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Tartufo NERO di Acqualagna
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Tartufo NERO di Acqualagna

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Tartufo Nero di Acqualagna – Tuber Melanosporum

Da tutti il tartufo è considerato il più nobile fra i prodotti della terra; la sua particolare condizione di fungo ipogeo, dal profumo forte ed inebriante e dal sapore deciso, lo ha elevato a Re della Terra (dà qui la nomea di “Sua Maestà”).

  • Pezzatura MISTA (da 10 a 50 grammi);
  • Il tartufo verrà inviato in una confezione che sarà poi la stessa adatta alla sua conservazione in frigorifero;
  • Sarà  accompagnato da materiale refrigerante;
  • Per esigenze particolari (pezzatura specifica, quantitativi maggiori, ecc…): contatto privato via mail.

Descrizione

Tartufo Nero di Acqualagna – Tuber uncinatum Chatin

Tartufo nero uncinato: è considerato una variante del tartufo estivo (Tuber Aestivum) essendo molto simili tra loro. Il Tartufo nero uncinato deve il suo nome al fatto che la sua scorza si presenta con grosse verruche con la caratteristica forma ad uncino.

  • Pezzatura MISTA (da 10 a 50 grammi);
  • Il tartufo verrà inviato in una confezione che sarà poi la stessa adatta alla sua conservazione in frigorifero;
  • Per esigenze particolari (pezzatura specifica, quantitativi maggiori, ecc…): contatto privato via mail PRIMA di effettuare l’ordine.

Da tutti il tartufo è considerato il più nobile fra i prodotti della terra; la sua particolare condizione di fungo ipogeo, dal profumo forte ed inebriante e dal sapore deciso, lo ha elevato a Re della Terra (dà qui la nomea di “Sua Maestà”).
Il tartufo, autentico pezzo forte delle cucine più raffinate, gioiello per ogni pietanza che incontra, attraversa numerose epoche storiche, dai Babilonesi alla Roma Imperiale. É però nel Rinascimento che raggiunge la sua massima diffusione visto che in ogni banchetto ne era il protagonista indiscusso. Anche ai giorni nostri il tartufo ha conservato tutto il suo fascino tanto che è un piacere prima dell’anima e poi del palato gustarselo.
I tartufi sono i corpi fruttiferi di funghi ipogei che vivono e si sviluppano in simbiosi con le radici di alcune piante; le sue caratteristiche per questo variano a seconda del tipo di pianta e del terreno nel quale cresce. Esistono oltre 200 specie diverse di tartufo nel mondo ma solo una trentina crescono in Italia, tra queste solo alcune sono degne di nota e si distinguono per colore (bianco o nero), aroma, aspetto, gusto, prezzo e stagionalità.
A loro volta, negli anni, i tartufi di Acqualagna si sono distinti per l’eccelsa qualità superiore rendendoli famosi e ricercati da ogni parte del mondo.

NB: Proprio come qualsiasi bene prezioso, anche il tartufo subisce oscillazioni. I prezzi del Tartufo Bianco di Acqualagna e del Tartufo Nero di Acqualagna su Marketiamo potrebbero subire variazioni settimanali a seconda dell’andamento di mercato. Il prezzo d’acquisto è dettato dal momento del check-out del carrello.

In un bando del 1890 del Comune di Acqualagna si legge che la Giunta deliberava l’acquisto di una bilancia per la pesa pubblica dei tartufi dando in consegna tale bilancia ad un pubblico pesatore. A piu’ di cento anni di distanza i mezzi per stabilire il prezzo del tartufo si sono molto evoluti e ad Acqualagna è nata la borsa del tartufo in rete. La capitale del tartufo diviene in tal modo il punto di riferimento delle quotazioni del prezioso tubero sul territorio comunale in relazione all’andamento del mercato.

 


Pulizia del tartufo

Come pulire un tartufo prima di mangiarlo:
Basta pochissimo per avere un tartufo pulito e pronto da usare: va spazzolato sotto l’acqua corrente poco prima di utilizzarlo, senza metterlo in ammollo.
Una volta lavato va asciugato ed è così pronto ad essere mangiato o congelato, infatti è possibile congelare il tartufo.

Conservare il tartufo

Consigli su come conservare un tartufo per BREVE tempo:
Molti ci chiedono come pulire il tartufo, se sbucciarlo o addirittura mangiarlo con la terra per non rovinarlo!
Finché si utilizza va avvolto nella carta ogni giorno in maniera che rimanga sempre asciutto e non umido. Alcuni ci chiedono se va conservato nel riso, noi rispondiamo sempre di no, perché si asciugherebbe troppo perdendo così aroma e sapore.

Consigli su come conservare un tartufo per LUNGO tempo:
È possibile congelare il tartufo per conservarlo alcuni mesi, soprattutto il nero, avendo però cura di non scongelarlo troppo prima di utilizzarlo, noi consigliamo di tirarlo fuori dal freezer 10 minuti prima e di metterlo a bagno in acqua tiepida così da fargli riprendere la sua condizione naturale.
Volendo si può anche sciogliere del burro, a bagno maria, versarlo negli stampini del ghiaccio mettendoci dentro del tartufo o affettato o grattugiato per poi farlo rapprendere di nuovo in freezer. Si otterrà così un burro aromatizzato al tartufo che si conserverà per qualche mese.

Sconsigliamo qualsiasi altro metodo di conservazione!!

N.B.: Il prodotto spedito sarà del produttore del quale c’è disponibilità al momento dell’ordine, tra i 2 citati nella sez. “Tag”. Essendo di pari costo e qualità, Marketiamo si riserva la discrezione della scelta, certi di fornire un eccellente prodotto in entrambi i casi ed identico.

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100 gr., 150 gr., 200 gr

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N.B. = La raccolta del Tartufo Bianco è regolamentata; il periodo in cui è possibile raccoglierlo – e quindi disponibile per la vendita – è indicativamente dal 1′ Ottobre al 1′ Gennaio

ATTENZIONE = Questa stagione del tartufo è caratterizzata da una altissima qualità del “Bianco” ma purtroppo da una scarsa disponibilità a causa delle ridotte quantità di tubero presenti.
CONTATTATECI QUINDI PRIMA DI EFFETTUARE QUALSIASI ORDINE COMPRENDENTE IL TARTUFO BIANCO!

Da tutti il tartufo è considerato il più nobile fra i prodotti della terra; la sua particolare condizione di fungo ipogeo, dal profumo forte ed inebriante e dal sapore deciso, lo ha elevato a Re della Terra (dà qui la nomea di “Sua Maestà”).

  • Pezzatura MISTA (da 5 a 15 grammi);
  • Il tartufo verrà inviato in una confezione che sarà poi la stessa adatta alla sua conservazione in frigorifero;
  • Per esigenze particolari (pezzatura specifica, quantitativi maggiori, ecc…): contatto privato via mail.

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SettingsTartufo NERO di Acqualagna removeVerdicchio Castelli di Jesi DOC - Classico "Le Vaglie" removeVisner di Pergola Selezione - Vino di visciole removeOfferta "San Valentino" removeOlio di Cartoceto DOP extravergine di oliva removeLiquore al Caffè remove
Imagetartufo nero acqualagnaCantina Santa Barbara Le Vaglie Verdicchio 1Visner visciola Pergolacena di san valentinoOlio Cartoceto quadLiquore al caffè
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Tartufo Nero di Acqualagna – Tuber Melanosporum

Da tutti il tartufo è considerato il più nobile fra i prodotti della terra; la sua particolare condizione di fungo ipogeo, dal profumo forte ed inebriante e dal sapore deciso, lo ha elevato a Re della Terra (dà qui la nomea di “Sua Maestà”).
  • Pezzatura MISTA (da 10 a 50 grammi);
  • Il tartufo verrà inviato in una confezione che sarà poi la stessa adatta alla sua conservazione in frigorifero;
  • Sarà  accompagnato da materiale refrigerante;
  • Per esigenze particolari (pezzatura specifica, quantitativi maggiori, ecc…): contatto privato via mail.
- Tipicità - E’ un vino che nasce nel 1992 con l’intenzione di uscire dai soliti schemi della tradizione. Allo stesso tempo però, sperimentando e osando, riesce a rendere merito alla grande storia vinicola marchigiana. Per festeggiare i 20 anni di produzione, l’Azienda nel 2012 ha lanciato sul mercato oltre alla storica etichetta bianca altre cinque etichette colorate. Una scelta stilistica che continua ancora oggi a caratterizzare questo vino per rispondere ad un entusiasmo crescente da parte degli estimatori de Le Vaglie. Fresco e morbido, buona chiusura con netto richiamo ammandorlato. Scopri in descrizione curiosità e cenni storici su questo importante vino DOC.- Tipicità -  Tecnicamente si tratta di una “bevanda aromatizzata a base di vino e frutta”. Per noi e per tutti, semplicemente Visner, reso famoso dalle Marche e che a sua volta, ha reso famose le Marche! È ottenuto dalla rifermentazione del vino di Montepulciano con le visciole (tipologia di amarene tipiche Marchigiane)Il pacchetto perfetto per festeggiare San Valentino (in 2), per un pranzo o una cena super-romantici ! Trovate in descrizione il "MENU' " ed il dettaglio dei prodotti.Lacrima Verde, in continuità con la tradizione contadina tramandata in famiglia, adotta in tutti i processi produttivi una agricoltura sostenibile e garantisce il rispetto dei protocolli della DOP Cartoceto lungo tutta la filiera.La bevanda alcolica energetica per eccellenza. Baldoni ripropone il liquore nella sua ricetta originale, quella inventata nel XIX secolo nella città di Ancona, il primo liquore prodotto Mario Ottavio Baldoni nel 1944. Ottenuto dalla infusione di una miscela delle migliori qualità di caffè con lo stesso sistema artigianale adottato fin dalla nascita dell'azienda. Gradevole come digestivo oppure in qualsiasi momento per dare uno sprint alla giornata. Bottiglia da 0,700 lt. Alcool 32% vol. Ingredienti: acqua, alcol zucchero, caffe (12%), aromi Origine: Italia
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Tartufo Nero di Acqualagna - Tuber uncinatum Chatin

Tartufo nero uncinato: è considerato una variante del tartufo estivo (Tuber Aestivum) essendo molto simili tra loro. Il Tartufo nero uncinato deve il suo nome al fatto che la sua scorza si presenta con grosse verruche con la caratteristica forma ad uncino.
  • Pezzatura MISTA (da 10 a 50 grammi);
  • Il tartufo verrà inviato in una confezione che sarà poi la stessa adatta alla sua conservazione in frigorifero;
  • Per esigenze particolari (pezzatura specifica, quantitativi maggiori, ecc...): contatto privato via mail PRIMA di effettuare l'ordine.
Da tutti il tartufo è considerato il più nobile fra i prodotti della terra; la sua particolare condizione di fungo ipogeo, dal profumo forte ed inebriante e dal sapore deciso, lo ha elevato a Re della Terra (dà qui la nomea di "Sua Maestà"). Il tartufo, autentico pezzo forte delle cucine più raffinate, gioiello per ogni pietanza che incontra, attraversa numerose epoche storiche, dai Babilonesi alla Roma Imperiale. É però nel Rinascimento che raggiunge la sua massima diffusione visto che in ogni banchetto ne era il protagonista indiscusso. Anche ai giorni nostri il tartufo ha conservato tutto il suo fascino tanto che è un piacere prima dell'anima e poi del palato gustarselo. I tartufi sono i corpi fruttiferi di funghi ipogei che vivono e si sviluppano in simbiosi con le radici di alcune piante; le sue caratteristiche per questo variano a seconda del tipo di pianta e del terreno nel quale cresce. Esistono oltre 200 specie diverse di tartufo nel mondo ma solo una trentina crescono in Italia, tra queste solo alcune sono degne di nota e si distinguono per colore (bianco o nero), aroma, aspetto, gusto, prezzo e stagionalità. A loro volta, negli anni, i tartufi di Acqualagna si sono distinti per l'eccelsa qualità superiore rendendoli famosi e ricercati da ogni parte del mondo. NB: Proprio come qualsiasi bene prezioso, anche il tartufo subisce oscillazioni. I prezzi del Tartufo Bianco di Acqualagna e del Tartufo Nero di Acqualagna su Marketiamo potrebbero subire variazioni settimanali a seconda dell'andamento di mercato. Il prezzo d'acquisto è dettato dal momento del check-out del carrello. In un bando del 1890 del Comune di Acqualagna si legge che la Giunta deliberava l’acquisto di una bilancia per la pesa pubblica dei tartufi dando in consegna tale bilancia ad un pubblico pesatore. A piu’ di cento anni di distanza i mezzi per stabilire il prezzo del tartufo si sono molto evoluti e ad Acqualagna è nata la borsa del tartufo in rete. La capitale del tartufo diviene in tal modo il punto di riferimento delle quotazioni del prezioso tubero sul territorio comunale in relazione all’andamento del mercato.  
Pulizia del tartufo Come pulire un tartufo prima di mangiarlo: Basta pochissimo per avere un tartufo pulito e pronto da usare: va spazzolato sotto l'acqua corrente poco prima di utilizzarlo, senza metterlo in ammollo. Una volta lavato va asciugato ed è così pronto ad essere mangiato o congelato, infatti è possibile congelare il tartufo. Conservare il tartufo Consigli su come conservare un tartufo per BREVE tempo: Molti ci chiedono come pulire il tartufo, se sbucciarlo o addirittura mangiarlo con la terra per non rovinarlo! Finché si utilizza va avvolto nella carta ogni giorno in maniera che rimanga sempre asciutto e non umido. Alcuni ci chiedono se va conservato nel riso, noi rispondiamo sempre di no, perché si asciugherebbe troppo perdendo così aroma e sapore. Consigli su come conservare un tartufo per LUNGO tempo: È possibile congelare il tartufo per conservarlo alcuni mesi, soprattutto il nero, avendo però cura di non scongelarlo troppo prima di utilizzarlo, noi consigliamo di tirarlo fuori dal freezer 10 minuti prima e di metterlo a bagno in acqua tiepida così da fargli riprendere la sua condizione naturale. Volendo si può anche sciogliere del burro, a bagno maria, versarlo negli stampini del ghiaccio mettendoci dentro del tartufo o affettato o grattugiato per poi farlo rapprendere di nuovo in freezer. Si otterrà così un burro aromatizzato al tartufo che si conserverà per qualche mese. Sconsigliamo qualsiasi altro metodo di conservazione!! N.B.: Il prodotto spedito sarà del produttore del quale c'è disponibilità al momento dell'ordine, tra i 2 citati nella sez. "Tag". Essendo di pari costo e qualità, Marketiamo si riserva la discrezione della scelta, certi di fornire un eccellente prodotto in entrambi i casi ed identico.
- Tipicità -
E’ un vino che nasce nel 1992 con l’intenzione di uscire dai soliti schemi della tradizione. Allo stesso tempo però, sperimentando e osando, riesce a rendere merito alla grande storia vinicola marchigiana. Per festeggiare i 20 anni di produzione, l’Azienda nel 2012 ha lanciato sul mercato oltre alla storica etichetta bianca altre cinque etichette colorate. Una scelta stilistica che continua ancora oggi a caratterizzare questo vino per rispondere ad un entusiasmo crescente da parte degli estimatori de Le Vaglie.
Uve: Verdicchio. Tipologia Terreno: Tufaceo sabbioso, esposto a Sud/Est e Nord/Est su un’altitudine di 250/260 m slm. Sistema Allevamento: Controspalliera capovolto. Vinificazione: La vinificazione avviene in serbatoi di acciaio con un controllo costante della temperatura di 10-12 gradi. Esame Visivo: Giallo paglierino, brillante con sfumature leggermente dorate. Esame Olfattivo: Al naso intenso e persistente, sprigiona profumi floreali con frutta agrumata e mandorle fresche. Esame Gustativo: Fresco e morbido, buona chiusura con netto richiamo ammandorlato. Abbinamenti gastronomici con il vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi: Aperitivi, antipasti di pesce, carni bianche più o meno elaborate, carni bollite, funghi, tartufi, fritti di verdure, piatti di pesce, crostacei, molluschi. Gradi: 13% vol. Anno: 2019 Prodotto in Italia Contiene solfiti
PREMI & RICONOSCIMENTI: Gardini Notes - Gardini Notes 2020 – 94/100 - Annata 2019 Food and Travel - Vino bianco dell’anno - Annata 2019 Merano International Wine Festival & Culinaria - The WineHunter 2019 – Rosso - Annata 2018 James Suckling - James Suckling – 90/100 - Annata 2018 Gazzagolosa - Gazzetta dello Sport - 1° Posto – I 50 Vini Pop - Annata 2017 Berebene - Berebene 2019 / Premio Qualità Prezzo - Annata 2017 Gardini Notes - Gardini Notes 2018 – 90/100 - Annata 2017 Gardini Notes - Gardini Notes 2018 - Annata 2016 Vini d'Italia - 2 Bicchieri Rossi 2018 - Annata 2016 Corriere della Sera - Tra i 34 Miglior Vini D’Italia - Annata 2016 I vini d'Italia - I 100 vini da bere subito 2017 - Annata 2015 Gardini Notes - The Wine Killers - Annata 2015 I Migliori vini d’Italia - 3 Grappoli 2016 - Annata 2014 Wine Meridian - Wine Meridian 2015 - Annata 2013 I Migliori vini d’Italia - 4 Grappoli 2015 - Annata 2013 I Migliori vini d’Italia - 4 Grappoli 2014 - Annata 2012 Vini d'Italia - 2 Bicchieri 2013 - Annata 2011 I Migliori vini d’Italia - 4 Grappoli 2013 - Annata 2011 Duemilavini - 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2012 - Annata 2010 Vini d'Italia - 2 Bicchieri 2011 - Annata 2009 Duemilavini - 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2010 - Annata 2009 Duemilavini - 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2011 - Annata 2009 Vini d'Italia - 2 Bicchieri 2010 - Annata 2008 International Wine Challenge - Silver Medal 2010 - Annata 2008 Vini d'Italia - 2 Bicchieri 2009 - Annata 2007 Duemilavini - 4 Grappoli Associazione Italiana Sommeliers 2009 - Annata 2007 Vini d'Italia - 3 Bicchieri 2008 - Annata 2006 Merano International Wine Festival & Culinaria - Award 2007 - Annata 2006 Le soste - Recensione 2008 - Annata 2006 Guida al Vino Quotidiano - Etichetta per l’ottimo rapporto qualità/prezzo 2007 - Annata 2006 Guida al Vino Quotidiano - Etichetta per l’ottimo rapporto qualità/prezzo 2006 - Annata 2004 Mangia e Bevi in Italia - Recensione 2006 - Annata 2004 The TOP 100 - The TOP 100 86/100 2005 - Annata 2003 Il Golosario - I migliori vini d'Italia - Vini Top 2003 - Annata 2003 Il Golosario - I migliori vini d'Italia - Vini top 2004 - Annata 2002 DiWineTaste - Buon rapporto Qualità Prezzo 2004 - Annata 2002 Guida al Vino Quotidiano - Recensione (2004) - Annata 2002 Vinibuoni d'Italia - Corona 2004 - Annata 2002 International Wine Challenge - Silver Medal 2003 - Annata 2002 Slow Wine - I Magnifici 100 2000 - Annata 1999 Annuario dei Migliori Vini Italiani - Premio Vino-Frutto 2000 - Annata 1998 International Wine Challenge - Silver Medal 2000 - Annata 1998 Mangia e Bevi in Italia - Recensione 2007 - Annata

Storia e Letteratura del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi Il legame storico tra la vite e l’ambiente geografico nel territorio della Marca Anconetana inizia con l’arrivo dei monaci benedettini ed a seguire con quelli camaldolesi che reintroducono e diffondono la vite ormai da secoli tradizionale. Ne è testimone, tra l’altro, la centenaria sagra dell’uva di Cupramontana. Ai monaci, quindi, nelle Marche si devono il tramandarsi delle tecniche viticolo-enologiche, il miglioramento del prodotto e, soprattutto, la conservabilità. Con il diffondersi del contratto di mezzadria che crea l’appoderamento diffuso e la disponibilità di forza lavoro, il vino cessa di essere bevanda dei soli ceti agiati e diviene alimento delle classi rurali. Già ai primi del 1500 lo spagnolo Herrera, professore a Salamanca, descrive le più comuni varietà di viti e la tecnica di vinificazione in bianco. Fra i nomi dei vitigni descritti figura il Verdicchio così spiegato “uva bianca che ha il granello picciolo e traluce più che niuna altra. Queste viti sono migliori in luoghi alti e non umidi, che piani e in luoghi grassi, e riposati, perciocché ha la scorsa molto sottile e tenera, di che avviene che si marcisce molto presto, et ha il sarmento così tenero che da per sé per la maggior parte cade tutto e bisogna che al tempo della vendemmia si raccoglia tutta per terra, e per questa cagione ricerca luogo asciutto e non ventoso, molto alto nei colli. Il vino di questo vitame è migliore di niuno altro bianco. Si conserva per lungo tempo, è molto chiaro, odorifero e soave. Ma l’uva di esso per mangiare non vale molto”. E ancora, un significativo legame storico conseguente all’Unità d’Italia del 1861, è l’iniziativa relativa alla istituzione della Commissione Ampelografica Provinciale, promossa dal Prefetto e presieduta dall’enologo De Blasis, che nel 1871 pubblica i “Primi studi sulle viti della Provincia di Ancona”. Sono passate in rassegna le diverse realtà climatiche, geomorfologiche dei territori e si descrivono i vitigni coltivati elencandone caratteri e sinonimie. Per l’area mandamentale di jesi viene descritto il Verdicchio (o Verdeccio) Questo è anche il periodo dei parassiti: oidio(1851), peronospora (1879), fillossera (1890). Il tempo trascorso per trovare le soluzioni spinse i viticoltori ad eliminare molte varietà clonali presenti nel territorio, privilegiando vitigni sconosciuti nella storia enologica regionale meno il Verdicchio che risultava il vino più commercializzato. Ne è conferma storica ulteriore quanto scrive nel 1905-6 lo studioso Arzelio Felini in Studi Marchigiani “è oltre un ventennio che i nostri viticoltori, nel tentare di risolvere il problema enologico marchigiano, hanno abbandonato la moltiplicazione delle caratteristiche varietà dei vitigni nostrani per introdurre del nord e del sud”. È negli anni ’60 che l’aiuto CEE permette di rinnovare tutta la viticoltura regionale passando dalla coltura promiscua (filari) alla coltura specializzata (vigneto) con impianti a controspalliera per meglio svolgere le cure colturali e produrre uve di qualità. Nella classifica effettuata dal Di Rovasenda (1881) il Verdicchio è dichiarato il vitigno italico più pregiato tra i vitigni a bacca bianca delle Marche. Il vino Verdicchio acquisisce notorietà commerciale all’inizio degli anni ’50 quando due produttori investirono nella costruzione in uno dei “castelli” di una cantina di trasformazione per lavorare le proprie uve e caratterizzarono il prodotto con una bottiglia tipica: l’anfora greca in riferimento alla civiltà dorica che fondò la città di Ancona. Allo sviluppo commerciale ha provveduto un altro industriale farmaceutico che ha acquisito la cantina cui ha fatto seguito la valorizzazione con la denominazione d’origine che ha consentito l’attuale sviluppo della DOC. Il periodo mezzadrile prevedeva la ripartizione delle uve tra proprietario e mezzadro e, di conseguenza, la vinificazione separata nelle rispettive abitazioni. Tecniche diverse e capacità differenti non permettevano di ottenere un prodotto di qualità. Questo arriva con il sostegno comunitario agli investimenti sui vigneti, sugli impianti di vinificazione e sulle strutture commerciali le quali, forti della denominazione, riescono a raggiungere un notevole sviluppo sul mercato interno e su quello internazionale. Un cenno va fatto anche all’attività vivaistica. Nel territorio operavano molti piccoli vivaisti con propri allevamenti di piante madri che hanno consentito di soddisfare la domanda in barbatelle innestate così che il rinnovo della viticoltura degli anni ’60 non subisse scompensi ed inquinamenti varietali. Poi il vivaismo ha assunto forme e valori di dimensione nazionale per cui la domanda è stata soddisfatta in disponibilità e sicurezza varietale. Il Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 11 agosto 1968.
- Tipicità -

AZIENDA AGRARIA TONELLI CORRADO Cantina: Zona Ind.le Papa Giovanni XXIII - 61045 Pergola (PU) Sede legale: Viale Dante 66/A - 61045 Pergola (Pesaro Urbino)

Perfetta la Scatola Confezione Regalo per inserire questo e tutti gli altri squisiti prodotti Marchigiani, per te o per chi vuoi tu.

La produzione di questo vero e proprio "nettare" da meditazione inizia a Giugno, quando da una varietà selvatica di Prunus Cerasus, pianta molto diffusa nelle colline delle campagne Pergolesi, dove cresce spontanea, viene raccolta la visciola. Tali frutti, raccolti a mano e subito portati in cantina, vengono opportunamente diraspati, puliti e immediatamente posti in infusione con il vino rosso locale dell’anno precedente (Montepulciano e Sangiovese) aggiungendo solamente zucchero. Dopo circa 4-5 mesi di fermentazione e successiva maturazione, il liquore è pronto per essere separato dalla parte solida e opportunamente filtrato. Ne scaturisce così un vino aromatizzato dal colore rosso rubino intenso, caratterizzato dal suo tipico bouquet fruttato con netto ed inconfondibile sentore di visciola. Materia prima: visciole coltivate nel territorio dei comuni della Vallesina (San Paolo di Jesi, Staffolo, Cupramontana, Maiolati Spontini, Montecarotto, Castelbellino, Monte Roberto, Castelplanio, Rosora, Poggio San Marcello), zucchero, mosto di uve rosse (marginalmente vengono usate anche uve bianche). Di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei all’olfatto presenta percezioni olfattive di visciola, confetture e frutta rossa molto matura. Al gusto in bocca trasmette sensazioni di notevole morbidezza pur conservando una discreta acidità, un'elevata persistenza gusto-olfattiva e retrogusto moderatamente amarognolo. Il vino di visciole in questa zona delle Marche viene prevalentemente utilizzato come vino per dolci (soprattutto pasticceria secca e i dolci tipici della tradizione natalizia e carnevalesca della Vallesina), abbinato anche al cioccolato oppure come bevanda da meditazione. Il vino di visciole si differenzia dal “Visner” poiché nella preparazione viene impiegato mosto in sostituzione del vino. Vino dolce, dal gusto corposo e armonico e dal retrogusto asciutto, piacevolmente amarognolo. Gradi: 14% vol. Ingredienti: Vino (60%), visciole (40%), zucchero. Prodotto in Italia Contiene solfiti Può essere consumato sia giovane che invecchiato, quando, pur mantenendo vive le sue note fruttate, diventa più complesso ed armonico. Sublime vino da dessert, è ottimo in abbinamento con tutti i dolci della tradizione marchigiana come gli anicini, il ciambellone, le ciambelle di mosto e con tutta la pasticceria secca. È anche un gradevolissimo nettare “da meditazione”. Si consiglia una temperatura di servizio di 10-12° C. Preparazione: La modalità di preparazione prevede la raccolta di visciole ben mature (10 kg) che verranno successivamente poste a macerare in un recipiente di vetro (damigiana) con l’aggiunta di 8-12 kg di zucchero. Le visciole restano a macerare a temperatura ambiente per tutto il periodo estivo fino all’epoca di vendemmia; durante questo periodo si deve effettuare un frequente rimescolamento dei frutti in macerazione (almeno una volta al giorno). Il prodotto così ottenuto viene aggiunto a 10-20 litri di mosto pulito di uve rosse (il quantitativo variabile di uve dipende dall’esigenza di avere un prodotto con gradazione alcolica uguale o inferiore al 14,5% vol.); si procede quindi con la fermentazione, che si protrae in maniera lenta per 2-3 mesi. Il processo fermentativo viene interrotto al raggiungimento del giusto equilibrio di amabilità. Terminata la fermentazione vengono separate le parti solide da quelle liquide, ed il prodotto filtrato è pronto per l’imbottigliamento. Il prodotto viene lasciato in affinamento in bottiglia per 2/3 mesi prima di essere commercializzato. Questo vino aromatizzato con visciole da diversi secoli è una produzione artigianale delle campagne della Vallesina. Ci sono ricette risalenti alla metà dell’Ottocento ed una etichetta “Vino di visciola” da Cupramontana del 1925 circa (Museo dell’etichetta,Cupramontana).
Un'OFFERTA da non perdere per festeggiare al meglio la festa di San Valentino... MENU': Abbiamo pensato ad un antipasto goloso con una delle tipicità più esclusive e famose delle Marche: Olive Ascolane del Piceno DOP A seguire un primo piatto speziato e "piccante" come doveroso per una serata romantica: Fettuccine al peperoncino. Per concludere, un dolce particolare, i Garibaldini: deliziose praline con un cuore aromatizzato al Varnelli (anice Speciale) dal sapore delicato che incontra il gusto di tutti, ricoperto dalla piacevolezza del cioccolato fondente. Il tutto accompagnato da un ottimo vino tinto di un romantico rosa: Rosè Velenosi IGT Uno dei prodotti Marchigiani più conosciuti: l'olio di Cartoceto, l’unico olio extravergine DOP (Denominazione di Origine Protetta) delle Marche; un riconoscimento meritato non solo per la sua storia ma anche per la sua particolare miscela di oli monovarietali pregiati quali la Raggiola, il Leccino e il Frantoio. Il risultato è un olio dalla struttura forte, dolce e ricco di aromi, il primo che si avverte è quello dell’erba appena tagliata, un fruttato molto intenso, il sapore è dolciastro e per alcuni tendente alla mandorla. Il valore di quest’olio extravergine è dato oltre che dalla qualità e dalla varietà delle olive, anche dal metodo di raccolta, una fase estremamente importante che se operata senza i giusti accorgimenti, potrebbe compromettere l’intera qualità del prodotto. Leggi altre informazioni e curiosità sull'olio di Cartoceto DOP nella sezione "CURIOSITÀ" La tipologia di bottiglia sarà quella disponibile al momento dell'ordine tra la "quadrata" e la "tonda".
Weight
DimensionsN/AN/AN/AN/AN/AN/A
Additional information
Quantità gr.

100 gr., 150 gr., 200 gr

Quantità ml

750 ml.

Quantità ml

500 ml., 750 ml.

Quantità ml

250 ml., 500 ml.

Quantità ml

700 ml.

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