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Bianchello del Metauro DOC Superiore – Tenuta Campioli

Bianchello del Metauro DOC Superiore – Tenuta Campioli

9.90

– Tipicità –

Con l’utilizzo della DOC Bianchello del Metauro i produttori vinicoli Marchigiani sono orgogliosi di presentare al consumatore un vino di qualità superiore che ha più storia è più cose da raccontare rispetto ad altri.

Leggi in descrizione e nella sezione CURIOSITÀ altre informazioni sul “Bianchello del Metauro DOC”.

In stock

Descrizione

– Tipicità –

Azienda Agraria Fiorini
Via Campioli, 5
61040 Barchi PU

NOTE ORGANOLETTICHE:
vista giallo intenso, cristallino e di pregevole consistenza. Con forza manifesta sensazioni olfattive di rosa gialla, tiglio, fiori di zagara, mimosa. Agrumato di pompelmo e bergamotto, poi ananas e nespola. Mineralità, pistacchio, maggiorana e salvia.
Al gusto è pieno, con slancio fresco e sapido, chiude con buona persistenza aromatica finale con ritorni agrumati di cedro.

ABBINAMENTI: polipo e patate, sardoncini scottadito, paccheri al baccalà, tagliatelle al tartufo di Acqualagna, coda di rospo in potacchio, salmone crudo, Casciotta d’Urbino. Carni bianche a tendenza dolce, molluschi, crostacei, piatti di cucina marinara, pasticceria secca.
TEMPERATURA DI SERVIZIO: 10-12°C.

Anno: 2018
Prodotto in Italia
Contiene solfiti

VIGNETO: Tenuta Campioli
GIACITURA: collinare
ESPOSIZIONE: nord est
ALTITUDINE: 350m slm
INTERFILA: leguminose alternato ad inerbimento spontaneo
ETÀ DELL’IMPIANTO: 30 anni
TERRENO: medio impasto
FORMA DI ALLEVAMENTO: sylvoz
UVE: 100% biancame o bianchello.

VENDEMMIA: manuale in casse da due quintali e raffreddamento delle uve prima della pressatura.
VINIFICAZIONE: solo uva intera, pressatura soffice in atmosfera inerte e decantazione statica a freddo.
MATURAZIONE: 5 mesi in vasche di cemento.
BOTTIGLIE PRODOTTE IN MEDIA: 80.000 Bottiglie 750 ml e 375 ml / Cartoni 6 e 12 bottiglie.

Leggi in descrizione e nella sezione CURIOSITÀ altre informazioni sul “Bianchello del Metauro DOC”.


Premi e Riconoscimenti

  • GUIDA ESSENZIALE AI VINI D’ITALIA 2020
  • GUIDA BEREBENE GAMBERO ROSSO 2020 con un punteggio di 92/100 e la menzione per il rapporto qualità/prezzo
  • GUIDAVINI BUONI D’ITALIA 2020
  • WINEHUNTER AWARD 2019 – WineFestival certifica la qualità e la bontà di Tenuta Campioli.

Informazioni aggiuntive

Quantità ml

750 ml.

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SettingsBianchello del Metauro DOC Superiore - Tenuta Campioli removeSambuca del Conero removeLacrima di Morro d'Alba DOC base - Querciantica removeMistrà Baldoni removeVino & Visciole SELEZIONE- Querciantica removeRugiada di visciola - Grappa remove
ImageBianchello Campioli fiorini quadSambuca del ConeroQuerciantica-Lacrima-di-Morro-DOCQuerciantica-Vino-e-Visciole-selezione-500mlgrappa rugiada di visciola
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Description- Tipicità - Con l’utilizzo della DOC Bianchello del Metauro i produttori vinicoli Marchigiani sono orgogliosi di presentare al consumatore un vino di qualità superiore che ha più storia è più cose da raccontare rispetto ad altri. Leggi in descrizione e nella sezione CURIOSITÀ altre informazioni sul “Bianchello del Metauro DOC”.E’ un liquore dolce e gradevole che fa riscoprire il gusto di usanze antiche. Tradizionalmente la sambuca è bevuta liscia, ma è anche un ottimo correttivo del caffè. Può essere bevuta semplicemente come drink o anche come digestivo dopo una cena con gli amici. Bottiglia da 0,700 lt Gradi: 40% vol. Ingredienti: acqua, alcol, zucchero, aromi naturali Origine: Italia  - Tipicità - Il Lacrima è un vitigno autoctono marchigiano di origine antichissima: sembra infatti che già nel 1167 Federico Barbarossa abbia bevuto del vino prodotto da quest’uva quando dimorava nel castello di Morro d'Alba, durante l’assedio di Ancona. Leggi in descrizione alcune curiosità sul prodotto.Liquore ottenuto dalla distillazione dei semi di anice verde e anice stellato. Particolarmente indicato come correttivo del caffè, liscio come ottimo digestivo, allungato con acqua e/o ghiaccio come inimitabile dissetante. Ottimo coadiuvante anche per la preparazione e lievitazione dei dolci.  - Tipicità - LAVORAZIONE: Per realizzare il nostro vino e visciole utilizziamo un’antica varietà di ciliegia selvatica (Prunus cerasus), dal colore rosso scuro e dal sapore acidulo […] Continua a leggere in descrizione questa e altre curiosità sul prodotto.
Rugiada di visciola L’essenza, il sapore, la sua limpidezza la fanno assomigliare ad una profumata e preziosa rugiada.
Acquavite da residuo di Visciole.
Content- Tipicità -

Azienda Agraria Fiorini Via Campioli, 5 61040 Barchi PU

NOTE ORGANOLETTICHE: vista giallo intenso, cristallino e di pregevole consistenza. Con forza manifesta sensazioni olfattive di rosa gialla, tiglio, fiori di zagara, mimosa. Agrumato di pompelmo e bergamotto, poi ananas e nespola. Mineralità, pistacchio, maggiorana e salvia. Al gusto è pieno, con slancio fresco e sapido, chiude con buona persistenza aromatica finale con ritorni agrumati di cedro. ABBINAMENTI: polipo e patate, sardoncini scottadito, paccheri al baccalà, tagliatelle al tartufo di Acqualagna, coda di rospo in potacchio, salmone crudo, Casciotta d’Urbino. Carni bianche a tendenza dolce, molluschi, crostacei, piatti di cucina marinara, pasticceria secca. TEMPERATURA DI SERVIZIO: 10-12°C. Anno: 2018 Prodotto in Italia Contiene solfiti VIGNETO: Tenuta Campioli GIACITURA: collinare ESPOSIZIONE: nord est ALTITUDINE: 350m slm INTERFILA: leguminose alternato ad inerbimento spontaneo ETÀ DELL’IMPIANTO: 30 anni TERRENO: medio impasto FORMA DI ALLEVAMENTO: sylvoz UVE: 100% biancame o bianchello. VENDEMMIA: manuale in casse da due quintali e raffreddamento delle uve prima della pressatura. VINIFICAZIONE: solo uva intera, pressatura soffice in atmosfera inerte e decantazione statica a freddo. MATURAZIONE: 5 mesi in vasche di cemento. BOTTIGLIE PRODOTTE IN MEDIA: 80.000 Bottiglie 750 ml e 375 ml / Cartoni 6 e 12 bottiglie. Leggi in descrizione e nella sezione CURIOSITÀ altre informazioni sul “Bianchello del Metauro DOC”.
Premi e Riconoscimenti
  • GUIDA ESSENZIALE AI VINI D’ITALIA 2020
  • GUIDA BEREBENE GAMBERO ROSSO 2020 con un punteggio di 92/100 e la menzione per il rapporto qualità/prezzo
  • GUIDAVINI BUONI D’ITALIA 2020
  • WINEHUNTER AWARD 2019 - WineFestival certifica la qualità e la bontà di Tenuta Campioli.
- Tipicità - Il Lacrima di Morro d'Alba, chiamato anche Lacrima di Morro, è un vino rosso DOC marchigiano la cui produzione è consentita unicamente in Provincia di Ancona nella zona di Morro d'Alba e comprende il territorio dei comuni di Morro d'Alba, Monte S. Vito, S. Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia. Viene commercializzato prevalentemente nelle tre versioni riconosciute dal disciplinare di produzione ("Base", "Superiore" e "Passito") ed è ottenuto utilizzando l’antica varietà di uva nera locale detta Lacrima. Vendemmia: Generalmente alla metà di Settembre. Raccolte in piccoli contenitori, le uve vengono inviate in azienda dove, dopo un'attenta ed ulteriore selezione, vengono vinificate. Fermentazione: Dopo la diraspatura le uve vengono convogliate in fermentini in acciaio, dove fermentano a temperatura controllata. La macerazione sulle bucce dura per circa 20 giorni, durante i quali i rimontaggi sono giornalieri e quasi esclusivamente chiusi per preservare al massimo i profumi fruttati e floreali caratteristici di questo vitigno. Gradi: 13% vol. Anno: 2019 Prodotto in Italia Contiene solfiti Vista: Rosso rubino intenso, con riflessi violacei. Olfatto: Corredo aromatico di singolare ricchezza. Intenso, piacevolmente fruttato di fragole e marasche e floreale di violetta e boccioli di rosa. Gusto: In bocca si presenta morbido, leggermente tannico, dai lievi sentori erbacei, in perfetta armonia con le sensazioni olfattive. Zona Di Produzione: Vigneti di proprietà nel comune di San Marcello (AN) Altitudine: 100 - 150 mt s.l.m. Tipologia Del Terreno: Prevalentemente argilloso. Vitigno: Lacrima di Morro d'Alba in purezza Densità D’impianto: 5.000 Ceppi Per Ettaro. Potatura: Cordone Speronato Resa Per Ha E Per Ceppo: 110 Q.Li / 2 Kg Di Uva Circa. Prima Vendemmia Imbottigliata : 2007 Abbinamenti: Tipico vino autunnale (tradizionalmente consumato nella regione d’origine come novello durante il periodo natalizio) o tardo-estivo (per l’invecchiato di un anno o più), il Lacrima si serve a 16-18 °C e si abbina con specialità locali come salumi (salame tipo "Fabriano", ciarimboli o salsicce di fegato), primi piatti "rossi" (come Fettuccine o Maccheroncini di Campofilone al ragù marchigiano o di selvaggina) e piatti a base di carni bianche (pollame, tacchino, coniglio ecc...), ma anche accostato ad alcuni primi e antipasti marinati (pescato azzurro, stoccafisso) o con il famoso brodetto di pesce all'anconetana. La versione passita è ottima per accompagnare formaggi stagionati, erborinati, marmellate rosse, cioccolato fondente ed anche pasticceria secca. Il Lacrima di Morro d’Alba è comunque ottimo sia come vino da pasto (per tutti i giorni) sia per occasioni speciali (aperitivi, ricorrenze). Per poterne apprezzare al meglio le qualità va servito in un calice di vetro liscio e sferico, trasparente, di media grandezza e con lungo stelo. I prodotti Tipici sopra citati sono presenti nel nostro Market.
  L'origine del nome di questo vino è assai antica ed è collegata a quello della pianta e del territorio da cui proviene. La prima parte del vocabolo, unica nel suo genere, deriva dalla caratteristica del vitigno Lacrima di emettere goccioline di succo dagli acini maturi: questa uva nera è infatti dotata di buccia spessa ma estremamente delicata, assai soggetta a spaccature durante le ultime fasi di maturazione del grappolo, specie se caratterizzate da piogge abbondanti. Le piccole gocce (lacrime) che escono dalle fenditure dei chicchi danno appunto il nome Lacrima, mentre (di) Morro d'Alba è il sostantivo del più importante comune di coltivazione di tale varietà e richiama il luogo d'origine e produzione: "Morro" deriva dalla parola pre-romana “murr” o “moor” e significa "altura", "roccia", "cumulo" o "mora" di sassi (affermatosi poi durante il medioevo come nome del borgo); mentre il termine "Alba" (aggiunto nel 1862 al nome dell'abitato per evitare confusioni con altre località del Regno d'Italia) richiama il sorgere del sole e vuol dire "verso est". Quest'ultimo epiteto indicava in passato la zona geografica che separava i contado medievali di Jesi e Senigallia, situata appunto nella parte nord-orientale della provincia di Ancona. Morro d'Alba significherebbe quindi "campo sassoso ad est". Secondo una versione alternativa, ma meno utilizzata, il termine "Morro" deriverebbe invece da Mauro Sabba, re dei Mori (un gruppo di pirati saraceni) che nell'anno 848 invase e razziò le Marche; oppure dal termine “El Murro”, che nella lingua saracena significherebbe “Il Castello”. Il vitigno Lacrima, presente solamente nell'anconetano e recuperato pochi decenni fa nel Comune di Morro d'Alba, è conosciuto da tempi remoti: la prima citazione storica riguardante l'uva e i vini di questo territorio l'abbiamo infatti grazie a Federico Barbarossa, che nel 1167 durante l'assedio di Ancona scelse le mura di Morro e del suo castello come dimora e riparo. Gli abitanti del paese furono costretti a cedere all'imperatore le cose a loro più care, tra cui il vino di Lacrima che tanto piacque al monarca. Documenti più moderni riguardo a questo vitigno sono rinvenibili a partire dalla seconda metà del diciannovesimo secolo, dove viene attribuito alle Marche, anche se le sue precise origini rimangono sconosciute. I primi riferimenti precisi appaiono nel volume “La esposizione ampelografica marchigiana-abruzzese tenuta in Ancona il settembre 1872 e studi sulla vite e sul vino della provincia anconitana” pubblicato nel 1873, dove la Lacrima e il suo vino vengono analizzati in laboratorio per la prima volta e descritti accuratamente. In queste pagine sono riportate le prime rappresentazioni dettagliate dei diversi organi della pianta, delle fasi fenologiche e della suscettibilità ai patogeni, oltre che un ottimo giudizio sulla bevanda alcolica da lei ottenuta. Altre citazioni le ritroviamo nei Bollettini Ampelografici dell’800 e in particolare nel primo volume di "Ampelografia italiana", pubblicato a Torino nel 1879 a cura del Comitato Ampelografico Centrale. Qui vengono elencate le tre varietà di vite più importanti delle Marche e una di queste è appunto la Lacrima, la cui descrizione biologica corrisponde perfettamente a quella odierna, anche se non concorda con quella inserita dal Gallesio nella sua “Pomona italiana”, né corrisponde ad altre uve che portarono lo stesso nome e che erano un tempo diffuse nelle aree meridionali del nostro paese. Questo vitigno, una volta assai più coltivato in tutto il centro-sud adriatico (dalla Romagna, Toscana e Umbria fino a Puglia e Campania), rischiò seriamente l'estinzione durante gli anni '70 e '80, espiantato e sostituito progressivamente da moderne cultivar più resistenti e produttive ma spesso di minor qualità. Uno dei fattori che ne determinò la progressiva scomparsa fu la precocità di germogliamento primaverile, che esponeva le tenere gemme appena schiuse al possibile gelo tardivo di fine inverno. Quest'antica varietà fu recuperata su meno di 10 ha di vigneto residuo rimasto ubicato nelle zone di Morro d'Alba e si salvò unicamente grazie ad alcuni viticoltori marchigiani, che dopo aver fatto istituire la DOC nel 1985 (primo anno del rilancio) ripresero a dedicarsi a questa particolare uva nera. In passato il suo mosto era utilizzato come aromatizzante e miglioratore per tagliare altri vini rossi, mentre oggi viene vinificato e commercializzato in purezza. A seguito del rinnovato interesse troviamo attivo sul territorio di coltivazione, a partire dal 1993, il "Consorzio di Tutela della Lacrima di Morro d'Alba doc" (ist. con Legge N°164/92) i cui soci sono i produttori e gli imbottigliatori di uva Lacrima e di vino Lacrima di Morro d'Alba, che ritroviamo solitamente come realtà aziendali medio-piccole. Lo scopo di tale associazione, che si rifà ai dettami del disciplinare di produzione della denominazione, comprende le attività di tutela, valorizzazione, promozione e commercializzazione, oltre che produzione e controllo, del vitigno, dei suoi frutti e del suo vino. Oggi il Lacrima di Morro d'Alba è uno dei più importanti e ricercati vini rossi delle Marche (anche a livello internazionale) e la sua cultivar omonima è salvaguardata come parte irrinunciabile del patrimonio vitivinicolo italiano.
Premi & Riconoscimenti

CHINA AWARDS 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

CWSA Best Value 2020 - MEDAGLIA D’ARGENTO

TEXSOM 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Sakura Japan Women’s Wine Award 2020 - MEDAGLIA D’ORO

Dawa 2018 - MEDAGLIA DI BRONZO

Luca Maroni 2019 - 94 PUNTI

Gambero Rosso 2019 - 2 BICCHIERI

Veronelli Guide 2019 - 2 STELLE

CWSA Best Value 2019 - MEDAGLIA D’ORO

DAWA 2017 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Luca Maroni 2018 - 92 PUNTI

Sommelier Wine Challenge 2017 - MEDAGLIA D’ARGENTO

San Francisco International Wine Competition 2017 - MEDAGLIA D’ORO

Wine Luxe International Awards 2017 Hong Kong - MEDAGLIA D’ARGENTO

International wine challenge 2018 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Sakura Japan Women’s Wine Award 2019 - MEDAGLIA D’ARGENTO

Wine Spectator - 88 PUNTI

Bottiglia da 0,500 lt. Alcool 42% vol. Ingredienti: Acqua, alcol, distillato di anice, aroma naturale di anice Origine: Italia - Tipicità - […] Le visciole vengono raccolte nelle prime settimane di Luglio e vengono messe a macerare, in parte intere e in parte schiacciate, con lo zucchero; si innesca così una fermentazione che, lentamente, porta allo sciroppo finale, morbido e profumato. Questo prodotto viene fatto decantare per alcuni giorni e successivamente filtrato. Otteniamo così uno sciroppo dalla concentrazione zuccherina molto elevata, che viene incorporato al vino ( Lacrima ) innescando una rifermentazione che amalgama le due identità (vino e sciroppo). La fermentazione viene arrestata a circa 14% di alcol in volume, con un residuo zuccherino che assicura la piacevolezza. COLORE: Rosso rubino profondo con riflessi amaranto. OLFATTO Intenso e complesso esprime sensuali note di fiori viola e polposi richiami di frutti rossi maturi quasi in confettura. GUSTO Al gusto svela elegante morbidezza, un'elevata persistenza senza perdere in freschezza. E' coinvolgente, di corpo, sapido, fresco ed equilibrato. I fiori si ripropongono netti, il frutto, rotondo e definito, è in dolce confettura di ciliegie, more e mirtilli. Un vino coinvolgente, che soavemente ci intriga e ci invoglia a sorsi ripetuti. Gradi: 13,5% vol. Anno: 2016 Prodotto in Italia Contiene solfiti ABBINAMENTI Ideale con piccola pasticceria secca con scaglie o colate di cacao amaro. Da bere anche come vino da meditazione o come digestivo a fine pasto. Residuo zuccherino: 160 gr /l Prima vendemmia imbottigliata 2007 Vitigno: Lacrima di Morro d'Alba DOC
CENNI STORICI E CURIOSITA’ In passato il vino di visciola veniva prodotto per rendere più gradevoli vini robusti e tannici. Il duca Federico da Montefeltro, secondo il suo biografo e libraio di fiducia Vespasiano da Bisticci, “quasi non beveva vino se non de ciriege o de granate”. In seguito venne considerato un vino da donna, da omaggiare al gentil sesso per i suoi profumi, la sua morbidezza e la sua rotondità. Oggi viene considerato vino da meditazione, da assaporare e degustare in compagnia, ritrovando sapori perduti. Si chiama visciolato o più frequentemente vino di visciole. Una tradizione antica quella marchigiana dei vini aromatizzati che, a partire dal Medioevo e dai castelli nobiliari, attraverso la sapienza contadina, è arrivata fino a oggi. Il territorio di elezione è quello dei comuni di Candiano e Pergola nel pesarese, e dei Castelli di Jesi nell’anconetano e le ricette utilizzate per la sua preparazione differiscono sensibilmente da zona a zona, da cantina a cantina. La base del vino di visciole tradizionale rimane la visciola, un’antica varietà di ciliegia selvatica (Prunus cerasus), dal colore rosso scuro e dal sapore acidulo. La storica ricetta prevede di raccogliere le visciole, mature nelle prime settimane di luglio e metterle a macerare, in parte intere e in parte schiacciate, con lo zucchero; si innesca così una fermentazione che, lentamente, porta allo sciroppo finale, morbido e profumato. Questo prodotto viene fatto decantare per alcuni giorni e successivamente filtrato. Si ottiene così uno sciroppo dalla concentrazione zuccherina molto elevata, che viene incorporato al vino innescando una rifermentazione che amalgama le due identità (vino e sciroppo). La fermentazione viene arrestata a circa 14% di alcol in volume, con un residuo zuccherino che facilita la piacevolezza di questo prodotto. ANALISI SENSORIALE COLORE: Rosso rubino profondo con riflessi amaranto. OLFATTO Intenso e complesso esprime sensuali note di fiori viola e polposi richiami di frutti rossi maturi quasi in confettura. GUSTO Al gusto svela elegante morbidezza, un'elevata persistenza senza perdere in freschezza. E' coinvolgente, di corpo, sapido, fresco ed equilibrato. I fiori si ripropongono netti, il frutto, rotondo e definito, è in dolce confettura di ciliegie, more e mirtilli. Un vino coinvolgente, che soavemente ci intriga e ci invoglia a sorsi ripetuti. ABBINAMENTI Ideale con piccola pasticceria secca con scaglie o colate di cacao amaro. Da bere anche come vino da meditazione o come digestivo a fine pasto.

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bottiglia da 0,5 lt Gradazione 40% Origine: Italia
Dew of sour cherries. Its essence, flavor and clearness remind drinkers of a freshly perfumed morning dew.
Weight
DimensionsN/AN/AN/AN/AN/AN/A
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