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pranzo di Natale nelle Marche

IL NATALE (a tavola) NELLA TRADIZIONE MARCHIGIANA


Brindisi vino rosso
Brindisi vino rosso

Le Marche sono una terra di tradizioni, di sapori antichi e di specialità enogastronomiche dove il Natale fa da richiamo alle antiche usanze del passato.

Per il cenone della vigilia di Natale era tradizione diffusa mangiare “di magro” per rispettare il precetto religioso, cioè in astinenza dalla carne. Si faceva di tutto per procurarsi del pesce che, in campagna, era quello di fiume o il classico Baccalà (o stoccafisso).

Un esempio di menù fatto di prodotti tipici delle Marche può essere composto così:

Iniziamo con gli antipasti, dove trionfano i fritti, tra cui i cremini e le mitiche olive all’ascolana. E sorseggiando un buon vino bianco di solito nelle case dei marchigiani non mancano bruschette al tartufo e maestosi taglieri misti dove la fanno da padrone il ciauscolo IGP (salame morbido “spalmabile”), il prosciutto di Carpegna DOP, l’ottimo salame di Fabriano presidio “Slow Food”, affiancati da pecorino della valmeaturo e l’ottima Casciotta di Urbino. Per accompagnare – e da farcire – la Crescia di Urbino calda e a spicchi.

Crescia di Urbino farcita

Come primo piatto si ritrovano spesso gli spaghetti al sugo di magro, conditi con una salsa a base di pomodoro e acciughe.

1 famiglia su 2 sicuramente non farà mancare ai parenti i vincisgrassi: una pasta al forno fatta con strati di pasta all’uovo sottile, condita con un ragù dal profumo intenso e arricchita con la besciamella. ATTENZIONE: non chiamatela Lasagna! L’origine vuole che siano stati preparati in onore del generale austriaco Windisch Graetz che si era fatto valere nella difesa della città di Ancona.

L’altro 50% dei marchigiani che non mangiano i vincisgrassi, preparano i cappelletti, rigorosamente fatti a mano, la cui preparazione comincia ben prima del Natale, ed ognuno in famiglia ha il suo compito. Da chi tira la pasta a chi prepara il ripieno di carne (mix di maiale, manzo, pollo e prosciutto). Tradizionalmente sono serviti in brodo di gallina o pollo. Alternativa sempre da brodo, sono i passatelli, un classico della cucina povera della nostra regione Marche.

Altre squisite variante per i primi piatti, sono i maccheroncini di Campofilone IGP, una pasta lunga e sottile che assomigliano ai capelli d’angelo, così buoni che basta condirli con un semplice sugo al pomodoro.

maccheroncini ricetta
Una ricetta con i maccheroncini di Campofilone IGP

Rimanendo nella tradizione della cena a base di pesce, non è raro servire il brodetto nelle varianti di “Brodetto alla fanese” o “Brodetto all’anconetana”, tipico pasto povero fatto con pesci poco nobili, ma spesso rivisitato per piacere a grandi e piccoli.

Dopo i fasti di antipasti e primi, per secondo sarà sufficiente un brasato al rosso Conero accompagnato da purè di patate e verdure di stagione oppure uno stoccafisso all’anconetana.

Per i condimenti non può mancare un filo d’olio extravergine di Cartoceto DOP.

Il frustingo è uno dei dolci tipici marchigiani del Natale, a base di frutta secca e fichi; in ascolano è detto fruštìnghë, in fermano frustingu e nel pesarese bostrengo.

Ci sono poi dolci tipici di origine contadina come i cavallucci con la sapa, ovvero il mosto cotto, utile anche per numerose altre ricette tipiche marchigiane.

Ultima curiosità golosa, il torrone “biondo di Camerino”, un mix di miele, mandorle e zucchero che ogni anno concorre per il Guinness del torrone più lungo del mondo!

Eccoci, dopo alcune ore passate a tavola a rimpinguarsi, alla fine di questa maratona chiamata pranzo. Sul modo di concludere non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Obbligatoria la Moretta fanese (o Muréta in dialetto locale); è la bevanda tipica della città di Fano, un segretissimo mix di caffè, liquore all’anice, rum e brandy (o cognac), aromatizzata con scorza di limone e zucchero che va servita caldissima.

Moretta fanese

Come digestivo niente di meglio della celeberrima Anisetta Meletti di Ascoli Piceno, oppure un amaro dei tanti della distilleria Varnelli

Il “Visner” di Pergola – alias vino di visciola – specialità che accompagna bene tutti i dolci, la piccola pasticceria e la frutta secca.

Sempre in tema “beverage”, facciamo un passo indietro nelle portate e vediamo quali sono i giusti abbinamenti alle pietanze tra i tanti vini locali – bianchi, rossi, rosati, fermi o bollicine – che la regione Marche ci offre.

La cantina delle Marche offre oltre 20 qualità tra DOC e DOCG (oltre al 1’ vino bianco al mondo nel 2021, della cantina Bucci). Dai bianchi delicati come l’Offida Passerina o i Verdicchio dei Castelli di Jesi e di Matelica ai rossi più corposi. Il rosso Conero, un vino di grande struttura da bere invecchiato almeno due anni, o il Rosso Piceno; La Vernaccia di Serrapetrona infine è un vino spumante di vitigno autoctono nelle tipologie sia secco che dolce e tipicamente marchigiano.

Prodotti di bacco
Vini bianchi, rossi, rosè delle Marche

Buon appetito e BUON NATALE

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