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Miele Girasole 500gr.

Miele Girasole 500gr.

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Tipico delle colline marchigiane.

colore: giallo vivo.
cristallizzazione: variabile ma sempre rapida.
odore: leggero, di paglia e cera.
sapore: leggermente erbaceo, dalla sensazione “rinfrescante”.
utilizzo: ottimo come miele da tavola, molto utilizzato in pasticceria.

La “Mieleria San Lorenzo” è vincitrice del 1′ Premio per il Miglior Miele delle Marche negli anni 2016-2017-2018-2019.

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Descrizione

Tipico delle colline marchigiane.

colore: giallo vivo.
cristallizzazione: variabile ma sempre rapida.
odore: leggero, di paglia e cera.
sapore: leggermente erbaceo, dalla sensazione “rinfrescante”.
utilizzo: ottimo come miele da tavola, molto utilizzato in pasticceria.

 – La “Mieleria San Lorenzo” è vincitrice del 1′ Premio per il Miglior Miele delle Marche negli anni 2016-2017-2018-2019 –

L’attenzione nel selezionare pascoli e boschi, dove collocare gli apiari e, successivamente, l’estrema cura nell’ estrazione e nella lavorazione garantisconol’elevata purezza del miele prodotto e la ricchezza dei suoi diversi bouquet.

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Imagemiele girasolePatatas Nanaamarena di cantano Morello Austera quadratafreccine visciolagocce di lacrima di morro d'albalonzetta lonzino fico in foglia
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Description
Tipico delle colline marchigiane. colore: giallo vivo. cristallizzazione: variabile ma sempre rapida. odore: leggero, di paglia e cera. sapore: leggermente erbaceo, dalla sensazione “rinfrescante”. utilizzo: ottimo come miele da tavola, molto utilizzato in pasticceria.

La "Mieleria San Lorenzo" è vincitrice del 1' Premio per il Miglior Miele delle Marche negli anni 2016-2017-2018-2019.

Prodotto completamente naturale e artigianale
Indicato per celiaci Prodotto leggero, fragrante e poco salato Il prodotto, riscaldato in forno qualche secondo, aumenta le performance.

– Tipicità –

Prodotto senza conservanti, coloranti, aromatizzanti. Le uniche amarene al naturale!

L’Amareno (visciolo) è un albero che proviene dall’est Europa e dal medio oriente in particolare dall’Armenia e dal Caucaso […]

 

Tradizionale biscotto secco impreziosito dal dolce e deciso sapore del Vino & Visciole, ideali consumati insieme come dessert. Confezione: scatola 200gr.La Lacrima di Morro d’Alba, famoso vino rosso D.O.C. delle Marche, è l’ingrediente principe di questo biscotto che ne racchiude tutta la fragranza nell’impasto roseo. Confezione: scatola 200gr.

– Tipicità –

Al taglio il prodotto mostra un colore bruno-dorato con inserti chiari di frutta a guscio disseminati nella pasta. La consistenza è compatta e soda.
Il sapore è gradevole e dolce, si percepisce nettamente il gusto del fico essiccato, con un forte sentore di frutta a guscio. Si avverte anche una nota liquorosa. Il prodotto è avvolto da foglie di fico, legate con fili.
I fichi essiccati vengono aromatizzati con anice, mistrà, rhum.
Il tutto viene poi macinato aggiungendo noci e mandorle triturate a parte. L’impasto ottenuto viene modellato a forma cilindrica e avvolto in foglie di fico debitamente posizionate intorno al cilindro e legate con filo.

Leggi in descrizione alcune curiosità sul prodotto.

Content
Tipico delle colline marchigiane. colore: giallo vivo. cristallizzazione: variabile ma sempre rapida. odore: leggero, di paglia e cera. sapore: leggermente erbaceo, dalla sensazione “rinfrescante”. utilizzo: ottimo come miele da tavola, molto utilizzato in pasticceria.

 - La "Mieleria San Lorenzo" è vincitrice del 1' Premio per il Miglior Miele delle Marche negli anni 2016-2017-2018-2019 -

L’attenzione nel selezionare pascoli e boschi, dove collocare gli apiari e, successivamente, l’estrema cura nell’ estrazione e nella lavorazione garantisconol’elevata purezza del miele prodotto e la ricchezza dei suoi diversi bouquet.
Prova PATATAS NANA con: LIME E PEPE MARICHA PAPRIKA AFFUMICATA ACETO BALSAMICO CACIO E PEPE TARTUFO NERO GAMBERO ROSSO RIDUZIONE DI CHAMPAGNE CARPACCIO DI POLPO SALSA GUACAMOLE

- Tipicità -

L’Amareno (visciolo) è un albero che proviene dall’est Europa e dal medio oriente in particolare dall’Armenia e dal Caucaso.

Si dice che fu importato in Italia dal tribuno militare romano Lucio Licino Lucullo, che al suo rientro dopo la terza guerra mitridatica nel 65 a.c. ne raccolse una pianta e la trapiantò nei giardini della sua villa a Roma. La diffusione nelle nostre campagne fu una fortunata conseguenza.
Nel secolo scorso le Amarene di Cantiano furono molto apprezzate dalla famiglia reale italiana, tant’è che si è a conoscenza di un documento in cui Re Vittorio Emanuele II, nel 1928 le ordina ad una nota industria del luogo.
Altri riconoscimenti e onorificenze con documentazione storica antecedente il 1925, quali la Medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Parigi e la Croce al Merito all’Esposizione internazionale di Milano, furono conferite in passato alle Amarene di Cantiano.
Si dice che fu importato in Italia dal tribuno militare romano Lucio Licino Lucullo, che al suo rientro dopo la terza guerra mitridatica nel 65 a.c. ne raccolse una pianta e la trapiantò nei giardini della sua villa a Roma. La diffusione nelle nostre campagne fu una fortunata conseguenza.
Nel secolo scorso le Amarene di Cantiano furono molto apprezzate dalla famiglia reale italiana, tant’è che si è a conoscenza di un documento in cui Re Vittorio Emanuele II, nel 1928 le ordina ad una nota industria del luogo.
Altri riconoscimenti e onorificenze con documentazione storica antecedente il 1925, quali la Medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Parigi e la Croce al Merito all’Esposizione internazionale di Milano, furono conferite in passato alle Amarene di Cantiano.

Le ciliegie, raccolte e ripulite dai gambi, vengono calibrate tramite setaccio e denocciolate. Si fanno cuocere nel loro liquido di governo aggiungendo lo zucchero necessario.
Terminata la cottura la frutta viene posta in contenitori di vetro, sterilizzati ad alta temperatura, etichettati e commercializzati.
Calendario di produzione: giugno, luglio e agosto.

Il territorio interessato alla produzione è principalmente nel comune di Cantiano in provincia di Pesaro e Urbino. La presenza del prodotto si riscontra anche nelle Comunità Montane del Montefeltro, del Catria e Nerone, del Catria e Cesano, dell'Alto e Medio Metauro

Ingredienti : Visciole,Zucchero,Succo di visciole, agar agar, gomma di tara, olio di mandorla, scorza di Agrumi,Spezie.
Frutta utilizzata 40%
Zuccheri Totali 42%
Dopo l'apertura conservare in frigorifero
Allergeni: Presenza di derivati delle mandorle
Prodotto in Italia.
Valori Nutrizionali: 194 Kcal, carboidrati 40 g, zuccheri 40 g (per 100 g).

 

Ingredients: Wild cherries, sugar, Juice of sour cherry, agar agar, tara gum, almond oil, citrus peel, spices.


CURIOSITA'

Esiste documentazione storica antecedente il 1925 come la "Medaglia d'oro alla Esposizione Internazionale di Parigi" e la Croce al merito alla esposizione Internazionale di Milano. Documenti esistenti testimoniano fornitura alla "Casa di S.A.R. Principe del Piemonte" a Torino sin dal 1928, con richiesta "urgente" di "Specialità Amarena di Cantiano".

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La visciola è una ciliegia selvatica della varietà "prunus cerasus", diffusa e disseminata nelle campagne e colline montefeltresche. E' pianta rustica, adatta per valorizzare zone marginali, che può raggiungere anche dimensioni notevoli in altezza. La raccolta è tendenzialmente più precoce del ciliegio.
Per mantenere le caratteristiche qualitative su standard elevati, l'intervallo raccolta-consumo non dovrebbe superare i 7-10 giorni.
Può ricordare la marasca selvatica, l'amarena, la marasca delle coste adriatiche ma se ne differenzia in quanto il frutto è più grosso, di colore rosso scuro, ricco di polpa e sugo.

L'AMARENA:
La visciola o amarena è una varietà della ciliegia selvatica (prunus cerasus), dal colore rosso scuro e dal sapore acidulo che fruttifica naturalmente ed ama i terreni scoscesi e collinari.
La Visciola di Cantiano è iscritta nell’elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Marche, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
LA TECNICA:
Le Visciole o Amarene di Cantiano vengono commercializzate prevalentemente in sciroppo. Questo metodo di conservazione è il risultato di una pratica di trasformazione puramente tradizionale e artigianale che ne fanno un prodotto da gustare “al naturale” ma ottimo anche da gustare sul gelato, nello yogurt o da utilizzare per la preparazione di torte e dolci fatti in casa.
Altri prodotti che si ottengono dalle visciole sono la confettura, vino ed acquavite.
IL TERRITORIO:
Le Visciole o Amarene di Cantiano trovano il loro habitat ideale nella provincia di Pesaro e Urbino, ma in particolare nella zona di Cantiano alle falde del monte Catria dove crescono spontanee.
Su questi terreni calcarei e argillosi, dove l’azienda morelloAustera ne coltiva quattro ettari dei quali due coltivati da nove anni e due nel 2015

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Se veniamo da sud, per arrivare a Cantiano siamo costretti a sconfinare in terra umbra fino ad arri- vare, lungo la Flaminia, ad una decina di chilo- metri da Gubbio. Poi, una volta lasciatici alle spalle Scheggia, la strada diventa tortuosa e scende rapidamente di qualche centinaio di metri per riportarci in terra marchigiana dove il paesaggio si addolcisce inaspettatamente e intanto siamo arrivati a Cantiano. Siamo a 360 metri sul livello del mare e qui, un tempo, crescevano gli alberi delle visciole.
Più precisamente si tratta del ciliegio acido (Prunus cerasus L.), una specie particolarmente rustica che ben si adatta anche a condizioni pedo-climatiche non propriamente ideali per la
frutticoltura.
Purtroppo, alcune caratteristiche quali i costi troppo elevati per la raccolta, che deve essere effettuata rigorosamente a mano, e l’eccessiva durata della fase improduttiva, hanno, col tempo, ridotto considerevolmente la diffusione di questa pianta e anche le due industrie di trasformazione un tempo presenti hanno cessato l’attività.
Nonostante l’impegno profuso negli ultimi anni dall’amministrazione comunale di Cantiano e da una cooperativa locale, con il finanziamento della Regione Marche e della Comunità Europea, il tentativo di reintrodurre questa coltivazione non ha dato esiti soddisfacenti. Sono stati realizzati alcuni interventi significativi come ad esempio la messa a dimora di un campo dimostrativo, la ricerca di sbocchi di mercato appropriati, l’incentivazione di nuovi impianti, uno studio finalizzato alla registrazione della DOP per l’Amarena di Cantiano ... ma la produzione continua a rimanere a carattere poco più che familiare.
E pensare che nel 1928 le amarene di Cantiano erano apprezzate persino dalla fami- glia reale come dimostra un documento con cui Sua Altezza Reale il Principe di Piemonte ne ordina urgentemente un quantitativo ad una nota industria del luogo. Ancora prima esistono testimonianze di riconoscimenti e onorificenze quali la Medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Parigi e la Croce al Merito all’Esposizione internazionale di Milano. Oggi, invece, chi vuole gustare delle amarene locali, e per locali intendiamo locali al 100% (materia prima compresa), deve tentare la fortuna presso qualche agriturismo o ristorantino della zona. Ma come abbiamo già detto, uno degli scopi di questa pubblicazione è proprio quello di suscitare interesse verso quei prodotti a rischio di estinzione e qui siamo proprio di fronte ad una “specie da salvare”.
Altri due prodotti tradizionali ottenuti dalla lavorazione delle visciole sono le visciole essiccate e le visciole sciolte al sole; due prodotti molto semplici, per alcuni versi simili, con un denominatore comune: entrambi necessitano, per un’ottimale preparazione, di una materia prima di grande qualità.

Le visciole essiccate sono un prodotto caratte- ristico delle zone montane della provincia di Pesaro e Urbino. Le materie prime utilizzate sono quanto di più semplice si possa immagi- nare: visciole di provenienza locale e sole dei mesi estivi. Dopo la raccolta, le visciole vengono poste su grandi setacci al sole per 10-15 giorni, rigirandole quotidianamente, fino a che, per la perdita di gran parte dell’acqua contenuta nelle drupe, assumono un aspetto raggrinzito. Vengono quindi conservate in barattolo o in un sacco di tela.
Le visciole essiccate possono essere consumate tali e quali, a fine pasto, o possono costituire la materia prima per un altro prodotto della zona: la visciolata. Per preparare la visciolata, una volta essiccate le visciole, si procede alla loro bollitura nel vino, insieme a zucchero, cannella e chiodi di garofano. Si lascia quindi raffreddare il tutto prima di versarlo in barattoli di vetro che, chiusi ermeticamente, vengono riposti in locali idonei dove vengono lasciati per due o tre mesi; il tempo necessario affinché questo prodotto possa raggiungere il giusto equilibrio tra il gusto inconfondibile delle visciole e gli aromi della cannella, dei chiodi di garofano e del vino.
Un mix vera- mente unico: provare per credere. Un quarto prodotto a base di visciole ci porta a Macerata dove troviamo le visciole sciolte al sole o, come dicono da queste parti, “li visciuli a lu sole”. Come per le visciole essiccate, le materie prime sono molto semplici in quanto alla base di vi- sciole e sole si aggiunge solamente dello zuc- chero. Le visciole coperte di zucchero vengono messe in barattoli di vetro che vengono lasciati al sole, per almeno 40 giorni, fino a che lo zucchero non sarà sciolto completamente. Per facilitare lo scioglimento dello zucchero, i barattoli vengono mossi o rigirati quotidianamente. Al termine di questa fase, i barattoli vengono ritirati e conservati in luoghi freschi e asciutti

per altri 30-40 giorni senza più muoverli. Il prodotto così ottenuto può conservarsi anche per alcuni anni. L’ultimo prodotto a base di visciole, forse il più famoso, è il visner, il cosiddetto “vino di visciole”, che abbiamo trattato nella specifica sezione relativa a bevande, distillati e liquori. Potete trovare questo Prodotto Tipico Marchigiano nel nostro Market.

L’AMARENA DI CANTIANO: COME SI PREPARA
Si prendono le visciole che, a maturazione, si presentano di colore rosso scuro, ricche di polpa e di sugo e si puliscono dai gambi. Vengono quindi calibrate tramite un setaccio e denoccio- late. È importante che tra la raccolta e la lavorazione trascorra al massimo qualche giorno in quanto la serbevolezza di questo frutto è piuttosto limitata. Le visciole si fanno quindi cuocere nel loro liquido di governo aggiungendo lo zucchero necessario. A cottura ultimata, la frutta viene posta in contenitori di vetro, prece- dentemente sterilizzati ad alta temperatura. In tal modo, questo prodotto, tipico dei mesi di giugno, luglio e agosto, può conservarsi a lungo in ambienti freschi e al riparo dalla luce diretta. L’amarena di Cantiano così preparata è un ot- timo dessert da gustare “al naturale” ma è anche squisita sul gelato o per guarnire torte e dolci fatti in casa. A chi poi la frutta piace gustarla “come natura crea”, ricordiamo che le visciole sono particolarmente apprezzate anche come frutta fresca per il loro sapore dolce e allo stesso tempo leggermente acidulo.

Ingredienti: farina di grano 00, zucchero, bevanda a base di vino e visciole, olio extra vergine di oliva, agente lievitante.
Wild-cherry wine braided biscuits: This traditional dry biscuit is fragranced with the local wild cherry variety “visciola” wine - with its sweet and yet slightly acid taste – that goes well together.
La Lacrima di Morro d’Alba, famoso vino rosso D.O.C. delle Marche, è l’ingrediente principe di questo biscotto che ne racchiude tutta la fragranza nell’impasto roseo. Ingredienti: farina di grano00, zucchero, vino “Lacrima di Morro d’Alba D.O.C.” 14%, olio extra vergine di oliva Confezione: scatola 200gr.
“Lacrima” red wine drops: “Lacrima di Morro d’Alba” wine  is the  famous ancient local grape that is rarely found outside of the town of Morro d'Alba, in the Marche region. The grape's name (meaning "tear" in Italian) is derived from its tear-like shape, or, alternatively, its thin skin that allows tear-like drops of juice to drip from the grape. In your mouth this dry biscuit unwraps full fragrance of the “Lacrima” grape dough.

- Tipicità -

Al taglio il prodotto mostra un colore bruno-dorato con inserti chiari di frutta a guscio disseminati nella pasta. La consistenza è compatta e soda.
Il sapore è gradevole e dolce, si percepisce nettamente il gusto del fico essiccato, con un forte sentore di frutta a guscio. Si avverte anche una nota liquorosa. Il prodotto è avvolto da foglie di fico, legate con fili.

Ingredienti: fichi 85%, mandorle pelate tostate, nocciole tostate, noci mistrà, sala,. liquore rum, semi di anice.
Allergeni: contiene frutta secca
Valori nutrizionali per 100 gr. :
Kcal 335 - Kj 1401
proteine 6,47 gr
grassi 10,74 g, di cui saturi 10,57 gr
carboidrati 45,02 di cui zuccheri 40,24 gr
sodio 1,47 gr.

Brevi cenni storici:
La storia della lonzetta di fico si perde nella notte dei tempi.
Anticamente si usava raccogliere tutti i fichi che generosamente offriva la pianta e che non dovevano andare assolutamente sprecati. Il sistema di conservazione consisteva nell’asciugatura in forno a legna, dopo la cottura del pane, dei frutti maturi e successivamente nella loro sminuzzatura con un coltello, oggi  per mezzo di un tritacarne.

All’impasto così ottenuto si aggiungevano alcune noci, alcune mandorle, qualche seme di fior di finocchio e i più abbienti, aggiungevano anche qualche goccia di “mistrà”  anch’esso distillato in casa.
La massa così aromatizzata veniva successivamente divisa in piccole porzioni sagomate a forma di salame, avvolte nelle stesse foglie di fico e legate con filo di lana, pronte a divenire una povera ma sostanziosa merenda per i nostri nonni.
Le mutate e migliorate condizioni socio economiche della nostra gente e quindi dei marchigiani avevano fatto abbandonare questa antica “genuina e laboriosa merenda”.

Noi della Dolciaria Marche S.r.l. nella nostra continua, costante ricerca delle tradizioni e dei sapori perduti abbiamo ripreso la dimenticata ricetta.
Abbiamo raccolto i fichi, li abbiamo essiccati, li abbiamo macinati, abbiamo arricchito l’impasto con le noci, le mandorle, le nocciole ed abbiamo aromatizzato il prodotto con semi di anice e mistrà; abbiamo porzionato la massa in salami e li abbiamo avvolti  nelle odorose foglie di fico e come una volta le abbiamo legate con variopinti fili di lana.
Ripristinando così una tradizione che ora tenta di far conoscere al di fuori dei confini regionali e nazionali.

Nel tentativo di soddisfare i gusti di palati moderni, abbiamo arricchito la versione tradizionale della lonzetta di fico aggiungendo al suo impasto alcune gocce di cioccolato amaro cercando di mitigare la dolcezza del fico non a tutti gradita, ma soprattutto per venire incontro ai mutati gusti dei giovani.
Infine non potendo prescindere dalle nuove normative sull’igiene dei prodotti alimentari, senza peraltro offendere la tradizione, abbiamo ritenuto opportuno oltre che utile interporre tra la foglia e l’impasto un vero e proprio un rivestimento microforato (tecnica brevettata) che mentre non ostacola la traspirazione del prodotto in fase di stagionatura, impedisce il contatto diretto della foglia con la massa edibile e quindi la trasmissione di eventuali microrganismi (lieviti e muffe) in essa presenti come si evince dagli allegati risultati di analisi.

La lonza di fico nutriente e gustosa sempre, vive la sua seconda giovinezza in quanto si è scoperta la sua felice capacità di abbinarsi agli esaltanti sapori dei grandi formaggi italiani quali soprattutto il formaggio di fossa, il pecorino, il parmigiano, il castelmagno, ed altri.
Il tutto nella speranza che il nostro  lavoro di ricerca, di realizzazione, di innovazione venga apprezzato dai consumatori, sperando soprattutto nella continuazione di una tradizione che è parte integrante della storia marchigiana e più in generale della cultura della cucina italiana.

INGREDIENTI: Fichi secchi 85%, MANDORLE pelate tostate, NOCCIOLE tostate, NOCI, mistrà, Sapa, rum, semi di anice.
Ingredients: Dried figs 85 %, peeled ALMONDS, roasted NUTS, WALNUTS, sapa, rhum, aniseeds


Dry fig loaf  - history

Origins

the origin of the dry-fig loaf is lost in the mists of time.

Once upon a time, people used to pick all the figs that trees would generously offer and make sure that none of them were wasted.

The conservation method was simple: ripe figs were dried in the household’s wood oven – after the bread was baked – and later chopped up with a kitchen knife, today replaced with a modern meat mincer. The resulting paste would be added with some walnuts, almonds and some turnip flower seeds while richer people would add some drops of “mistrà” home-made distilled liquor.

The fragrant dough would then be divided into small portions to be shaped like a salame and wrapped up in fresh fig leaves knotted with wool threads and become ready for a simple, but nutritious snack for our grand-parents.

The improved socio-economic conditions of our “marchigiani” people had almost abandoned this old “genuine and laborious snack”.

According to our company mission of “re-discovering” old and forgotten recipes of our traditions, we have resumed and worked on this forgotten recipe.

We pick our figs, we dry and mince them before adding some walnuts, almonds, hazelnuts and anise seeds and drops of mistral liquor to the resulting paste of dried figs. The fragrant dough is then portioned and salame-shaped  before being wrapped in the aromatic fig leaves. We knot the leaves with colourful wool thread, faithful to our “marchigiana”  tradition.

We are proud to have restored this traditional recipe and are pleased to unveil this delightful delicatessen beyond Marche region borders.

In the hope to meet the finest modern connoisseur’s taste, we have revised the traditional recipe by adding some drops of bitter chocolate to the dough with the aim of not only reducing the sweetness of figs - which not everyone enjoys - , but also to meet young people’s taste.

In compliance with the latest food hygiene and safety regulations and according to the fig-loaf tradition, we have placed a patented micro-perforated liner between the dough and the fig leaf for two reasons: it allows the natural perspiration of the product while aging and prevents any contact between the fig leaf and the edible dough. Therefore, there isn’t any risk of contamination with potential yeasts and molds, as stated by the results of the enclosed chemical test.

 

Our nutritious and tasteful fig-loaf is today living a second youth because of its happy pairing with the exciting flavours of the great Italian cheese selection, especially with the “formaggio di fossa” (pit cheese),  “pecorino” (goat milk cheese), “ parmigiano”, “il castelmagno” among others.

 

Our greatest ambition is that our customers appreciate our work of research, production and innovation of our Marche cooking and pastry tradition and, in general, of the Italian culture of culinary arts.

With its delicious taste, high nutritional facts, the figs-loaf reminds us of the good old cooking tradition of our region especially if it is wrapped with a slice of “formaggio di fossa**” topped with a generous spoon of locally produced honey...)

**The cheese's name, which literally means "cheese of the pit", is derived from the process of ripening the cheese in special underground pits dug in tuff rock

Weight
DimensionsN/AN/AN/AN/AN/AN/A
Additional information
Quantità gr.

250 gr., 500 gr.

Quantità gr.

200 gr

Quantità gr.

250 gr.

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