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Rosso Conero DOC – Fattoria Le Terrazze

Rosso Conero DOC – Fattoria Le Terrazze

11.90

 – Tipicità –

Il Rosso Conero 2017 della Fattoria Le Terrazze è un vino rosso intenso e fruttato in quanto è ottenuto al 100% da uve Montepulciano, e grazie all’affinamento in legno per 15 mesi al palato è morbido ed elegante, con piacevoli sentori di frutti di bosco.

In stock

Descrizione

 – Tipicità –

Fattoria Le Terrazze
Via Musone, 4
60026 Numana, Ancona (Italy)

Per le sue caratteristiche questo Rosso Conero è perfetto in abbinamento con i primi con sughi di carne, il risotto alla salsiccia, i salumi e i formaggi in genere e la pasta ripiena condita con pomodoro o ragù.

ABBINAMENTI: carni bianche, carne alla griglia, piatti di mare, sushi.

CANTINA: Fattoria le Terrazze
ANNO: 2017
FORMATO: 75cl
GRADAZIONE ALCOLICA: 13%vol
DENOMINAZIONE: Rosso conero DOC
VITIGNO: Montepulciano 100% Vigne di proprietа site a Numana nel Parco del Conero a circa un chilometro dalla costa.
PROVENIENZA: Marche
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16/18°C
PRODOTTO IN ITALIA
Contiene solfiti

NOTE DI DEGUSTAZIONE: Colore rubino intenso con riflessi violacei che volgono al granato con l’invecchiamento. Profumo intenso e fruttato, tipico del Montepulciano. Sapore morbido ed elegante con sentori di frutti di bosco.
ALTRE INFORMAZIONI: La storia della Fattoria Le Terrazze inizia nel 1882 sulle colline di Numana, anno di costruzione dell’attuale cantina. Da fine Ottocento, la famiglia Terni produce e vinifica uve Montepulciano che, nella zona, trovano il proprio habitat naturale.
Oggi, Antonio e Georgina Terni, sotto la guida attenta dell’enologo Federico Curtaz, producono circa 90.000 bottiglie l’anno da vigneti che si estendono per circa sedici ettari.

L’AZIENDA
La storia della Fattoria Le Terrazze inizia nel 1882 sulle colline di Numana, anno di costruzione dell’attuale cantina. Da fine Ottocento, la famiglia Terni produce e vinifica uve Montepulciano che, nella zona, trovano il proprio habitat naturale. Oggi, Antonio e Georgina Terni, sotto la guida attenta dell’enologo Federico Curtaz, producono circa 90.000 bottiglie l’anno da vigneti che si estendono per circa sedici ettari. Il Conero è una zona particolarmente interessante per i vini rossi, non a caso il prodotto più rappresentavo dell’azienda è il Rosso Conero, disponibile nella versione DOC e nella riserva Sassi Neri DOCG.

SCOPRI STORIA E CURIOSITÀ SUL ROSSO CONERO DOC QUI

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750 ml.

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Lacrima di Morro D’alba DOC “Pignocco”

10.90

– Tipicità –

Sentori molto particolari, fruttati, di rosa rossa e viola.
Si evidenzia al palato un frutto rosso piacevolmente vinoso (sento- ri spiccati di rosa rossa), fresco con tannini dolci.

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Vernaccia di Serrapetrona DOCG – Dolce

15.90

 – Tipicità  –

La Vernaccia di Serrapetrona è un vino unico per la sua tipologia, uno spumante rosso, e per la sua tecnica di produzione. Prevede tre fermentazioni: la prima in vendemmia, la seconda dopo l’appassimento naturale delle uve selezionate allo scopo, la terza in autoclave, per la presa di spuma.
Il colore della Vernaccia di Serrapetrona va dal granato al rubino, perlage abbastanza sottile e persistente. Il profumo è aromatico e vinoso, ricorda la frutta rossa molto matura, le confetture e le spezie.

Un must Marchigiano da provare assolutamente!

Leggi in descrizione e nella nostra Pagina “CURIOSITÀ” altre informazioni sulla Vernaccia di Serrapetrona DOCG

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ImageRosso conero terrazze 2Ludi-Offida-DOCG-RossoQuerciantica-Lacrima-di-Morro-DOCFalerio-Velenosi-Falerio-DOCmajor Antica Moretta Fanesecreola Baldoni
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Description - Tipicità - Il Rosso Conero 2017 della Fattoria Le Terrazze è un vino rosso intenso e fruttato in quanto è ottenuto al 100% da uve Montepulciano, e grazie all'affinamento in legno per 15 mesi al palato è morbido ed elegante, con piacevoli sentori di frutti di bosco. - Tipicità - La Denominazione di Origine Controllata e Garantita «Offida» è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie: Pecorino, Passerina, Rosso.  - Tipicità - Il Lacrima è un vitigno autoctono marchigiano di origine antichissima: sembra infatti che già nel 1167 Federico Barbarossa abbia bevuto del vino prodotto da quest’uva quando dimorava nel castello di Morro d'Alba, durante l’assedio di Ancona. Leggi in descrizione alcune curiosità sul prodotto.  - Tipicità - Leggermente acidulo, secco e sapido il Falerio dei Colli Ascolani è un vino che gode di buona beva. Nel bicchiere si presenta giallo paglierino tenue, dai riflessi verdolini, trasparente quasi cristallino. Gradevole dal punto di vista olfattivo, con profumi tenui che ricordano molto le mele verdi non mature e fiori di prato. Nei vini in cui la Passerina è in percentuale maggiore si sente di più l'aromaticità del vitigno a scapito della freschezza.
– Tipicità –
E’ la tipica bevanda dei Marinai di Fano (PU) nata dalla tradizione di scaldarsi nelle giornate in altura, ed è conosciuta come “Moretta Fanese”, ormai nota ed apprezzata in ogni parte d’Italia. Leggi in descrizione la sua preparazione, alcune curiosità e gli ingredienti.
E’ il prodotto che identifica maggiormente il nome dell’azienda Baldoni. Molteplici sono i suoi impieghi, tutti da provare! Vedi alcuni esempi in Descrizione
Content - Tipicità -

Fattoria Le Terrazze Via Musone, 4 60026 Numana, Ancona (Italy)

Per le sue caratteristiche questo Rosso Conero è perfetto in abbinamento con i primi con sughi di carne, il risotto alla salsiccia, i salumi e i formaggi in genere e la pasta ripiena condita con pomodoro o ragù. ABBINAMENTI: carni bianche, carne alla griglia, piatti di mare, sushi. CANTINA: Fattoria le Terrazze ANNO: 2017 FORMATO: 75cl GRADAZIONE ALCOLICA: 13%vol DENOMINAZIONE: Rosso conero DOC VITIGNO: Montepulciano 100% Vigne di proprietа site a Numana nel Parco del Conero a circa un chilometro dalla costa. PROVENIENZA: Marche TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16/18°C PRODOTTO IN ITALIA Contiene solfiti NOTE DI DEGUSTAZIONE: Colore rubino intenso con riflessi violacei che volgono al granato con l'invecchiamento. Profumo intenso e fruttato, tipico del Montepulciano. Sapore morbido ed elegante con sentori di frutti di bosco. ALTRE INFORMAZIONI: La storia della Fattoria Le Terrazze inizia nel 1882 sulle colline di Numana, anno di costruzione dell’attuale cantina. Da fine Ottocento, la famiglia Terni produce e vinifica uve Montepulciano che, nella zona, trovano il proprio habitat naturale. Oggi, Antonio e Georgina Terni, sotto la guida attenta dell’enologo Federico Curtaz, producono circa 90.000 bottiglie l’anno da vigneti che si estendono per circa sedici ettari. L’AZIENDA La storia della Fattoria Le Terrazze inizia nel 1882 sulle colline di Numana, anno di costruzione dell’attuale cantina. Da fine Ottocento, la famiglia Terni produce e vinifica uve Montepulciano che, nella zona, trovano il proprio habitat naturale. Oggi, Antonio e Georgina Terni, sotto la guida attenta dell’enologo Federico Curtaz, producono circa 90.000 bottiglie l’anno da vigneti che si estendono per circa sedici ettari. Il Conero è una zona particolarmente interessante per i vini rossi, non a caso il prodotto più rappresentavo dell’azienda è il Rosso Conero, disponibile nella versione DOC e nella riserva Sassi Neri DOCG. SCOPRI STORIA E CURIOSITÀ SUL ROSSO CONERO DOC QUI
 - Tipicità - La zona geografica che delimita la DOCG Offida ricade nella parte sud della regione Marche a cavallo tra le province di Ascoli Piceno e Fermo, e comprende un’area che va dalla zona litoranea sino ad arrivare ad una media alta collina. La Zona di Produzione del Vino DOCG Offida è localizzata come segue: la tipologia Offida Rosso riguarda la provincia di Ascoli Piceno e comprende il territorio dei comuni di Ripatransone, Offida, Acquaviva Picena, Castorano, Castel di lama, Cossignano, Appignano del Tronto e, in parte, il territorio dei comuni di Ascoli Piceno, Colli del Tronto, Spinetoli, Monsampolo del Tronto, Grottammare, Massignano, Carassai, Montefiore dell'Aso, Montalto Marche, Castignano, Monteprandone e San Benedetto del Tronto. VENDEMMIA Metà di Ottobre. A mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. FERMENTAZIONE Dopo la diraspatura le uve vengono convogliate in fermentini in acciaio da 100 Hl, muniti di sistemi di rimontaggi e controllo della temperatura. La macerazione sulle bucce dura circa 28 giorni. Dopo la fermentazione il vino viene posto in barrique nuove, da noi personalmente selezionate, provenienti da varie tonnellerie artigianali francesi, per circa 18 mesi. Le diverse tipologie di vino vengono tenute separate fino al momento dell’assemblaggio, che avviene dopo un’accurata selezione dei prodotti in barrique.
COLORE Rosso rubino intenso, vivo e lucente. OLFATTO I profumi sono profondi e persistenti e scoprono al naso aromi precisi di frutta carnosa, di more in particolare, assieme a note di liquirizia e grafite. Leggeri sentori balsamici completano il quadro aromatico di grande complessità e persistenza. GUSTO In bocca è austero ed elegante, di forte impatto e di grande progressione gustativa, dal carattere fermo e deciso segnato da tannini finissimi, morbidi e rotondi.
RACCONTA IL PRODUTTORE: Ludi, nato come un gioco e il suo nome ne è la conferma. Perché non bisogna mai dimenticare lo stretto legame che esiste tra vino, piacevolezza, gioiosità; tutto ovviamente realizzato con la massima serietà. Con il Ludi ci siamo messi in gioco...non è un punto di arrivo, bensì un punto di partenza. Gradi: 14,5% vol. Anno: 2017 Prodotto in Italia Contiene solfiti
Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà situati nei comuni di Offida e Castel di Lama. Altitudine: 200-250 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Prevalentemente argilloso, tendenzialmente calcareo. Uvaggio: Montepulciano 50% Cabernet Sauvignon 30% Merlot 20 Sistema di allevamento: Cordone speronato Densità D’impianto: 5.000 Ceppi per ettaro. Resa per ceppo: 1,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 1998 ABBINAMENTI: Il Pecorino può abbinarsi a zuppe di pesce, brodetto, sarde alla marchigiana. Il Passerina si offre per gustosi abbinamenti con molluschi, crostacei e zuppe di pesce ma anche con la parmigiana di cardi. Il Rosso richiede abbinamenti a primi piatti con salse ricche e secondi piatti a base di carni sia rosse che bianche, ma soprattutto con formaggi e salumi caratteristici quali la Casciotta di Urbino, il Formaggio di Fossa, il Prosciutto di Carpegna e i salami.
PREMI & RICONOSCIMENTI

Luca Maroni 2020 - 98 PUNTI

Slow Wine 2020 - GRANDE VINO

Luca Maroni 2020 - 98 PUNTI

Gambero Rosso 2020 - DUE BICCHIERI

Veronelli Guide 2020 - 3 STELLE

Veronelli Guide 2020 - 3 STELLE

London Wine Competition 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

CWSA Best Value 2020 - MEDAGLIA D’ORO

London Wine Competition 2020 - MEDAGLIA DI BRONZO

Vinous - 92 PUNTI

Daniele Cernilli Guide 2019 - 94 PUNTI

Merano Wine Festival 2019 - Wine Hunter AWARD 89,99/100

Veronelli Guide 2019 - 3 STELLE SUPER

Awc Vienna 2018 - MEDAGLIA D’ORO

Luca Maroni 2019 - 98 PUNTI

Gambero Rosso 2019 - DUE BICCHIERI

International Wine Challenge 2019 - MEDAGLIA DI BRONZO

CWSA Best Value 2019 - DOPPIA MEDAGLIA D’ORO

Vitae La Guida Vini 2019 - 4 VIT

Berlin International Wine Competition 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Dwwa 2019 - MEDAGLIA DI BRONZO

Cathay Pacific Hong Kong International Wine and Spirit Competition 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Marche in the glass Guide 2019 - ECCELLENZA 2019

Wine Advocate, Monica Larner - 91 PUNTI

San Francisco international Wine Competition 2018 - MEDAGLIA DI BRONZO


CURIOSITA': Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOCG Offida prevedono, tra l'altro, che: - La resa massima dell'uva in vino per tutte e 3 tipologie di vino Offida: Pecorino, Passerina e Rosso, deve essere non superiore al 70%. Qualora la resa uva/vino superi detto limite ma non il 75%, l'eccedenza non ha diritto alla denominazione di origine controllata e garantita. Oltre il 75% decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutta la partita. - Le pratiche enologiche sono quelle tradizionali della zona per la vinificazione in bianco; per i vini rossi, oltre alle tradizionali pratiche di vinificazione dei vini rossi tranquilli, essendo l’Offida Rosso un vino strutturato di ampio corpo e molto longevo, l’elaborazione comporta un periodo di invecchiamento obbligatorio di 24 mesi di cui 12 mesi in legno e di ulteriori 3 mesi di affinamento in bottiglia. Con l’utilizzo della DOCG Offida i Produttori Vinicoli Marchigiani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione. La millenaria storia vitivinicola del Piceno, territorio di coltivazione dei vitigni della DOCG Offida, che va dall’epoca dei Piceni fino ad oggi, attestata da numerosi documenti e reperti, si sostanzia nella costante interazione dell’uomo con il territorio, nelle tradizionali tecniche di coltivazioni della vite e delle tecniche enologiche, tramandate da generazioni di contadini che con il passare del tempo si sono sempre più evolute ed affinate, fino a dare come risultato i vini Offida DOCG. Nell’epoca medioevale i prodotti dei campi riuscivano a malapena a sfamare i pochi abitanti dei piccoli borghi; nell’etá dei Comuni anche nel piceno le condizioni di vita migliorarono, con un conseguente aumento dei consumi. La vite riprese un ruolo significativo nell’economia rurale e nella societá anche perché il vino cessó di essere una bevanda solo liturgica, o comunque di esclusivo appannaggio del clero e dei nobili, ed entró nelle abitudini di una più vasta comunitá di persone. Durante il periodo della mezzadria la vite era coltivata in arativi vitati che permettevano nuovi equilibri economici, seppure a costo di un maggiore sfruttamento dei suoli. In quel periodo il vino era considerato un alimento. Negli anni del passaggio dallo Stato Pontificio al Regno d’Italia, verso il 1890 giunse nel Piceno la Fillosera, mentre dieci anni prima era giunta la Peronospora, entrambe importate dall’America e i due parassiti si aggiunsero all’Oidio giá segnalato prima. Per la viticoltura Picena fu un colpo devastante. Mentre l’Oidio si riusciva a contenerlo con lo zolfo, per entrambi gli altri due parassiti dovettero passare diversi anni prima che fossero trovati i giusti rimedi, soprattutto per la fillossera. La soluzione per combattere il parassita venne trovata dopo circa quarant’anni, con l’impiego dei portinnesti di vite americana; fu proprio in questo periodo che nelle Marche nacquero le Cattedre Ambulanti di Agricoltura, che svolsero un ruolo importantissimo nel miglioramento delle tecniche di coltivazione e nel rinnovamento degli impianti viticoli e delle tecniche enologiche. Dopo la prima guerra mondiale, con la nascita dei nuovi movimenti sociali, si formarono le prime leghe contadine ed i proprietari si impegnarono a migliorare la produttività dei fondi, con una seppur lenta introduzione di nuove tecnologie che accrescessero i redditi delle famiglie contadine, quali i perticari con gli aratri in ferro, le prime trattrici, l’impiego di fertilizzanti minerali etc. Ai primi successi si reagì con la frammentazione dei poderi e con la riduzione delle superfici degli stessi, nei quali tutta la famiglia contadina lavorava, dai bimbi alle madri feconde. É in quegli anni che iniziò la trasformazione della viticoltura Picena, nonostante la diminuzione delle superfici totali, con il passaggio da promiscua a specializzata. Con la fine della mezzadria nel Piceno vennero alla ribalta nuove figure di proprietari che accorpando più poderi dettero vita ad aziende a conduzione diretta. Alla fine degli anni ‘80 si accresce l’interesse per i vitigni di antica coltivazione di questa area, Pecorino, Passerina e Montepuliciano, che per iniziativa di alcuni viticoltori lungimiranti della zona vennero studiati, piantati, coltivati con il risultato di dare origine a dei vini unici, apprezzati sia in Italia che all’estero. Su di essi iniziarono allora progetti di divulgazione e promozione che sfociarono nel 2001 nell’istituzione della DOC Offida. Negli anni successivi visti i successi nel campo commerciale, e per rispondere alle esigenze dei produttori di migliorare sempre più le tecniche di coltivazione, Vinea, un’associazione di produttori viticoli, promosse in collaborazione con l’Universitá di Milano uno studio di zonazione dell’area dove vennero studiate le interazioni dei tre vitigni con l’ambiente e con i fattori umani per valutare la vocazionalità dei vitigni suddetti all’ambiente di coltivazione del Piceno. Sull’onda dei risultati di questo studio e sui sempre maggiori apprezzamenti e riconoscimenti sia a livello nazionale sia internazionale dei vini Offida, nel 2010 è iniziato l’iter per chiedere il riconoscimento della DOCG, che puntualmente é arrivato con DM del 15 giugno 2011.
- Tipicità - Il Lacrima di Morro d'Alba, chiamato anche Lacrima di Morro, è un vino rosso DOC marchigiano la cui produzione è consentita unicamente in Provincia di Ancona nella zona di Morro d'Alba e comprende il territorio dei comuni di Morro d'Alba, Monte S. Vito, S. Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia. Viene commercializzato prevalentemente nelle tre versioni riconosciute dal disciplinare di produzione ("Base", "Superiore" e "Passito") ed è ottenuto utilizzando l’antica varietà di uva nera locale detta Lacrima. Vendemmia: Generalmente alla metà di Settembre. Raccolte in piccoli contenitori, le uve vengono inviate in azienda dove, dopo un'attenta ed ulteriore selezione, vengono vinificate. Fermentazione: Dopo la diraspatura le uve vengono convogliate in fermentini in acciaio, dove fermentano a temperatura controllata. La macerazione sulle bucce dura per circa 20 giorni, durante i quali i rimontaggi sono giornalieri e quasi esclusivamente chiusi per preservare al massimo i profumi fruttati e floreali caratteristici di questo vitigno. Gradi: 13% vol. Anno: 2019 Prodotto in Italia Contiene solfiti Vista: Rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Olfatto: Corredo aromatico di singolare ricchezza. Intenso, piacevolmente fruttato di fragole e marasche e floreale di violetta e boccioli di rosa. Gusto: In bocca si presenta morbido, leggermente tannico, dai lievi sentori erbacei, in perfetta armonia con le sensazioni olfattive. Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà nel comune di San Marcello (AN) Altitudine: 100 - 150 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Prevalentemente argilloso. Vitigno: Lacrima di Morro d'Alba in purezza Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Potatura: Cordone Speronato Resa Per Ha E Per Ceppo: 110 Q.Li / 2 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2007 Abbinamenti: Tipico vino autunnale (tradizionalmente consumato nella regione d’origine come novello durante il periodo natalizio) o tardo-estivo (per l’invecchiato di un anno o più), il Lacrima si serve a 16-18 °C e si abbina con specialità locali come salumi (salame tipo "Fabriano", ciarimboli o salsicce di fegato), primi piatti "rossi" (come Fettuccine o Maccheroncini di Campofilone al ragù marchigiano o di selvaggina) e piatti a base di carni bianche (pollame, tacchino, coniglio ecc...), ma anche accostato ad alcuni primi e antipasti marinati (pescato azzurro, stoccafisso) o con il famoso brodetto di pesce all'anconetana. La versione passita è ottima per accompagnare formaggi stagionati, erborinati, marmellate rosse, cioccolato fondente ed anche pasticceria secca. Il Lacrima di Morro d’Alba è comunque ottimo sia come vino da pasto (per tutti i giorni) sia per occasioni speciali (aperitivi, ricorrenze). Per poterne apprezzare al meglio le qualità va servito in un calice di vetro liscio e sferico, trasparente, di media grandezza e con lungo stelo. I prodotti Tipici sopra citati sono presenti nel nostro Market.
  L'origine del nome di questo vino è assai antica ed è collegata a quello della pianta e del territorio da cui proviene. La prima parte del vocabolo, unica nel suo genere, deriva dalla caratteristica del vitigno Lacrima di emettere goccioline di succo dagli acini maturi: questa uva nera è infatti dotata di buccia spessa ma estremamente delicata, assai soggetta a spaccature durante le ultime fasi di maturazione del grappolo, specie se caratterizzate da piogge abbondanti. Le piccole gocce (lacrime) che escono dalle fenditure dei chicchi danno appunto il nome Lacrima, mentre (di) Morro d'Alba è il sostantivo del più importante comune di coltivazione di tale varietà e richiama il luogo d'origine e produzione: "Morro" deriva dalla parola pre-romana “murr” o “moor” e significa "altura", "roccia", "cumulo" o "mora" di sassi (affermatosi poi durante il medioevo come nome del borgo); mentre il termine "Alba" (aggiunto nel 1862 al nome dell'abitato per evitare confusioni con altre località del Regno d'Italia) richiama il sorgere del sole e vuol dire "verso est". Quest'ultimo epiteto indicava in passato la zona geografica che separava i contado medievali di Jesi e Senigallia, situata appunto nella parte nord-orientale della provincia di Ancona. Morro d'Alba significherebbe quindi "campo sassoso ad est". Secondo una versione alternativa, ma meno utilizzata, il termine "Morro" deriverebbe invece da Mauro Sabba, re dei Mori (un gruppo di pirati saraceni) che nell'anno 848 invase e razziò le Marche; oppure dal termine “El Murro”, che nella lingua saracena significherebbe “Il Castello”. Il vitigno Lacrima, presente solamente nell'anconetano e recuperato pochi decenni fa nel Comune di Morro d'Alba, è conosciuto da tempi remoti: la prima citazione storica riguardante l'uva e i vini di questo territorio l'abbiamo infatti grazie a Federico Barbarossa, che nel 1167 durante l'assedio di Ancona scelse le mura di Morro e del suo castello come dimora e riparo. Gli abitanti del paese furono costretti a cedere all'imperatore le cose a loro più care, tra cui il vino di Lacrima che tanto piacque al monarca. Documenti più moderni riguardo a questo vitigno sono rinvenibili a partire dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, dove viene attribuito alle Marche, anche se le sue precise origini rimangono sconosciute. I primi riferimenti precisi appaiono nel volume “La esposizione ampelografica marchigiana-abruzzese tenuta in Ancona il settembre 1872 e studi sulla vite e sul vino della provincia anconitana” pubblicato nel 1873, dove la Lacrima e il suo vino vengono analizzati in laboratorio per la prima volta e descritti accuratamente. In queste pagine sono riportate le prime rappresentazioni dettagliate dei diversi organi della pianta, delle fasi fenologiche e della suscettibilità ai patogeni, oltre che un ottimo giudizio sulla bevanda alcolica da lei ottenuta. Altre citazioni le ritroviamo nei Bollettini Ampelografici dell’800 e in particolare nel primo volume di "Ampelografia italiana", pubblicato a Torino nel 1879 a cura del Comitato Ampelografico Centrale. Qui vengono elencate le tre varietà di vite più importanti delle Marche e una di queste è appunto la Lacrima, la cui descrizione biologica corrisponde perfettamente a quella odierna, anche se non concorda con quella inserita dal Gallesio nella sua “Pomona italiana”, né corrisponde ad altre uve che portarono lo stesso nome e che erano un tempo diffuse nelle aree meridionali del nostro paese. Questo vitigno, una volta assai più coltivato in tutto il centro-sud adriatico (dalla Romagna, Toscana e Umbria fino a Puglia e Campania), rischiò seriamente l'estinzione durante gli anni '70 e '80, espiantato e sostituito progressivamente da moderne cultivar più resistenti e produttive ma spesso di minor qualità. Uno dei fattori che ne determinò la progressiva scomparsa fu la precocità di germogliamento primaverile, che esponeva le tenere gemme appena schiuse al possibile gelo tardivo di fine inverno. Quest'antica varietà fu recuperata su meno di 10 ha di vigneto residuo rimasto ubicato nelle zone di Morro d'Alba e si salvò unicamente grazie ad alcuni viticoltori marchigiani, che dopo aver fatto istituire la DOC nel 1985 (primo anno del rilancio) ripresero a dedicarsi a questa particolare uva nera. In passato il suo mosto era utilizzato come aromatizzante e miglioratore per tagliare altri vini rossi, mentre oggi viene vinificato e commercializzato in purezza. A seguito del rinnovato interesse troviamo attivo sul territorio di coltivazione, a partire dal 1993, il "Consorzio di Tutela della Lacrima di Morro d'Alba doc" (ist. con Legge N°164/92) i cui soci sono i produttori e gli imbottigliatori di uva Lacrima e di vino Lacrima di Morro d'Alba, che ritroviamo solitamente come realtà aziendali medio-piccole. Lo scopo di tale associazione, che si rifà ai dettami del disciplinare di produzione della denominazione, comprende le attività di tutela, valorizzazione, promozione e commercializzazione, oltre che produzione e controllo, del vitigno, dei suoi frutti e del suo vino. Oggi il Lacrima di Morro d'Alba è uno dei più importanti e ricercati vini rossi delle Marche (anche a livello internazionale) e la sua cultivar omonima è salvaguardata come parte irrinunciabile del patrimonio vitivinicolo italiano.
Premi & Riconoscimenti

CHINA AWARDS 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

CWSA Best Value 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

TEXSOM 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Sakura Japan Women’s Wine Award 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Dawa 2018 - MEDAGLIA DI BRONZO

Luca Maroni 2019 - 94 PUNTI

Gambero Rosso 2019 - 2 BICCHIERI

Veronelli Guide 2019 - 2 STELLE

CWSA Best Value 2019 - MEDAGLIA D’ORO

DAWA 2017 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Luca Maroni 2018 - 92 PUNTI

Sommelier Wine Challenge 2017 - MEDAGLIA D’ARGENTO

San Francisco International Wine Competition 2017 - MEDAGLIA D’ORO

Wine Luxe International Awards 2017 Hong Kong - MEDAGLIA D’ARGENTO

International wine challenge 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Sakura Japan Women’s Wine Award 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Wine Spectator - 88 PUNTI

- Tipicità -

Leggermente acidulo, secco e sapido il Falerio dei Colli Ascolani è un vino che gode di buona beva. Nel bicchiere si presenta giallo paglierino tenue, dai riflessi verdolini, trasparente quasi cristallino. Gradevole dal punto di vista olfattivo, con profumi tenui che ricordano molto le mele verdi non mature e fiori di prato. Nei vini in cui la Passerina è in percentuale maggiore si sente di più l'aromaticità del vitigno a scapito della freschezza. Vista: Giallo paglierino brillante Olfatto: Delicate note floreali di biancospino con note fruttate agrumate e di frutti bianchi. Gusto: Freschezza e sapidità richiamano le note floreali e fruttate per un sorso piacevole, di grande scorrevolezza e buona persistenza. Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà situati nella zona di Ascoli Piceno. Altitudine: 200 M S.L.M. Tipologia Del Terreno: Medio Impasto Tendente Al Sabbioso. Uvaggio: Trebbiano 50%; Passerina 30%; Pecorino 20% Sistema di allevamento: Guyot Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Vendemmia: metà settembre Fermentazione: Fermentazione in vasche d’acciaio a temperatura controllata, per circa 10 giorni. Affinamento in acciaio. Resa per ceppo: 2,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 1984. Gradi: 13% vol. Anno: 2019 Prodotto in Italia Contiene solfiti Il Falerio è un vino DOC la cui produzione è consentita in tutta la provincia di Ascoli Piceno e in una piccola parte della provincia di Fermo, con esclusione dei vigneti coltivati sopra i 700 metri s.l.m. Il suo nome deriva da Falerio Picenus (Falerone), località al centro della provincia di Fermo e dal soprastante Mons Falarinus. Il Falerio può essere prodotto in due tipologie: Falerio (Trebbiano toscano 20-50%, Passerina 10-30%, Pecorino 10-30%) e Falerio Pecorino (Pecorino minimo 85%). Negli uvaggi del Falerio dei Colli Ascolani possono concorrere Trebbiano toscano al 20-50%, Passerina al 10-30%, Pecorino al 10-30% , più altri a bacca bianca ammessi alla coltivazione all'interno della Regione Marche. Abbinamenti: Cene a base di pesce. Grazie alla sua freschezza il Falerio dei Colli Ascolani è un ottimo aperitivo, da abbinare con molluschi, crostacei, antipasti a base di pesce e con le locali olive all'ascolana (Prodotto Tradizionale Tipico che puoi trovare nel nostro Market) . Se la vendemmia non è stata eccessivamente precoce, la morbidezza permette di accompagnare il Falerio dei Colli Ascolani anche con animali di bassa corte cucinati con cotture leggere. Generalmente da consumare entro il primo anno di vita. Il Falerio dei Colli Ascolani va servito in bicchieri a tulipano svasati alla temperatura di 8-10 °C.

MAJOR DISTILLERIE

Strada Fontetta, 2 61043 Cagli (PU) P.Iva 02408260418

 - Tipicità -

Diventata "Prodotto Agroalimentare Tradizionale", è entrata nel 2001 a far parte dei cocktail ufficiali AIBES (Associazione Italiana Barman e Associati). Ideale tutto l'anno come fine pasto al posto del classico caffè o del caffè corretto; ottimo per scaldarsi nelle fredde giornate invernali. La Moretta va consumata caldissima, momento in cui le sue proprietà organolettiche raggiungono il massimo livello di piacevolezza.
Bottiglia da 0,7 lt. - già zuccherata Gradazione: 25% vol. Ingredienti: vedi immagine allegata Origine: Italia N.B. : La Moretta potrebbe essere "Major distillerie" o "Marasco liquori" a seconda della disponibilità. Qualità e sapere sono i medesimi. La Moretta fanese nasce in tempi lontani e non definiti. E' originaria delle Marche e più precisamente di Fano (PU) per merito dei marinai e pescatori fanesi. Non si conosce la data precisa di nascita, dovrebbe risalire ai primi decenni del‘900 quando la povertà dilagava. Niente sprechi in quei tempi: marinai e pescatori erano soliti scaldarsi con del caffè corretto usando rimasugli di liquori avanzati che venivano mescolati assieme con il caffè. Da qui nacque la ricetta portata fino ai giorni nostri. Il suo nome deriva - probabilmente - dal fatto che in quegli anni ('50/'60) la maggior parte dei rum avesse etichette che riportavano immagini di donne di colore (Muréta, in dialetto Fanese); e nella preparazione della Moretta che giunge ad oggi è infatti immancabile il Rum Fantasia Creola-Baldoni (presente anch'esso nel nostro Market),  che ancora oggi riporta nella sua etichetta una gradevolissima immagine di donna dalle chiare origini del centro-America. Provate anche le Ciambelline alla Moretta e la Torta alla Moretta. PREPARAZIONE A CASA: La Moretta si prepara riscaldando in un pentolino la Moretta con l’aggiunta di una scorzetta di limone. Versare poi il preparato (compressa la scorretta di limone) in un bicchiere di vetro - meglio se precedentemente riscaldato - e aggiungere il caffè preparato dalla moka o cialde, facendo particolare attenzione a creare la tipica stratificazione (il giallo del liquore, il nero del caffè e la bruna schiuma dell’espresso). Per ottenere questo risultato, il segreto è tenere inclinata la tazzina al momento della discesa del caffè! PREPARAZIONE AL BAR: Al bar quello che serve è una macchina espresso: con il beccuccio del vapore si scalda la miscela insieme alla scorza di limone direttamente nel bicchiere di vetro (no tazzina in ceramica, mi raccomando!); quando il preparato è ben caldo, si fa scendere il caffè espresso sul lato interno del bicchiere, facendolo “adagiare” sopra il mix alcolico in modo da ottenere la stratificazione dei componenti. INGREDIENTI: 1/4 Anice, 1/4 Brandy, 1/4 Rum, 1/4 caffè, Alcool idrato, zucchero, aromi, caramello E 150d. Bottiglia in vetro da 0,7 lt. Gradi: 25% Intorno alle dosi precise del mix dei tre liquori costitutivi della Moretta (rum, anice, brandy) c’è del mistero: molti ristoranti fanesi hanno la propria ricetta che custodiscono gelosamente, ognuno per difendere l’eccellenza del proprio prodotto; prodotti che in sostanza differiscono gli uni dagli altri nell’utilizzo di poche gocce di un liquore in più o in meno oppure nella scelta degli stessi prodotti di una diversa marca. CURIOSITA':
  • La Moretta compare nel Menu Ufficiale della cena di Papa Giovanni Paolo II con i pescatori fanesi, timbrato dal comune di Fano e con la descrizione della Moretta in latino.
  • Ricetta della Moretta definita dall’AIBES e pubblicata sul “Il dizionario dei cocktails” 2001, editore A.I.B.E.S. promotion s.r.l.
  • Guinness World Record della Moretta più grande del mondo, da 1600 litri, a Fano nel 2004.LEGGETE DI PI§ NELLA NOSTRA PAGINA "CURIOSITÀ"

    A typical traditional sailors drink, originated from Fano where it is used to spice up expresso coffee (preferred to the traditional expresso). The “Moretta” is an excellent drink made from a mixture of aniseed, moretto and brandy, in approximately equal parts but can vary according to personal recipes. Its preparation requires it being heated with or without sugar (depending on the preparation used) and lemon peel. It has an intense bat pleasant flavour and aroma.
Molteplici i suoi usi:
  • nel caffè per esaltarne e rafforzarne il gusto;
  • sul gelato  per una sferzata di energia;
  • usato come punch caldo nel periodo invernale;
  • aggiunto alla cola per una bevanda esotica ed irresistibile;
  • coadiuvante aromatico nella preparazione di dolci friabili e cremosi;
  • nella preparazione di frutta spiritosa.
Gradazione alcolica: 40% vol. Bottiglia da 1 lt Ingredienti: acqua, alcol, aromi, rum puro, caramello Origine: italia
Weight
DimensionsN/AN/AN/AN/AN/AN/A
Additional information
Quantità ml

750 ml.

Quantità ml

750 ml.

Quantità ml

750 ml.

Quantità ml

750 ml.

Quantità ml

700 ml.

Quantità ml

500 ml., 1 lt.

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