicità -
l vino a DOC "Rosso Piceno Superiore" non può essere immesso al consumo in data anteriore al 1º novembre dell'anno successivo a quello di produzione delle uve. La zona iscrivibile è molto ristretta, tutta contenuta all'interno della fascia collinare della provincia di Ascoli Piceno. Età media 2-5 anni, alcuni esemplari si sono dimostrati eccezionali fra i 6-9 anni. Possono concorrere alla sua produzione altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati per la provincia di Ascoli Piceno, fino ad un massimo del 15%. Con l’utilizzo della DOC Rosso Piceno i Produttori Vinicoli Marchigiani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione. VENDEMMIA A mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. Metà di Ottobre. FERMENTAZIONE Dopo la diraspatura le uve vengono convogliate in fermentini in acciaio da 200 Hl, muniti di un sistema per rimontaggi con controllo della temperatura. La macerazione sulle bucce dura per circa 20 giorni. Dopo la fermentazione il vino viene messo in barrique di secondo passaggio, dove l’anno precedente sono stati i vini destinati alla produzione del Roggio e del Ludi. COLORE Rubino con riflessi rosso granato. OLFATTO Intenso, con spiccati riconoscimenti di polposi frutti rossi. Floreale di viole freschissime, con suggerimenti di spezie scure. Eleganti le note vanigliate chiudono il complesso bouquet. GUSTO Persistente, caldo, corposo e armonico, conferma al gusto le note percepite al naso. Un vino distinto e carismatico allo stesso tempo. PRIMA VENDEMMIA IMBOTTIGLIATA 1986 ZONA DI PRODUZIONE Vigneti di proprietà situati nei Comuni di Offida e Ascoli Piceno. UVAGGIO Montepulciano 70% Sangiovese 30% ALTIMETRIA MEDIA 200-300 metri s.l.m. TIPOLOGIA DEL TERRENO Prevalentemente argilloso, tendenzialmente calcareo. SISTEMA DI ALLEVAMENTO Guyot DENSITÀ D’IMPIANTO 5.000 ceppi per ettaro RESA PER ETTARO 110 q.li di uva circa RESA PER CEPPO 2 Kg di uva circa Gradi: 13,5% vol. Anno: 2018 Prodotto in Italia Contiene solfiti ABBINAMENTI: Si abbina con carni da cortile, selvaggina, carni alla griglia, pecorini stagionati e cacciagione.

CURIOSITA' Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Rosso Piceno prevedono, tra l'altro, che: - La resa massima dell’uva in vino DOC Rosso Piceno non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto. - Il vino DOC Rosso Piceno Superiore deve essere sottoposto ad invecchiamento per circa 12 mesi e, comunque, immesso sul mercato non prima del 1° novembre dell'anno successivo alla vendemmia. - Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Rosso Piceno è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve, soltanto se trattasi di bottiglie o contenitori di capacità non superiore a 3 litri. Tipologie e Uve del Vino DOC Rosso Piceno Superiore (Vino Rosso Superiore): < 30-85% Vitigno Montepulciano < 15-50% Vitigno Sangiovese =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Marche. => 12% Vol. Titolo alcolometrico Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino talvolta tendente al granato con l'invecchiamento, odore gradevole, complesso, leggermente etereo e sapore sapido, armonico, gradevolmente asciutto.
A partire dal X sec A.C. si hanno tracce sicure di viticoltura e di vinificazione nell’area del Rosso Piceno DOC, importate dai coloni greci ai quali si deve la fondazione della città di Ancona. Nello stesso periodo anche l’azione degli Etruschi fu molto importante per la trasmissione delle prime nozioni tecniche della coltivazione della vite e delle tecniche enologiche, che si diffusero, data la vicinanza, nel territorio marchigiano dove erano istallati i Piceni. Il dominio dei Romani con la loro relativa legislazione fu presente nelle Marche a partire dal 295 A.C. Plinio descrive oltre ai traffici marittimi di tutto il Piceno le varietà di viti coltivate a suo tempo e i relativi vini che se ne ricavavano. Altri autori romani come Apicio trattano della viticoltura nel territorio. Nel Medioevo, venne reintrodotta la vite e si registra l’avvio della coltivazione in vigneti specializzati da parte dei monaci presenti nelle tante abbazie; sebbene una rinascita dell’attività agricola intesa non più come ricerca di una pura sussistenza, bensì come conduzione economica del bene della terra, in cui sono comprese la gestione delle vigne e la preparazione del vino Nell’età dei Comuni anche nell’area del Rosso Piceno, il miglioramento delle condizioni di vita coinvolge tutti gli strati sociali, ed il vino non è più solo bevanda liturgica ma se ne diffonde l’uso in diverse comunità di persone. Nel sec. XIX l’arrivo di malattie e dei parassiti della vite (Oidio, Peronospora e Fillossera) misero in seria difficoltà i viticoltori che, vedevano le loro coltivazioni distrutte. I rimedi finalmente trovati per le stesse e la diffusione della conduzione mezzadrile, che univa in un contratto il capitale ed il lavoro permisero la ricostruzione della vitivinicoltura nelle Marche, attraverso la coltura promiscua, che manteneva in vita una certa attività enologica nell’azienda. L’intervento comunitario negli anni 60- 70 consentì la ristrutturazione vitivinicola dell’area fino ai nostri giorni. Il Vino DOC Rosso Piceno ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 11 agosto 1969.
PREMI & RICONOSCIMENTI:

Luca Maroni 2020 - 95 PUNTI

Berebene Gambero Rosso Guide 2020 - Premi Rapporto Qualità/Prezzo

James Suckling - 90 PUNTI

Selection Mondiale de Vins Canada 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Luca Maroni 2019 - 93 PUNTI

Gambero Rosso 2019 - 2 BICCHIERI

Daniele Cernilli Guide 2019 - Premi Rapporto Qualità/Prezzo

Vitae Guide 2019 - 2 VITI

Slow Wine 2019 - VINO QUOTIDIANO

Sommelier Wine Challenge 2018 - MEDAGLIA D’ORO

Veronelli Guide 2019 - 2 STELLE

Intervin 2018 - MEDAGLIA DI BRONZO

Selection Mondiale de Vins Canada 2019 - MEDAGLIA D’ORO

James Suckling - 90 PUNTI

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