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Vernaccia di Serrapetrona DOCG – Dolce

Vernaccia di Serrapetrona DOCG – Dolce

15.90

 – Tipicità  –

La Vernaccia di Serrapetrona è un vino unico per la sua tipologia, uno spumante rosso, e per la sua tecnica di produzione. Prevede tre fermentazioni: la prima in vendemmia, la seconda dopo l’appassimento naturale delle uve selezionate allo scopo, la terza in autoclave, per la presa di spuma.
Il colore della Vernaccia di Serrapetrona va dal granato al rubino, perlage abbastanza sottile e persistente. Il profumo è aromatico e vinoso, ricorda la frutta rossa molto matura, le confetture e le spezie.

Un must Marchigiano da provare assolutamente!

Leggi in descrizione e nella nostra Pagina “CURIOSITÀ” altre informazioni sulla Vernaccia di Serrapetrona DOCG

In stock

Descrizione

 – Tipicità  – 

Quacquarini Azienda Vitivinicola e Dolciaria
Via Colli, 1
62020 Serrapetrona (MC)

Vernaccia di Serrapetrona DOCG
DOLCE:

VIGNETI Località Cese, Località Colli
UVAGGIO Vernaccia nera 100%
GRADAZIONE ALCOLICA 12,5% vol.
PERCENTUALE DI UVE APPASSITE 60%
TEMPI DI PRESA DI SPUMA 7/8 mesi
PROFILO SENSORIALE Colore rosso rubino vivace. Perlage ricco, persistente, molto gioioso. Profumi da aromi primari tipici del vitigno, in bocca molto corposo, sapido, rotondo fino al dolce, morbido e lungo, dal retrogusto gradevolmente amarognolo.
Anno: 2020
Prodotto in Italia
Contiene solfiti

ABBINAMENTI
Ideale per dolci a pasta secca, ottimo spumante da meditazione.
TEMPERATURA DI SERVIZIO 8° – 10° C


Serrapetrona è un paesino dell’entroterra maceratese, nel cuore dell’Italia centrale, dove la montagna ha conservato le proprie origini: il freddo pungente dell’inverno e il clima mediterraneo dell’estate hanno preservato una natura in perfetto equilibrio con l’uomo. È questa la terra d’origine della “Vernaccia di Serrapetrona DOCG”.

SERRAPETRONA:
Serrapetrona è un paesino dell’entroterra maceratese, nel cuore dell’Italia centrale, dove la montagna ha conservato le proprie origini: il freddo pungente dell’inverno e il clima mediterraneo dell’estate hanno preservato una natura in perfetto equilibrio con l’uomo. È questa la terra d’origine della “Vernaccia di Serrapetrona DOCG”.
Il paese si erge in posizione assolata a 500 mt di altezza tra le colline e le montagne dell’alto maceratese. Capoluogo di comune e piccolo centro agricolo specializzato nella coltivazione di vini pregiati è situato sulla strada che unisce la Valle del Potenza con quella del Chienti snodandosi sulle colline ricche di uliveti, vigneti e macchie di vegetazione. L’economia serrapetronese si è sempre sostenuta sui prodotti della terra, sul taglio dei boschi, sulla produzione del carbone, sulla pastorizia e sull’allevamento del baco da seta. Sono motivo di richiamo le numerose proprietà curative delle acque leggerissime, che sgorgano dalle antiche fontane del paese.

Abitata fin dall’Età del ferro vive per il passaggio prima dei Piceni, poi dei Romani e infine dei Longobardi. Lo stemma del Comune indica chiaramente che la fortificazione fu edificata per serrare l’antichissima strada montana per Camerino. Per avere notizie certe dell’abitato di Serrapetrona bisogna comunque attendere ancora 400 anni, è infatti in un documento del 1132 che appare il nome di “Serra”. Risalgono a questo periodo la Cinta Muraria, il Palazzo Del Feudatario Petronio e la Chiesa di S. Clemente. Alla seconda Cinta Muraria del XIV sec. appartengono la Porta Arcata, le Mura con le feritoie e la strada coperta con la caratteristica loggetta.

La vita politica dei suoi abitanti fu regolata dagli statuti dei quali ammiriamo un’unica raccolta risalente al 1473 custodita nell’archivio comunale. Assoggettata prima alla Signoria dei Varano di Camerino passò poi alle dipendenze della Sede Apostolica fino al 1861 quando entrò a far parte del Regno d’Italia.
La viticultura a Serrapetrona ha storia secolare avvantaggiata dal clima e dal terreno ricco di sostanze nutritive. Nel secolo scorso tutta la zona si distingueva per la qualità dei suoi vini, ma è da 70 anni che il suo nome è legato con la vernaccia. Diverse case vinicole puntando sulla qualità, infatti coltivano, producono e commerciano vernaccia D.O.C.G. Numerose sono le cantine, gli agriturismi e i ristoranti tipici che sorgono sia nelle vicinanze del rinomato Lago di Caccamo che nell’entroterra comunale di Serrapatrona nei quali si possono gustare specialità locali e godere della tranquillità dei paesaggi.

LA VERNACCIA DI SERRAPETRONA DOCG:
La Vernaccia di Serrapetrona Docg viene prodotta utilizzando il nobile vitigno Vernaccia Nera. I vigneti sono piccoli e poco rigogliosi nella vegetazione e nel numero dei grappoli, tanto che la loro produzione mediamente si aggira intorno agli 80 ql. per ettaro. Nell’azienda Alberto Quacquarini vengono vinificate solo le uve coltivate in proprio. La caratteristica peculiare di questo vino risiede nel particolare metodo di vinificazione; è infatti l’unico spumante rosso Docg a subire ben tre diverse e successive fermentazioni.

IL METODO DI VINIFICAZIONE:
La nobilitazione degli acini avviene soprattutto nei locali di appassimento dove vengono appesi i grappoli e lasciati appassire per 3 mesi. È solo da gennaio che si fa la nuova vendemmia dell’uva passita naturalmente: il mosto è rosso rubino infuocato, dolce e denso come il miele. Viene versato e fermentato nel vino di ottobre abbinando così la freschezza della recente vendemmia alla ricchezza dei grappoli appassiti. Il nuovo vino, maturato nelle fresche cantine, viene fatto fermentare ancora per la spumantizzazione. È così che iI vino spumante si arricchisce degli ultimi preziosi e determinanti aromi racchiuden do una complessità aromatica, l’eleganza di un fine perlage d’élite internazionale e un sapore netto e sempre identificabile. Il complesso processo di produzione fa sì che la Vernaccia di Serrapetrona Docg venga messa in commercio non prima di un anno e mezzo dopo la vendemmia.


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Quantità ml

750 ml.

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 –  Tipicità –

La Vernaccia di Serrapetrona è un vino unico per la sua tipologia, uno spumante rosso, e per la sua tecnica di produzione. Prevede tre fermentazioni: la prima in vendemmia, la seconda dopo l’appassimento naturale delle uve selezionate allo scopo, la terza in autoclave, per la presa di spuma.
Il colore della Vernaccia di Serrapetrona va dal granato al rubino, perlage abbastanza sottile e persistente. Il profumo è aromatico e vinoso, ricorda la frutta rossa molto matura, le confetture e le spezie.

Un must Marchigiano da provare assolutamente!

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– Tipicità – 

Tecnicamente si tratta di una “bevanda aromatizzata a base di vino e frutta”. Per noi e per tutti, semplicemente Visner, reso famoso dalle Marche e che a sua volta, ha reso famose le Marche!

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Confezione: scatola 200gr.

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Rugiada di visciola – Grappa

16.90
Rugiada di visciola
L’essenza, il sapore, la sua limpidezza la fanno assomigliare ad una profumata e preziosa rugiada.
Acquavite da residuo di Visciole.

Quick Comparison

SettingsVernaccia di Serrapetrona DOCG - Dolce removeRugiada di visciola - Grappa removeFalerio DOC Pecorino - Villa Angela removeGran Cuvée Gold - Metodo Classico removePasserina Marche I.G.T. - Villa Angela removeLacrima di Morro d'Alba DOC base - Querciantica remove
Imagevernaccia-di-serrapetrona-docg-dolce-quacquarini-vino-rosso-1-bottiglia-cl-75grappa rugiada di visciolaVilla-Angela-Falerio-DOC-PecorinoGran-Cuvee-Metodo-Classico-36-mesiVilla-Angela-Marche-IGT-PasserinaQuerciantica-Lacrima-di-Morro-DOC
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Description - Tipicità  - La Vernaccia di Serrapetrona è un vino unico per la sua tipologia, uno spumante rosso, e per la sua tecnica di produzione. Prevede tre fermentazioni: la prima in vendemmia, la seconda dopo l’appassimento naturale delle uve selezionate allo scopo, la terza in autoclave, per la presa di spuma. Il colore della Vernaccia di Serrapetrona va dal granato al rubino, perlage abbastanza sottile e persistente. Il profumo è aromatico e vinoso, ricorda la frutta rossa molto matura, le confetture e le spezie. Un must Marchigiano da provare assolutamente! Leggi in descrizione e nella nostra Pagina "CURIOSITÀ" altre informazioni sulla Vernaccia di Serrapetrona DOCG
Rugiada di visciola L’essenza, il sapore, la sua limpidezza la fanno assomigliare ad una profumata e preziosa rugiada.
Acquavite da residuo di Visciole.
  - Tipicità - Leggermente acidulo, secco e sapido il Falerio dei Colli Ascolani è un vino che gode di buona beva. Nel bicchiere si presenta giallo paglierino tenue, dai riflessi verdolini, trasparente quasi cristallino. Gradevole dal punto di vista olfattivo, con profumi tenui che ricordano molto le mele verdi non mature e fiori di prato. Nei vini in cui la Passerina è in percentuale maggiore si sente di più l'aromaticità del vitigno a scapito della freschezza.VENDEMMIA: A mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. FERMENTAZIONE: Dopo la diraspatura e la pressatura soffice, le uve vengono fatte fermentare in acciaio a temperatura controllata per circa 10 giorni. I vini base, cui viene aggiunta la liqueur de tirage, sono poi imbottigliati. Proprio in bottiglia avviene la seconda fermentazione. Molto lenta. Il nostro Metodo Classico rimane in bottiglia, sur lie, per almeno 36 mesi. Segue la messa in punta delle bottiglie su apposite pupitre, il remuage delle stesse, la pratica del dégorgement, cioè la stappatura delle bottiglie per rimuovere i lieviti presenti e, infine, l’aggiunta della liqueur d'expédition. Il risultato ottenuto, con quella pazienza e quegli accorgimenti che costituiscono gli aspetti forse più emozionanti nell’esperienza del produttore, è un vino secco di grande personalità. COLORE Giallo paglierino con evidenti riflessi dorati, brillante, dal pèrlage fine e persistente. OLFATTO Intenso, fine e complesso, con sentori di crosta di pane, ribes bianco ed uva spina, felice connubio di freschezza e profondità. GUSTO Morbido, dalla spiccata vena sapida. Le note fresche e fruttate lo rendono un vino elegante, dal gusto ricco e suadente, accompagnato da elegante effervescenza. Affascinante in apertura, per corpo, complessità e persistenza gusto olfattiva, sarà impareggiabile a tutto pasto.  - Tipicità -
Antico vitigno di origine senza dubbio adriatico. La Passerina è un vitigno il cui nome deriva dalle piccole dimensioni degli acini e dal fatto che i passeri manifestano una particolare predilezione per le sue uve, caratterizzate da una polpa particolarmente gustosa. Tipica delle Marche, è presente anche in Abruzzo. Viene utilizzata in numerosi uvaggi per produrre vini a DOCG, DOC e IGT.
  - Tipicità - Il Lacrima è un vitigno autoctono marchigiano di origine antichissima: sembra infatti che già nel 1167 Federico Barbarossa abbia bevuto del vino prodotto da quest’uva quando dimorava nel castello di Morro d'Alba, durante l’assedio di Ancona. Leggi in descrizione alcune curiosità sul prodotto.
Content - Tipicità  - 

Quacquarini Azienda Vitivinicola e Dolciaria Via Colli, 1 62020 Serrapetrona (MC)

Vernaccia di Serrapetrona DOCG DOLCE: VIGNETI Località Cese, Località Colli UVAGGIO Vernaccia nera 100% GRADAZIONE ALCOLICA 12,5% vol. PERCENTUALE DI UVE APPASSITE 60% TEMPI DI PRESA DI SPUMA 7/8 mesi PROFILO SENSORIALE Colore rosso rubino vivace. Perlage ricco, persistente, molto gioioso. Profumi da aromi primari tipici del vitigno, in bocca molto corposo, sapido, rotondo fino al dolce, morbido e lungo, dal retrogusto gradevolmente amarognolo. Anno: 2020 Prodotto in Italia Contiene solfiti ABBINAMENTI Ideale per dolci a pasta secca, ottimo spumante da meditazione. TEMPERATURA DI SERVIZIO 8° - 10° C
Serrapetrona è un paesino dell’entroterra maceratese, nel cuore dell’Italia centrale, dove la montagna ha conservato le proprie origini: il freddo pungente dell’inverno e il clima mediterraneo dell’estate hanno preservato una natura in perfetto equilibrio con l’uomo. È questa la terra d’origine della “Vernaccia di Serrapetrona DOCG”. SERRAPETRONA: Serrapetrona è un paesino dell’entroterra maceratese, nel cuore dell’Italia centrale, dove la montagna ha conservato le proprie origini: il freddo pungente dell’inverno e il clima mediterraneo dell’estate hanno preservato una natura in perfetto equilibrio con l’uomo. È questa la terra d’origine della “Vernaccia di Serrapetrona DOCG”. Il paese si erge in posizione assolata a 500 mt di altezza tra le colline e le montagne dell'alto maceratese. Capoluogo di comune e piccolo centro agricolo specializzato nella coltivazione di vini pregiati è situato sulla strada che unisce la Valle del Potenza con quella del Chienti snodandosi sulle colline ricche di uliveti, vigneti e macchie di vegetazione. L'economia serrapetronese si è sempre sostenuta sui prodotti della terra, sul taglio dei boschi, sulla produzione del carbone, sulla pastorizia e sull'allevamento del baco da seta. Sono motivo di richiamo le numerose proprietà curative delle acque leggerissime, che sgorgano dalle antiche fontane del paese. Abitata fin dall'Età del ferro vive per il passaggio prima dei Piceni, poi dei Romani e infine dei Longobardi. Lo stemma del Comune indica chiaramente che la fortificazione fu edificata per serrare l'antichissima strada montana per Camerino. Per avere notizie certe dell'abitato di Serrapetrona bisogna comunque attendere ancora 400 anni, è infatti in un documento del 1132 che appare il nome di "Serra". Risalgono a questo periodo la Cinta Muraria, il Palazzo Del Feudatario Petronio e la Chiesa di S. Clemente. Alla seconda Cinta Muraria del XIV sec. appartengono la Porta Arcata, le Mura con le feritoie e la strada coperta con la caratteristica loggetta. La vita politica dei suoi abitanti fu regolata dagli statuti dei quali ammiriamo un'unica raccolta risalente al 1473 custodita nell'archivio comunale. Assoggettata prima alla Signoria dei Varano di Camerino passò poi alle dipendenze della Sede Apostolica fino al 1861 quando entrò a far parte del Regno d'Italia. La viticultura a Serrapetrona ha storia secolare avvantaggiata dal clima e dal terreno ricco di sostanze nutritive. Nel secolo scorso tutta la zona si distingueva per la qualità dei suoi vini, ma è da 70 anni che il suo nome è legato con la vernaccia. Diverse case vinicole puntando sulla qualità, infatti coltivano, producono e commerciano vernaccia D.O.C.G. Numerose sono le cantine, gli agriturismi e i ristoranti tipici che sorgono sia nelle vicinanze del rinomato Lago di Caccamo che nell'entroterra comunale di Serrapatrona nei quali si possono gustare specialità locali e godere della tranquillità dei paesaggi. LA VERNACCIA DI SERRAPETRONA DOCG: La Vernaccia di Serrapetrona Docg viene prodotta utilizzando il nobile vitigno Vernaccia Nera. I vigneti sono piccoli e poco rigogliosi nella vegetazione e nel numero dei grappoli, tanto che la loro produzione mediamente si aggira intorno agli 80 ql. per ettaro. Nell’azienda Alberto Quacquarini vengono vinificate solo le uve coltivate in proprio. La caratteristica peculiare di questo vino risiede nel particolare metodo di vinificazione; è infatti l’unico spumante rosso Docg a subire ben tre diverse e successive fermentazioni. IL METODO DI VINIFICAZIONE: La nobilitazione degli acini avviene soprattutto nei locali di appassimento dove vengono appesi i grappoli e lasciati appassire per 3 mesi. È solo da gennaio che si fa la nuova vendemmia dell’uva passita naturalmente: il mosto è rosso rubino infuocato, dolce e denso come il miele. Viene versato e fermentato nel vino di ottobre abbinando così la freschezza della recente vendemmia alla ricchezza dei grappoli appassiti. Il nuovo vino, maturato nelle fresche cantine, viene fatto fermentare ancora per la spumantizzazione. È così che iI vino spumante si arricchisce degli ultimi preziosi e determinanti aromi racchiuden do una complessità aromatica, l’eleganza di un fine perlage d’élite internazionale e un sapore netto e sempre identificabile. Il complesso processo di produzione fa sì che la Vernaccia di Serrapetrona Docg venga messa in commercio non prima di un anno e mezzo dopo la vendemmia.
Leggi nella nostra Pagina "CURIOSITÀ" altre informazioni sulla Vernaccia di Serrapetrona DOCG
bottiglia da 0,5 lt Gradazione 40% Origine: Italia
Dew of sour cherries. Its essence, flavor and clearness remind drinkers of a freshly perfumed morning dew.
- Tipicità - Vista: Giallo paglierino intenso e lucente Olfatto: Bouquet complesso, elegante e armonico, con sentori di frutta esotica e agrumi. Floreale di biancospino, fiori d’acacia, gelsomino e sentori di erbe aromatiche. Gusto: Una grande freschezza esalta le caratteristiche degli aromi varietali. Acidità, freschezza e morbidezza convivono in un sorso appagante lungo ed elegante. Zona Di Produzione: Uve selezionate nei vigneti di Ascoli Piceno. Altitudine: 200-300 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Medio Impasto Tendente Al Sabbioso. Uvaggio: Trebbiano 50%; Passerina 30%; Pecorino 20% Sistema di allevamento: Guyot Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Vendemmia: Raccolta a mano la mattina presto o nel tardo pomeriggio in cassette di piccole dimensioni. Fermentazione: La selezione delle uve, raccolte a metà settembre, è molto scrupolosa; la pigiatura soffice è seguita da immediato abbassamento della temperatura per favorire la decantazione del mosto. La fermentazione è avviata e gestita con il controllo della temperatura (14-15°C) in vasche d’acciaio. Al termine il vino si affina in acciaio fino a Febbraio, ad una temperatura di circa 10°C per mantenere intatto il patrimonio aromatico. Resa per ettaro / ceppo: 80 q.li di uva circa / 2,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2006. Gradi: 12,5% vol. Anno: 2019 Prodotto in Italia Contiene solfiti Il Falerio è un vino DOC la cui produzione è consentita in tutta la provincia di Ascoli Piceno e in una piccola parte della provincia di Fermo, con esclusione dei vigneti coltivati sopra i 700 metri s.l.m. Il suo nome deriva da Falerio Picenus (Falerone), località al centro della provincia di Fermo e dal soprastante Mons Falarinus. Il Falerio può essere prodotto in due tipologie: Falerio (Trebbiano toscano 20-50%, Passerina 10-30%, Pecorino 10-30%) e Falerio Pecorino (Pecorino minimo 85%). Negli uvaggi del Falerio dei Colli Ascolani possono concorrere Trebbiano toscano al 20-50%, Passerina al 10-30%, Pecorino al 10-30% , più altri a bacca bianca ammessi alla coltivazione all'interno della Regione Marche. Abbinamenti: Cene a base di pesce. Grazie alla sua freschezza il Falerio dei Colli Ascolani è un ottimo aperitivo, da abbinare con molluschi, crostacei, antipasti a base di pesce e con le locali olive all'ascolana (Prodotto Tradizionale Tipico che puoi trovare nel nostro Market) . Se la vendemmia non è stata eccessivamente precoce, la morbidezza permette di accompagnare il Falerio dei Colli Ascolani anche con animali di bassa corte cucinati con cotture leggere. Generalmente da consumare entro il primo anno di vita. Il Falerio dei Colli Ascolani va servito in bicchieri a tulipano svasati alla temperatura di 8-10 °C.
PREMI e RICONOSCIMENTI: Intervin 2018 - BRONZE MEDAL – BEST VALUE Selection Mondiale de Vins Canada 2018 - GOLD MEDAL Guida Vini Buoni d’Italia 2018 -. 4 STELLE Intervin International Wine Awards 2016 - BEST VALUE + BRONZE MEDAL Luca Maroni 2017 - 88 PUNTI Gambero Rosso 2017 - DUE BICCHIERI SMVC /Selection Mondiales des Vins Canada 2016 - GOLD MEDAL Bibenda A.I.S. 2017 - 3 GRAPPOLI
 

VENDEMMIA: A mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. FERMENTAZIONE: Dopo la diraspatura e la pressatura soffice, le uve vengono fatte fermentare in acciaio a temperatura controllata per circa 10 giorni. I vini base, cui viene aggiunta la liqueur de tirage, sono poi imbottigliati. Proprio in bottiglia avviene la seconda fermentazione. Molto lenta. Il nostro Metodo Classico rimane in bottiglia, sur lie, per almeno 36 mesi. Segue la messa in punta delle bottiglie su apposite pupitre, il remuage delle stesse, la pratica del dégorgement, cioè la stappatura delle bottiglie per rimuovere i lieviti presenti e, infine, l’aggiunta della liqueur d'expédition. Il risultato ottenuto, con quella pazienza e quegli accorgimenti che costituiscono gli aspetti forse più emozionanti nell’esperienza del produttore, è un vino secco di grande personalità. COLORE Giallo paglierino con evidenti riflessi dorati, brillante, dal pèrlage fine e persistente. OLFATTO Intenso, fine e complesso, con sentori di crosta di pane, ribes bianco ed uva spina, felice connubio di freschezza e profondità. GUSTO Morbido, dalla spiccata vena sapida. Le note fresche e fruttate lo rendono un vino elegante, dal gusto ricco e suadente, accompagnato da elegante effervescenza. Affascinante in apertura, per corpo, complessità e persistenza gusto olfattiva, sarà impareggiabile a tutto pasto. Gradi: 12,5% vol. Anno: 2014 Prodotto in Italia Contiene solfiti
PRIMO ANNO DI VENDEMMIA 1991 PRIMA SBOCCATURA 1994 ZONA DI PRODUZIONE Vigneti di proprietà situati nel comune di Ascoli Piceno UVAGGIO Chardonnay, Pinot Nero - vinificato in bianco ALTIMETRIA MEDIA 200 metri s.l.m. TIPOLOGIA DEL TERRENO Medio impasto tendente al sabbioso SISTEMA DI ALLEVAMENTO Guyot DENSITÀ D’IMPIANTO 5.000 ceppi per ettaro RESA PER ETTARO 80 q.li di uva circa RESA PER CEPPO 2,5 Kg di uva circa N.B. = L'etichetta del prodotto potrebbe differire da quella visualizzata. naturalmente questo non comporta una modifica nel prodotto ordinato e descritto.
- Tipicità -
Antico vitigno di origine senza dubbio adriatico. La Passerina è un vitigno il cui nome deriva dalle piccole dimensioni degli acini e dal fatto che i passeri manifestano una particolare predilezione per le sue uve, caratterizzate da una polpa particolarmente gustosa. Tipica delle Marche, è presente anche in Abruzzo. Viene utilizzata in numerosi uvaggi per produrre vini a DOCG, DOC e IGT. La foglia è di medie dimensioni, pentagonale o pentalobata; i grappoli sono spargoli di forma conico-piramidale; gli acini, di piccole o medie dimensioni e sferoidali, hanno buccia spessa e ricca di pruina.
VENDEMMIA Metà Settembre. Raccolta a mano, la mattina presto o nel tardo pomeriggio, in piccole cassette riposte, prima di arrivare in cantina, in celle frigorifere. FERMENTAZIONE Un’attenta selezione delle uve permette di dedicare alla produzione di questo vino, solo i grappoli migliori. La pigiatura soffice è seguita da un immediato abbassamento della temperatura, per favorire la decantazione e l’eliminazione delle sostanze in sospensione presenti nel mosto. La fermentazione si svolge in vasche d’acciaio a temperatura controllata, tra i 13 e i 15 °C. Il successivo affinamento, che si protrae sino a Febbraio dell’anno successivo alla vendemmia, avviene in vasche di acciaio termocondizionate, atte a garantire una temperatura costante di circa 10°C necessaria a preservarne il patrimonio aromatico.
COLORE Giallo luminoso con tenui riflessi dorati. OLFATTO Il naso evidenzia spiccati sentori floreali di tiglio e biancospino che esprimono rotondità e pienezza. Le ampie note fruttate di pomacee croccanti, prima fra tutte la pera, completano il bagaglio aromatico che si chiude su un adagio di cedro e pompelmo maturo che, con eleganza, donano freschezza e fascino a questo bianco che incita al sorso ripetuto. GUSTO Freschezza e brillante sapidità, caratterizzano la fase gustativa di questo vino intrigante e vitale come un soffio di brezza marina. Di fresco respiro, si adagia in bocca sulla pienezza delle pomacee che caratterizzano il vitigno. Gradi: 13% vol. Anno: 2018 Prodotto in Italia Contiene solfiti Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà situati nella zona di Ascoli Piceno Altitudine: 200-300 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Medio Impasto Tendente Al Sabbioso. Vitigno: Passerina in purezza Sistema di allevamento: Guyot Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Resa per ettaro / ceppo: 80 q.li di uva circa / 1,5 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2007 Abbinamenti: Il Passerina è un vino da servire ad una temperatura tra gli 8° e i 10° e si rivela perfetto come aperitivo o per abbinare finger-food e frutti di mare. È perfetto in abbinamento con piatti di pesce come zuppe, fritto misto, crostacei, orata al cartoccio e primi come carbonara di pesce e gnocchi con gamberi e speck.
- Tipicità - Il Lacrima di Morro d'Alba, chiamato anche Lacrima di Morro, è un vino rosso DOC marchigiano la cui produzione è consentita unicamente in Provincia di Ancona nella zona di Morro d'Alba e comprende il territorio dei comuni di Morro d'Alba, Monte S. Vito, S. Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia. Viene commercializzato prevalentemente nelle tre versioni riconosciute dal disciplinare di produzione ("Base", "Superiore" e "Passito") ed è ottenuto utilizzando l’antica varietà di uva nera locale detta Lacrima. Vendemmia: Generalmente alla metà di Settembre. Raccolte in piccoli contenitori, le uve vengono inviate in azienda dove, dopo un'attenta ed ulteriore selezione, vengono vinificate. Fermentazione: Dopo la diraspatura le uve vengono convogliate in fermentini in acciaio, dove fermentano a temperatura controllata. La macerazione sulle bucce dura per circa 20 giorni, durante i quali i rimontaggi sono giornalieri e quasi esclusivamente chiusi per preservare al massimo i profumi fruttati e floreali caratteristici di questo vitigno. Gradi: 13% vol. Anno: 2019 Prodotto in Italia Contiene solfiti Vista: Rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Olfatto: Corredo aromatico di singolare ricchezza. Intenso, piacevolmente fruttato di fragole e marasche e floreale di violetta e boccioli di rosa. Gusto: In bocca si presenta morbido, leggermente tannico, dai lievi sentori erbacei, in perfetta armonia con le sensazioni olfattive. Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà nel comune di San Marcello (AN) Altitudine: 100 - 150 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Prevalentemente argilloso. Vitigno: Lacrima di Morro d'Alba in purezza Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Potatura: Cordone Speronato Resa Per Ha E Per Ceppo: 110 Q.Li / 2 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2007 Abbinamenti: Tipico vino autunnale (tradizionalmente consumato nella regione d’origine come novello durante il periodo natalizio) o tardo-estivo (per l’invecchiato di un anno o più), il Lacrima si serve a 16-18 °C e si abbina con specialità locali come salumi (salame tipo "Fabriano", ciarimboli o salsicce di fegato), primi piatti "rossi" (come Fettuccine o Maccheroncini di Campofilone al ragù marchigiano o di selvaggina) e piatti a base di carni bianche (pollame, tacchino, coniglio ecc...), ma anche accostato ad alcuni primi e antipasti marinati (pescato azzurro, stoccafisso) o con il famoso brodetto di pesce all'anconetana. La versione passita è ottima per accompagnare formaggi stagionati, erborinati, marmellate rosse, cioccolato fondente ed anche pasticceria secca. Il Lacrima di Morro d’Alba è comunque ottimo sia come vino da pasto (per tutti i giorni) sia per occasioni speciali (aperitivi, ricorrenze). Per poterne apprezzare al meglio le qualità va servito in un calice di vetro liscio e sferico, trasparente, di media grandezza e con lungo stelo. I prodotti Tipici sopra citati sono presenti nel nostro Market.
  L'origine del nome di questo vino è assai antica ed è collegata a quello della pianta e del territorio da cui proviene. La prima parte del vocabolo, unica nel suo genere, deriva dalla caratteristica del vitigno Lacrima di emettere goccioline di succo dagli acini maturi: questa uva nera è infatti dotata di buccia spessa ma estremamente delicata, assai soggetta a spaccature durante le ultime fasi di maturazione del grappolo, specie se caratterizzate da piogge abbondanti. Le piccole gocce (lacrime) che escono dalle fenditure dei chicchi danno appunto il nome Lacrima, mentre (di) Morro d'Alba è il sostantivo del più importante comune di coltivazione di tale varietà e richiama il luogo d'origine e produzione: "Morro" deriva dalla parola pre-romana “murr” o “moor” e significa "altura", "roccia", "cumulo" o "mora" di sassi (affermatosi poi durante il medioevo come nome del borgo); mentre il termine "Alba" (aggiunto nel 1862 al nome dell'abitato per evitare confusioni con altre località del Regno d'Italia) richiama il sorgere del sole e vuol dire "verso est". Quest'ultimo epiteto indicava in passato la zona geografica che separava i contado medievali di Jesi e Senigallia, situata appunto nella parte nord-orientale della provincia di Ancona. Morro d'Alba significherebbe quindi "campo sassoso ad est". Secondo una versione alternativa, ma meno utilizzata, il termine "Morro" deriverebbe invece da Mauro Sabba, re dei Mori (un gruppo di pirati saraceni) che nell'anno 848 invase e razziò le Marche; oppure dal termine “El Murro”, che nella lingua saracena significherebbe “Il Castello”. Il vitigno Lacrima, presente solamente nell'anconetano e recuperato pochi decenni fa nel Comune di Morro d'Alba, è conosciuto da tempi remoti: la prima citazione storica riguardante l'uva e i vini di questo territorio l'abbiamo infatti grazie a Federico Barbarossa, che nel 1167 durante l'assedio di Ancona scelse le mura di Morro e del suo castello come dimora e riparo. Gli abitanti del paese furono costretti a cedere all'imperatore le cose a loro più care, tra cui il vino di Lacrima che tanto piacque al monarca. Documenti più moderni riguardo a questo vitigno sono rinvenibili a partire dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, dove viene attribuito alle Marche, anche se le sue precise origini rimangono sconosciute. I primi riferimenti precisi appaiono nel volume “La esposizione ampelografica marchigiana-abruzzese tenuta in Ancona il settembre 1872 e studi sulla vite e sul vino della provincia anconitana” pubblicato nel 1873, dove la Lacrima e il suo vino vengono analizzati in laboratorio per la prima volta e descritti accuratamente. In queste pagine sono riportate le prime rappresentazioni dettagliate dei diversi organi della pianta, delle fasi fenologiche e della suscettibilità ai patogeni, oltre che un ottimo giudizio sulla bevanda alcolica da lei ottenuta. Altre citazioni le ritroviamo nei Bollettini Ampelografici dell’800 e in particolare nel primo volume di "Ampelografia italiana", pubblicato a Torino nel 1879 a cura del Comitato Ampelografico Centrale. Qui vengono elencate le tre varietà di vite più importanti delle Marche e una di queste è appunto la Lacrima, la cui descrizione biologica corrisponde perfettamente a quella odierna, anche se non concorda con quella inserita dal Gallesio nella sua “Pomona italiana”, né corrisponde ad altre uve che portarono lo stesso nome e che erano un tempo diffuse nelle aree meridionali del nostro paese. Questo vitigno, una volta assai più coltivato in tutto il centro-sud adriatico (dalla Romagna, Toscana e Umbria fino a Puglia e Campania), rischiò seriamente l'estinzione durante gli anni '70 e '80, espiantato e sostituito progressivamente da moderne cultivar più resistenti e produttive ma spesso di minor qualità. Uno dei fattori che ne determinò la progressiva scomparsa fu la precocità di germogliamento primaverile, che esponeva le tenere gemme appena schiuse al possibile gelo tardivo di fine inverno. Quest'antica varietà fu recuperata su meno di 10 ha di vigneto residuo rimasto ubicato nelle zone di Morro d'Alba e si salvò unicamente grazie ad alcuni viticoltori marchigiani, che dopo aver fatto istituire la DOC nel 1985 (primo anno del rilancio) ripresero a dedicarsi a questa particolare uva nera. In passato il suo mosto era utilizzato come aromatizzante e miglioratore per tagliare altri vini rossi, mentre oggi viene vinificato e commercializzato in purezza. A seguito del rinnovato interesse troviamo attivo sul territorio di coltivazione, a partire dal 1993, il "Consorzio di Tutela della Lacrima di Morro d'Alba doc" (ist. con Legge N°164/92) i cui soci sono i produttori e gli imbottigliatori di uva Lacrima e di vino Lacrima di Morro d'Alba, che ritroviamo solitamente come realtà aziendali medio-piccole. Lo scopo di tale associazione, che si rifà ai dettami del disciplinare di produzione della denominazione, comprende le attività di tutela, valorizzazione, promozione e commercializzazione, oltre che produzione e controllo, del vitigno, dei suoi frutti e del suo vino. Oggi il Lacrima di Morro d'Alba è uno dei più importanti e ricercati vini rossi delle Marche (anche a livello internazionale) e la sua cultivar omonima è salvaguardata come parte irrinunciabile del patrimonio vitivinicolo italiano.
Premi & Riconoscimenti

CHINA AWARDS 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

CWSA Best Value 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

TEXSOM 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Sakura Japan Women’s Wine Award 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Dawa 2018 - MEDAGLIA DI BRONZO

Luca Maroni 2019 - 94 PUNTI

Gambero Rosso 2019 - 2 BICCHIERI

Veronelli Guide 2019 - 2 STELLE

CWSA Best Value 2019 - MEDAGLIA D’ORO

DAWA 2017 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Luca Maroni 2018 - 92 PUNTI

Sommelier Wine Challenge 2017 - MEDAGLIA D’ARGENTO

San Francisco International Wine Competition 2017 - MEDAGLIA D’ORO

Wine Luxe International Awards 2017 Hong Kong - MEDAGLIA D’ARGENTO

International wine challenge 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Sakura Japan Women’s Wine Award 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Wine Spectator - 88 PUNTI

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