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Lonzino di fico tradizionale Presidio “Slow Food”

Lonzino di fico tradizionale Presidio “Slow Food”

8.90

– Tipicità –

Al taglio il prodotto mostra un colore bruno-dorato con inserti chiari di frutta a guscio disseminati nella pasta. La consistenza è compatta e soda.
Il sapore è gradevole e dolce, si percepisce nettamente il gusto del fico essiccato, con un forte sentore di frutta a guscio. Si avverte anche una nota liquorosa. Il prodotto è avvolto da foglie di fico, legate con fili.
I fichi essiccati vengono aromatizzati con anice, mistrà, rhum.
Il tutto viene poi macinato aggiungendo noci e mandorle triturate a parte. L’impasto ottenuto viene modellato a forma cilindrica e avvolto in foglie di fico debitamente posizionate intorno al cilindro e legate con filo.

Leggi in descrizione alcune curiosità sul prodotto.

In stock

Descrizione

– Tipicità –

Al taglio il prodotto mostra un colore bruno-dorato con inserti chiari di frutta a guscio disseminati nella pasta. La consistenza è compatta e soda.
Il sapore è gradevole e dolce, si percepisce nettamente il gusto del fico essiccato, con un forte sentore di frutta a guscio. Si avverte anche una nota liquorosa. Il prodotto è avvolto da foglie di fico, legate con fili.

Ingredienti: fichi 85%, mandorle pelate tostate, nocciole tostate, noci mistrà, sala,. liquore rum, semi di anice.
Allergeni: contiene frutta secca
Valori nutrizionali per 100 gr. :
Kcal 335 – Kj 1401
proteine 6,47 gr
grassi 10,74 g, di cui saturi 10,57 gr
carboidrati 45,02 di cui zuccheri 40,24 gr
sodio 1,47 gr.

Brevi cenni storici:
La storia della lonzetta di fico si perde nella notte dei tempi.
Anticamente si usava raccogliere tutti i fichi che generosamente offriva la pianta e che non dovevano andare assolutamente sprecati. Il sistema di conservazione consisteva nell’asciugatura in forno a legna, dopo la cottura del pane, dei frutti maturi e successivamente nella loro sminuzzatura con un coltello, oggi  per mezzo di un tritacarne.

All’impasto così ottenuto si aggiungevano alcune noci, alcune mandorle, qualche seme di fior di finocchio e i più abbienti, aggiungevano anche qualche goccia di “mistrà”  anch’esso distillato in casa.
La massa così aromatizzata veniva successivamente divisa in piccole porzioni sagomate a forma di salame, avvolte nelle stesse foglie di fico e legate con filo di lana, pronte a divenire una povera ma sostanziosa merenda per i nostri nonni.
Le mutate e migliorate condizioni socio economiche della nostra gente e quindi dei marchigiani avevano fatto abbandonare questa antica “genuina e laboriosa merenda”.

Noi della Dolciaria Marche S.r.l. nella nostra continua, costante ricerca delle tradizioni e dei sapori perduti abbiamo ripreso la dimenticata ricetta.
Abbiamo raccolto i fichi, li abbiamo essiccati, li abbiamo macinati, abbiamo arricchito l’impasto con le noci, le mandorle, le nocciole ed abbiamo aromatizzato il prodotto con semi di anice e mistrà; abbiamo porzionato la massa in salami e li abbiamo avvolti  nelle odorose foglie di fico e come una volta le abbiamo legate con variopinti fili di lana.
Ripristinando così una tradizione che ora tenta di far conoscere al di fuori dei confini regionali e nazionali.

Nel tentativo di soddisfare i gusti di palati moderni, abbiamo arricchito la versione tradizionale della lonzetta di fico aggiungendo al suo impasto alcune gocce di cioccolato amaro cercando di mitigare la dolcezza del fico non a tutti gradita, ma soprattutto per venire incontro ai mutati gusti dei giovani.
Infine non potendo prescindere dalle nuove normative sull’igiene dei prodotti alimentari, senza peraltro offendere la tradizione, abbiamo ritenuto opportuno oltre che utile interporre tra la foglia e l’impasto un vero e proprio un rivestimento microforato (tecnica brevettata) che mentre non ostacola la traspirazione del prodotto in fase di stagionatura, impedisce il contatto diretto della foglia con la massa edibile e quindi la trasmissione di eventuali microrganismi (lieviti e muffe) in essa presenti come si evince dagli allegati risultati di analisi.

La lonza di fico nutriente e gustosa sempre, vive la sua seconda giovinezza in quanto si è scoperta la sua felice capacità di abbinarsi agli esaltanti sapori dei grandi formaggi italiani quali soprattutto il formaggio di fossa, il pecorino, il parmigiano, il castelmagno, ed altri.
Il tutto nella speranza che il nostro  lavoro di ricerca, di realizzazione, di innovazione venga apprezzato dai consumatori, sperando soprattutto nella continuazione di una tradizione che è parte integrante della storia marchigiana e più in generale della cultura della cucina italiana.

INGREDIENTI: Fichi secchi 85%, MANDORLE pelate tostate, NOCCIOLE tostate, NOCI, mistrà, Sapa, rum, semi di anice.
Ingredients: Dried figs 85 %, peeled ALMONDS, roasted NUTS, WALNUTS, sapa, rhum, aniseeds


Dry fig loaf  – history

Origins

the origin of the dry-fig loaf is lost in the mists of time.

Once upon a time, people used to pick all the figs that trees would generously offer and make sure that none of them were wasted.

The conservation method was simple: ripe figs were dried in the household’s wood oven – after the bread was baked – and later chopped up with a kitchen knife, today replaced with a modern meat mincer. The resulting paste would be added with some walnuts, almonds and some turnip flower seeds while richer people would add some drops of “mistrà” home-made distilled liquor.

The fragrant dough would then be divided into small portions to be shaped like a salame and wrapped up in fresh fig leaves knotted with wool threads and become ready for a simple, but nutritious snack for our grand-parents.

The improved socio-economic conditions of our “marchigiani” people had almost abandoned this old “genuine and laborious snack”.

According to our company mission of “re-discovering” old and forgotten recipes of our traditions, we have resumed and worked on this forgotten recipe.

We pick our figs, we dry and mince them before adding some walnuts, almonds, hazelnuts and anise seeds and drops of mistral liquor to the resulting paste of dried figs. The fragrant dough is then portioned and salame-shaped  before being wrapped in the aromatic fig leaves. We knot the leaves with colourful wool thread, faithful to our “marchigiana”  tradition.

We are proud to have restored this traditional recipe and are pleased to unveil this delightful delicatessen beyond Marche region borders.

In the hope to meet the finest modern connoisseur’s taste, we have revised the traditional recipe by adding some drops of bitter chocolate to the dough with the aim of not only reducing the sweetness of figs – which not everyone enjoys – , but also to meet young people’s taste.

In compliance with the latest food hygiene and safety regulations and according to the fig-loaf tradition, we have placed a patented micro-perforated liner between the dough and the fig leaf for two reasons: it allows the natural perspiration of the product while aging and prevents any contact between the fig leaf and the edible dough. Therefore, there isn’t any risk of contamination with potential yeasts and molds, as stated by the results of the enclosed chemical test.

 

Our nutritious and tasteful fig-loaf is today living a second youth because of its happy pairing with the exciting flavours of the great Italian cheese selection, especially with the “formaggio di fossa” (pit cheese),  “pecorino” (goat milk cheese), “ parmigiano”, “il castelmagno” among others.

 

Our greatest ambition is that our customers appreciate our work of research, production and innovation of our Marche cooking and pastry tradition and, in general, of the Italian culture of culinary arts.

With its delicious taste, high nutritional facts, the figs-loaf reminds us of the good old cooking tradition of our region especially if it is wrapped with a slice of “formaggio di fossa**” topped with a generous spoon of locally produced honey…)

**The cheese’s name, which literally means “cheese of the pit”, is derived from the process of ripening the cheese in special underground pits dug in tuff rock

Informazioni aggiuntive

Quantità gr.

250 gr.

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